giovedì 22 aprile 2010

La scuola, un bene comune in grossa difficoltà

"La scuola come appare ai genitori di Lainate, Barbaiana, Grancia e Pagliera", "la situazione finanziaria delle nostre scuole", "il tempo scuola e il percorso scolastico".
Questi sono stati gli argomenti dibattuti durante un confronto pubblico tra genitori, insegnanti e dirigenti scolastici degli Istituti Lainatesi svoltosi Venerdì 16 aprile presso la Scuola Primaria di via Cairoli.
Si è partiti dall'analisi del questionario proposto ai genitori dal “Coordinamento genitori democratici Lainate”.
Il questionario poneva quesiti relativi alla conoscenza della didattica, dell'organizzazione e del clima scolastico, del futuro della scuola pubblica e delle informazioni scuola\famiglia.
Dall’analisi delle risposte è emerso un buon indice di soddisfazione riguardo la didattica, un forte consenso all’introduzione del voto di condotta e all'organizzazione del tempo pieno.
Si evince altresì, considerando l’astensione nelle risposte relative all'organizzazione scolastica, che le famiglie non sono ben informate, pare manchi una percezione chiara e definita dell'attuale assetto scolastico seguito alla recente riforma.
A seguito dell’analisi del questionario ha preso la parola la dottoressa Breviglieri, dirigente dell'Istituto Comprensivo Lamarmora che, analizzando la situazione finanziaria delle nostre scuole, ha presentato un quadro storico dei fondi entrati in bilancio negli ultimi cinque anni.
Fondi provenienti in buona parte dal Ministero della Pubblica Istruzione, che coprono le spese relative ai materiali, al personale docente e ATA di ruolo, e ai supplenti.
Per la precisione per le nomine annuali i docenti vengono retribuiti dal ministero mentre per le supplenze brevi la scuola anticipa i versamenti degli stipendi e in fase successiva lo Stato rimborsa la scuola.
Ulteriori fondi provengono dal Comune: i cosiddetti fondi per il Diritto allo Studio, erogati per i progetti, per l'acquisto di attrezzature e materiale di consumo.
Infine esistono i contributi volontari dei genitori per provvedere all'acquisto di risme per le fotocopie, scottex, carta igienica, sapone.
La dottoressa ha precisato che lo scorso anno, a seguito della circolare del 14 dicembre 2009, non è stato elargito, da parte dello Stato, il Fondo per il Funzionamento Generale -amministrativo e didattico- che in parte serviva a pagare le supplenze brevi.
Ha successivamente presentato il D.M. 21 – 2007 che in pratica diminuisce “i fondi per pagare le supplenze dei docenti e per il personale Ata” e impone alle scuole di “nominare supplenti solamente per periodi superiori ai cinque giorni di assenza.”
L'intervento successivo del dott. Salvatore Guida psicopedagogista della coop. Stripes di Rho ha posto l'accento su quanto le scarse disponibilità economiche della scuola penalizzino l'andamento di una didattica funzionale.
Il dibattito seguito, incentrato sulla “qualità del tempo scuola e della didattica”, ha fatto emergere il senso di precarietà e di disagio percepito dai docenti e la diffidenza che pare essersi generata nelle famiglie nei confronti della scuola.
Un intervento ha denunciato il forte disagio che si crea quando un'insegnate si ammala e non viene sostituita da un supplente: i bambini, con le loro sedie, sono costretti a migrare in altre aule, creando difficoltà nella conduzione delle normali attività didattiche della classe ospitante e perdendo a loro volta tempo per l'apprendimento.
Tali disagi sono ormai all'ordine del giorno e spesso le famiglie non ne sono a conoscenza.
Un giorno di supplenza nella scuola primaria costa 82,86 euro e nella scuola di secondo grado 89,75, considerando che le assenze per malattie hanno una alta incidenza, i fondi elargiti non sono sufficienti a coprire le necessità.
In queste condizioni la scuola, nel caso di assenza dell’insegnante, si limita ad assicurare agli alunni l’unico diritto che rimane inderogabile, quello all’incolumità fisica, organizzando “la guardia agli alunni, basta che non si facciano male” dirottandoli in altre classi.
La nomina di un supplente al fine di assicurare il diritto allo studio diventa un fatto assolutamente residuale, accade solo in caso di assenze che si protraggono per diversi tempo.
In queste condizioni è necessario che ogni scuola faccia bene i propri conti, sperando nella buona salute degli insegnanti e confidando che in caso di maternità le docenti non usufruiscano di congedi facoltativi, poiché questi ultimi vengono retribuiti in prima battuta dalle scuole.
Se non è più possibile assicurare un servizio paragonabile a quello assicurato finora, non sarebbe più corretto che il decisore politico stabilisca regole più restrittive, ma chiare ed uguali per tutti su tutto il territorio nazionale?
Sicuramente non è corretto che il costo della fruizione di determinati benefici individuali da parte del personale della scuola si scarichi sul diritto allo studio degli alunni o dia luogo a forme di tassazione non trasparente a carico dei genitori.
A noi genitori non resta che creare un sistema informativo che ci coinvolga attraverso i comitati genitori e consigli di istituto, oltre che promuovere confronti periodici costruttivi e propositivi tra famiglie, scuola e amministrazione comunale.
Tutto ciò necessita di una partecipazione attiva di genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e amministrazione comunale, ma anche della cittadinanza, perché la scuola è un bene comune e strategico per la crescita e la formazione della futura società civile.

martedì 13 aprile 2010

La giornata del Verde Pulito nell’area del futuro parco del Lura

In un precedente post avevamo scritto a proposito dell’adesione da parte del comune di Lainate al Parco Locale di interesse Comunale del Lura.
In quella occasione erano state affidate in comodato d’uso gratuito al consorzio Plis Lura aree verdi di proprietà comunale.
Lainate aveva fatto questa scelta, come si legge nel sito del comune, per “consolidare la salvaguardia delle aree inedificate fra Lainate e l’Alfa Romeo. Per connettere le aree regionali protette (come il Parco delle Groane) col sistema del verde urbano. Per valorizzare la presenza del corso d’acqua, ricostruendo, per quanto possibile, il paesaggio delle sue sponde. Per dotarsi di una struttura di gestione del verde territoriale, che non può essere affidato alle normali strutture comunali”.
Parole belle e pienamente condivisibile peccato che fino ad ora non si erano ancora tradotte in azioni concrete.
Oggi, in un periodo in cui il nostro misero patrimonio verde sta subendo duri colpi ed è destinato a subirne ancora (vedi riqualificazione area ex Alfa Romeo e ampliamento autostrada A8) ci fa piacere segnalare che quelle belle parole stanno trovando compimento.
Durante l’ultima riunione della commissione ecologia è stato presentato il progetto del parco Alfa Romeo i cui lavori partiranno a settembre 2010 con una prevista conclusione a dicembre 2011

L'area interessata dal progetto è situata tra l’alzaia sud del canale Villoresi, l’ex area Alfa Romeo e la sponda sinistra del torrente Lura.
I lavori permetteranno di recuperare un’area attualmente abbandonata trasformandola in un’area verde naturalistica e fruibile dalla cittadinanza.
Il progetto prevede la realizzazione di un parco dove l’acqua attinta dal canale Villoresi formerà un laghetto artificiale di circa 5.000 mq con una profondità massima al centro di 2 metri,
Attorno al laghetto che avrà la forma della Rosa Camuna della regione Lombardia , si snoderà un percorso in calcestre con aree di sosta, prati e quinte verdi.
Attualmente l’area interessata è attraversata dal canale secondario Passirana, un derivatore del Villoresi; tale canale verrà mantenuto e costituirà l’asse centrale del laghetto.
Per quanto riguarda la sistemazione del verde si intende migliorare la situazione arborea esistente riducendo la presenza di specie non autoctone o poco pregiate come la Robinia e il Ciliegio Tardivo e impiantando alberi maggiorente pregiati.
I lavori possono partire grazie ad un finanziamento di 400.000 euro erogato dalla Provincia di Milano nell’ambito degli interventi per il potenziamento del sistema regionale delle aree protette
Il progetto e la responsabilità della realizzazione saranno a carico del Consorzio Parco del Lura con la consulenza del consorzio est Ticino Villoresi

Unica pecca è che l’area interessata dalla riqualificazione è periferica e decentrata rispetto all'abitato e tra l'altro difficilmente collegabile al resto del parco del Lura e ai suoi bei percorsi ciclopedonali che partono più a nord, nel territorio di Saronno.
Recuperare questi terreni attualmente abbandonati e renderli fruibili alla cittadinanza è comunque un'azione meritoria, ma per permettere che la gente ne prenda possesso e ne usufruisca pienamente è necessario, oltre che riqualificare l’area, renderla comodamente accessibile, conosciuta e vissuta.

In questa ottica domenica 18 aprile il Consorzio del Parco del Lura organizza, in collaborazione col comune di Lainate, la GIORNATA DEL VERDE PULITO INSIEME PER IL VERDE COMUNE, per conoscere più da vicino il Parco del Lura.
Una mattinata "lavorativa" per pulire una zona dell'area parco e per fare conoscere il progetto.
Ritrovo per la pulizia del territorio: ore 8.30 parcheggio di via Ponte delle Alpi.
Ai partecipanti saranno forniti i materiali necessari per l'attività

venerdì 9 aprile 2010

La dove c'era un percorso verde ora c'è.....

Ora che lungo il sentiero del Lazzaretto gli operai hanno terminato il loro compito e il fragore delle motoseghe è cessato il silenzio è tornato.
Un silenzio irreale.
Gli uccelli tacciono spaesati, hanno perduti i loro riferimenti.
I rami su cui trovavano riparo ora giacciono a terra schiantati.
Centinaia e centinaia di alberi stanno riversi a terra.
Ora che il lavoro è terminato anche noi percorriamo il sentiero in preda a sentimenti confusi.
L'indignazione iniziale, provata di fronte a questo sacrifico, ha lasciato il posto ad una insofferente presa d'atto.
Ora che minore è il rischio di trinciare giudizi istintivi e irrazionali è arrivato il momento giusto per tentare qualche considerazione a sangue freddo.
Ci è stato spiegato che l'area intorno al Lazzaretto è di libero accesso pubblico ma è di proprietà privata.
Ci è stato spiegato che l'abbattimento degli alberi è stato effettuato in osservanza a tutte le regole.
Ci è stato spiegato che la provincia, competente per le aree boschive, ha dato la sua piena autorizzazione.
Ci è stato spiegato che il taglio periodico delle piante fa parte della normale pratica agricola ed è legittima fonte di reddito per i proprietari.
E' difficile assistere all'azzeramento dei pochi polmoni verdi che ci rimangono e sentirsi dire che è tutto legittimo, è difficile ma ne prendiamo atto.


Comprendiamo che l'abbattimento indiscriminato di un intero bosco è una pratica legittima, come legittimo è stato il taglio di decine di altri alberi di fronte all'ingresso posteriore del Parco di villa Litta.
Alberi tagliati legittimamente dagli operai del consorzio Villoresi su autorizzazione comunale per motivi di sicurezza e lasciati rotolare nell'alveo in secca del canale e li bruciati.
Legittimo sarà pure l'abbattimento del vecchio pino che attualmente fa bella mostra di se di fronte all'ex cinema Ariston, il quale verrà legittimamente abbattuto per non intralciare i lavori di ristrutturazione dell'edificio.
Tutto legittimo, tutto nella norma, tutto autorizzato dalle autorità competenti e da fior fiore di esperti agronomi.
Ma se le regole attuali legittimano tali pratiche anche in un territorio quasi interamente urbanizzato come il nostro è forse arrivato il momento di porsi delle domande e soprattutto di cercare le soluzioni.
In un territorio come quello di Lainate, accerchiato da cemento e inquinamento atmosferico, l'esiguo verde rimasto non può, a nostro avviso, essere regolamentato da leggi simili a quelle che regolamentano territori a più ampia destinazione agricola o boschiva.
Il poco verde che ci rimane dovrebbe essere considerato e preservato al pari del più prezioso patrimonio storico o addirittura, a nostro avviso, con maggiore attenzione considerato che stiamo parlando di un bene primario: parliamo di ossigeno, di terra e di vita.
Allora se le regole attuali autorizzano gesti che tengono in scarsa considerazione i nostri bisogni primari forse è arrivato il momento di rivederle queste regole.
E bisogna decidere in fretta prima che non rimanga più nulla da preservare.
E' necessaria una volontà politica forte per attuare scelte che sebbene appaiano in controcorrente vanno però nella direzione del bene comune.
Chiediamo quindi all'amministrazione di fare scelte politiche ben precise per la tutela del nostro esiguo patrimonio naturale
Nelle linee guida per il riavvio della procedura di redazione del PGT, che questa amministrazione ha recentemente adottato, leggiamo che vengono considerati prioritari argomenti come “lo stop al consumo del territorio” e la realizzazione di aree verdi interconnesse.
Ci auguriamo che in quest'ottica l'amministrazione si attivi per vincolare il maggior numero di aree verdi possibili.
Esistono strumenti come i PLIS (parchi locali di interesse sovracomunale) istituiti autonomamente dai comuni interessati e riconosciuti dalla Regione Lombardia.
Non si tratta di zone a protezione integrale, ma di aree che svolgono una funzione di contenimento dell'espansione urbana oltre che di salvaguardia e valorizzazione degli ambienti naturali e di tutela e incentivazione dell'attività agricola.
Perchè non pensare, in accordo con il comune di Nerviano, di istituire un Parco del Villoresi-Lazzaretto? Perché non farne un luogo destinato alla cura e alla conoscenza di quel poco di verde che ci rimane? Un percorso guidato per le scolaresche con tanto di biblioteca degli alberi e percorso naturalistico?


Un altro passo concreto potrebbe essere l'avvio del tanto promesso parco delle frazioni. Da tempo sono stati effettuati la definizione del perimetro e il progetto di massima, salvo poi scoprire che i terreni interessati sono solo per il 40% di proprietà comunali, il rimanente è ancora di proprietà privata.
Per il progetto del parco delle frazioni sono già stati accantonati e sono a disposizione 400.000 euro.
Acquisire le aree mancanti e piantumarle, rendendole partecipate e vissute dai cittadini potrebbe essere il primo passo concreto nella direzione reale della salvaguardia del territorio.
E facciamolo questo passo.

giovedì 1 aprile 2010

Per una cultura della mobilità

Riceviamo questa "cartolina da Lainate" e la rigiriamo alla vostra attenzione:

Il Consiglio Comunale aperto svoltosi lo scorso 25 marzo, dedicato alla presentazione del progetto relativo all'ampliamento dell'autostrada Milano/Laghi, ha visto la partecipazione attiva della cittadinanza, che ha espresso, com'era più che prevedibile, preoccupazione, sgomento, ed indignazione.
Sentimenti che, detto per inciso, mi trovo assolutamente a condividere.
Tuttavia, si possono leggere in tutto questo una serie di contraddizioni che coinvolgono trasversalmente molte forze in gioco, così come le stesse posizioni e rimostranze espresse dai cittadini.
Nessuno degli intervenuti sembra infatti aver minimamente tenuto in considerazione un dato oggettivo derivante da un fenomeno di ben più ampia portata: il potenziamento di questa infrastruttura, apparso praticamente a tutti come abnorme, coatto, cieco, incurante delle gravi problematiche che viene a creare nei confronti del territorio e della vita dei cittadini che lo abitano, è di fatto l'espressione di un intero sistema economico e produttivo, o meglio di un modello economico del quale non solo facciamo tutti parte, ma che addirittura invochiamo e difendiamo a spada tratta qualora qualsivoglia fattore minacci di comprometterne l'equilibrio e la stabilità, sul piano economico così come su quello degli interessi e dei vantaggi - pur presunti che possano poi rivelarsi - personali.
Lo invochiamo nel ribellarci alla chiusura di un importantissimo polo produttivo quale quello dell'AlfaRomeo, non solo sottolineandone le conseguenze in termini occupazionali (e quindi, appunto, economici), ma perfino rivendicando il valore storico e culturale che una realtà produttiva così radicata nel territorio ha significato sotto il profilo dell'identità culturale e sociale dei suoi cittadini.
Più o meno consapevolmente, riaffermiamo poi lo stesso modello attraverso l'uso massiccio che ognuno di noi fa dell'automobile.
Un uso incondizionato, irresponsabile: ciascuna automobile, che inquina, che riscalda il pianeta, che ingombra (anche dal punto di vista estetico/paesaggistico) rispetto ad ogni altra soluzione di mobilità, che diventa rifiuto in gran parte non riciblabile, ciascuna automobile trasporta nella maggior parte dei casi un solo individuo, il conducente.
Un uso non di rado maniacale, feticistico: l'automobile è ancora uno status symbol, la vogliamo bella, grande, potente.
E con l'automobile vogliamo andare dappertutto, la usiamo nei nostri piccoli centri urbani, in ogni via o vicolo, per spostarci di poche centinaia di metri, per raggiungere, partendo da casa nostra, ogni angolo del pianeta.
Ma non solo, esigiamo o almeno sognamo di farlo senza ingorghi di traffico, vogliamo correre, avere le strade libere, sgombre, veloci.

Insomma, vogliamo produrre automobili, per la sicurezza occupazionale rappresentata da questo settore e dall'enorme indotto produttivo che ne deriva.
Poi, indipendentemente dall'utilizzo che ne faremo, vogliamo innanzitutto possedere automobili, due, tre per nucleo familiare.
Infine, pretendiamo di utilizzarle senza alcuna presa di coscienza di quanto la scelta - radicale o anche solo occasionale - di ognuno di noi possa significare nei confronti di un'intera comunità, se non di un intero pianeta.
Automobili sì, allargamenti delle infrastrutture che ne celebrino con deliberata sfrontatezza l'assoluto dominio sulla nostra vita, no.
Una posizione come minimo incoerente, che non sembra curarsi di incentivare istanze, progettualità e ricerca rispetto a come sviluppare sistemi di mobilità alternativa e sostenibile.

Messi a confronto con la maggior parte degli altri paesi europei (ma non solo), non abbiamo nemmeno la speranza di vedere un giorno realizzata una rete ciclabile degna di tale definizione, così come non abbiamo speranza di poter usufruire di un servizio di trasporto pubblico che gratifichi l'utente, invece di mortificarlo attraverso i disagi ed il degrado che caratterizzano mezzi, "stazioni" e fermate.
In particolar modo per quanto riguarda la nostra specifica realtà locale, temo proprio che non abbiamo nemmeno la speranza di veder un giorno realizzato un centro storico pedonale, obiettivo peraltro raggiunto in altri comuni appartenenti alla nostra stessa area territoriale.
Il tutto, evidentemente, rinunciando perfino a pensare di poter perseguire e realizzare ben altro modello di qualità urbana, e con esso tutti gli effetti positivi di carattere sociale e culturale che potrebbero derivarne.
Il progetto della quinta corsia - con il suo esplodere di svincoli, rotatorie, ponti e rampe - rappresenta uno scempio per il nostro territorio e rischierà di compromettere ulteriormente la già precaria qualità della nostra vita?
Niente di più certo.
Pretendere però di impedirne la realizzazione senza voler mettere in discussione non solo un intero sistema di cui tale infrastruttura è parte integrante, ma altrettanto il peso che il comportamento e le scelte di ognuno di noi possono determinare, così come l'espressione civile di cui la nostra comunità potrebbe dimostrarsi capace, evidenzia grosse contraddizioni, non meno "insostenibili" dell'ennesima colata di cemento sulle nostre terre.
Massimo Giuntoli

martedì 30 marzo 2010

Lainate e l'autostrada: 90 anni di primati non richiesti

Nel lontano 21 settembre del 1924 venne inaugurato a Lainate il primo tratto di quella che diverrà l'autostrada dei Laghi e che sarà la prima autostrada a pedaggio realizzata in Italia.
Da allora l'abitato di Lainate è tagliato in due da un nastro d'asfalto che per quanto certamente utile alla comunità nazionale rappresenta pur sempre un taglio nel tessuto locale, una ferita che provoca non pochi disagi.
Dopo quell'iniziale primato autostradale italiano del 1924 Lainate non se ne è più fatto mancare uno; a voi decidere se considerarlo un vanto o meno.
Il prossimo primato è di imminente realizzazione: la Società Autostrade S.p.A. ha deciso di allargare l’Autostrada A8 dallo svincolo di Lainate alla barriera di Milano Nord, inserendo per questo tratto, per la prima volta in Italia, la quinta corsia.
A seguito di una serie di incontri tra Autostrade, Regione Lombardia, Provincia di Milano e comune di Lainate, si è giunti alla soluzione progettuale resa pubblica durante il consiglio comunale aperto del 25 03 2010.


Ci spiace sottolineare che a quell'incontro mancavano, seppur invitati, i rappresentanti di Autostrade, della regione e della provincia.
Assenze che ci pare testimonino quanto questi enti siano poco vicini alle esigenze della popolazione locale.
Il progetto finale mostra, riportando quanto affermato dall'ente autostrade, “l’impossibilità tecnica di mantenere le manovre “da” e “per” Milano sul territorio del Comune di Lainate, anche a seguito dei dati sulla incidentalità legati al tratto autostradale prospiciente tali innesti imponendo, di fatto, la rinuncia di soluzioni alternative rispetto al ribaltamento del casello e alla collocazione delle citate manovre a sud delle stazioni di servizio che saranno ampliate come da progetto”...
“Dai dati presentati l’unico scenario soddisfacente dal punto di vista tecnico sembrerebbe essere quello del ribaltamento del casello autostradale, con eliminazione delle altre manovre in territorio di Lainate, in quanto altre soluzioni sono state presentate come improprie per la città perchè non farebbero diminuire (ma anzi aumenterebbero) le problematiche connesse al traffico di attraversamento.”

Riassumendo possiamo dire che Lainate subirà: l'ampliamento della sede autostradale di oltre 10 metri in totale; ampliamento che comporterà l'abbattimento di numerose abitazioni.
La creazione di una nuova enorme area di servizio prospiciente all'Autogrill che determinerà il sacrificio di un'area a destinazione agricola tra l'altro svenduta in passato a società autostrade a costi irrisori.
Il ribaltamento del casello che, al di là delle motivazioni addotte dall'ente autostrade, pare una scelta fatta per agevolare il nuovo mega centro commerciale e i nuovi insediamenti abitativi previsti con la riconversione dell'area ex Alfa Romeo.
Davanti a queste scelte imposte dall'alto probabilmente la cittadinanza e l'amministrazione di Lainate hanno ben poco potere decisionale.
L'amministrazione ha deciso di non opporsi a queste scelte e di richiedere a Società Autostrade alcune azioni che compensino in qualche maniera i disagi che dovremo subire.
Da parte nostra avevamo già presentato un suggerimento in merito al quale aggiungiamo nuove considerazioni: oltre a richiedere la realizzazione di barriere fonoassorbenti/fotovoltaiche di alta qualità, tecnologicamente innovative e in armonia ed equilibrio con il paesaggio anche sotto il profilo cromatico andrebbe pretesa, come compensazione ambientale per l’aumento del traffico, l'installazione di impianti di filtraggio dell’aria e soprattutto la messa a dimora di un congruo numero di alberi per schermare le barriere e immettere ossigeno in maniera naturale nell'aria.
- Impianti di filtraggio dell’aria: ogni impianto filtra circa 10.000 mc/ora e abbatte dal 70 al 97% delle sostanze inquinanti. www.systemlife.eu / ha ricevuto il premio innovazione di Legambiente - Tunnel fonoassorbenti: nell’area di Genova Autostrade ha realizzato tunnel fonoassorbenti che generano angoscia sia negli utenti della strada sia fra i residenti. Da rigettare senza rimpianto. Bisogna richiedere a Autostrade tunnel innovativi come quello di Cologno (Autostrada Serravalle).
- Fotovoltaico: Con l'energia prodotta si possono illuminare le piste ciclabili e le vie cittadine, gratuitamente.
- Alberi: Una tonnellata di massa legnosa corrisponde circa a 1 tonnellata di CO2. Gli alberi oltre a schermare la barriera, depurano l'aria, riducono lo stress di avere un muro di fronte, creano benessere.
- Profilo cromatico: Il colore della barriera ha un impatto fortissimo su chi la guarda, è come il muro di Berlino. Oggi si tende a fare questi muri verde "ramarro" che sono angoscianti. Il colore deve creare armonia.

giovedì 25 marzo 2010

La quotidianità dell'indecenza

Riceviamo questa "cartolina da Lainate" e la rigiriamo alla vostra attenzione:

"Come genitore mi capita frequentemente di accompagnare i miei bambini a scuola.
Il tragitto da casa è breve e quindi preferiamo percorrerlo a piedi.
Per non aprire troppe parentesi polemiche non voglio commentare lo stato pietoso di molti dei marciapiedi che percorriamo ma non posso evitare di farlo sulle condizioni indecenti del passaggio pedonale che collega via Roma a via Cairoli.
Per inciso si tratta dell'unico passaggio pedonale presente in paese e non è ben chiaro se verrà sacrificato o meno per fare posto alla strada di accesso alle nuove costruzioni che verranno edificate nell’ambito del PII di Barbaiana..
Il sentiero pedonale, il praticello che lo costeggia da una parte e il canaletto irriguo dall’altra sono costellati di cartacce e rifiuti vari, addirittura di sacchi della spazzatura abbandonati; e ci troviamo nel centro del paese, non in un area periferica abbandonata.
Per non parlare poi di quanto resta tra l’erba dopo le passeggiate dei cani (perché non prevedere un’area attrezzata per permettere ai proprietari di cani di farli sfogare senza imbarazzo?)
Questo fiorire di cartacce e immondizie varie è certo un problema ma il problema maggiore sta nel fatto che a forza di passare in mezzo a questo spettacolo desolante si finisce per farci l’abitudine, per considerarlo normale, per non farci neppure più caso, tanto che si finisce per non indigna neppure più.
Il mio timore è che i nostri bambini, assistendo quotidianamente a questo stato delle cose cresceranno nella convinzione che questa indecenza sia la regola, la normalità.


Ma il colmo dell’ironia si tocca il sabato, terminate le edificanti passeggiate mattutine per raggiungere scuola.
Il sabato infatti mi capita talvolta di portare i bambini al mercato, e loro mi hanno fatto notare che a pochi metri della folla e dalle variopinte bancarelle fa bella mostra di sé una clamorosa discarica improvvisata.
Mi rendo ben conto che l'amministrazione ha poche responsabilità nei confronti dell'inciviltà dei propri cittadini, ma una amministrazione che fa politica nel senso nobile del termine dovrebbe guardare al domani e se non opera bene oggi sarà responsabile dell’eventuale scarso senso civico dei propri futuri cittadini.
Io posso anche spiegare ai miei figli che la sciatteria e la maleducazione alla quale assistono quotidianamente non dovrebbero essere la quotidianità ma l'eccezione; io posso anche spiegare che le strade, le vie, le aree verdi delle nostre città appartengono a tutti e per questo motivo bisogna averne cura come si ha cura dei propri beni, ma se loro crescono circondati da questi esempi rischieranno di convincersi che questo è lo stato delle cose e questa è la quotidianità che ci meritiamo.
In virtù di questa considerazione chiedo agli uffici preposti di attivarsi per una campagna di pulizia più massiccia e capillare e per l’installazione di un maggiore numero di cestini della spazzatura, convinto come sono che anche gli incivili e i maleducati hanno qualche scrupolo a sporcare laddove esiste cura e pulizia.
Giuseppe"

domenica 21 marzo 2010

Lainate e l'autostrada, problemi e soluzioni possibili

Per Giovedì 25 marzo alle 21.00 è stato convocato presso il Padiglione delle Feste area ex Podere Toselli un consiglio comunale “aperto”, i cittadini potranno partecipare non solo come spettatori ma anche come interlocutori.
Il tema dell'incontro verterà sullo stato di avanzamento dei progetti autostradali nel tratto che interessa il territorio di Lainate: l'aumento delle corsie, lo spostamento del casello e l'ampliamento delle due aree di servizio.
Sono opere queste che avranno un forte impatto sul nostro territorio: verranno espropriati terreni, abbattute abitazioni, cementificati terreni ora agricoli e modificate viabilità esistenti, il tutto in nome di un presunto miglioramento infrastrutturale.
Sono opere già decise a livello nazionale e con fondi già stanziati, è probabile quindi che alla cittadinanza e all'amministrazione comunale di Lainate rimangano scarsissime possibilità decisionale a riguardo.
Noi pensiamo che l'amministrazione comunale abbia il dovere di non svendere il territorio e di pretendere dalla società autostrade che i disagi ai quali andremo incontro vengano degnamente ricompensati.
Si parla di sottopassi autostradali, di future piantumazioni che vadano a compensare le perdite di terreni verdi, qualsiasi altra idea o proposta da parte anche dei singoli cittadini sarebbe bene accetta.
A tale proposito settimana passata abbiamo sottoposto all'attenzione degli assessori di competenza un documento, di cui anticipiamo l'introduzione, riguardante le barriere autostradali fonoisolanti:
"Vorremmo segnalarVi lo stato di degrado progressivo in cui versano le barriere antirumore lungo l’autostrada, a Lainate, in particolare sul lato verso le frazioni.
Come documentato dalle fotografie, i pannelli di contenimento dei materassini fonoisolanti, in lana di roccia, sono volati via, in alcuni casi mancano anche i materassini.
A prescindere dal degrado che queste immagini trasmettono, vogliamo attirare la vostra attenzione sui rischi per la salute dei cittadini che vivono nellevicinanze.
E’ noto che le fibre di lana di roccia si frantumano e c’è il rischio che possano essere inalate. L’ARPA potrà essere più precisa su questo aspetto e informarVi sulla loro pericolosità.
Da qualche anno infatti nelle barriere antirumore si usa il poliestere in sostituzione della lana di roccia.
E’ anche evidente che mancando i pannelli di contenimento e il materassino fonoassorbente, i livelli di rumore, diurni e notturni, non rispettano i limiti fissati per legge.
A completamento di quanto già detto sulla lana di roccia, le attuali barriere, sui punti in cui scavalcano le strade comunali e la pista del Villoresi, non rispettano la norma EN 1794-2 allegato B.
La norma stabilisce che in caso di collisioni, non debbano cadere frammenti o componenti della barriera, che possano colpire le auto o le persone che vi transitano sotto o le case che si trovano nelle adiacenze.
Infatti in questi casi si usano barriere integrate antirumore e di sicurezza che abbiano superato il crash test.
Autogrill realizzerà la nuova grande area di servizio di Lainate, curando molto l'aspetto funzionale ed estetico in vista dell'Expo.
Questo concetto potrebbe essere esteso anche alle barriere che attraversano Lainate, che attualmente hanno un impatto devastante sul territorio, alterano l'equilibrio paesaggistico e creano un notevole degrado.
Sarebbe un atto di attenzione verso il territorio e i suoi abitanti se Autostrade optasse per un intervento di qualità , tecnologicamente innovativo, in armonia ed equilibrio sotto il profilo cromatico, per una rivalutazione paesaggistica e ambientale dell’intervento.
Abbiamo fatto una ricerca per poter dare un contributo di idee per il nostro Comune. Ci sono alcune situazioni molto simili in cui il problema è stato affrontato e avviato a soluzione con interventi innovativi e a basso impatto ambientale.
Lungo il percorso che attraversa Lainate, dove possibile, la barriera andrebbe parzialmente schermata con alberi in modo da ridurne l’impatto e armonizzarla con il paesaggio e contribuire a ridurre l’emissione di anidride carbonica nell’aria particolarmente inquinata di Lainate" - ....segue

giovedì 18 marzo 2010

Acque chiare, alberi verdi e biciclette: un sogno?

Se tutto funziona come ci è stato promesso entro il 2011 Lainate smetterà di scaricare le proprie fognature nelle acque del Lura, del Bozzente e dell'Olona.
Lunedi 22 marzo partiranno i lavori che permetteranno di collegare la rete fognaria di Lainate al depuratore di Pero.
Il primo passo per mettere la parola fine a una situazione vergognosa, che pare però sia prassi normale su molti fiumi italiani.
Un impresa incaricata da Amiacque aprirà un primo cantiere per la posa di un sifone all'altezza dell'incrocio tra via Biringhello, che verrà interdetta alla circolazione per circa un mese, e via Tiepolo, che lo sarà per la prima settimana.
"Questi sono i primi lavori" ci ha confermato l'assessore al territorio Andrea Tagliaferro durante l'incontro che abbiamo avuto con lui "lavori che insieme a quelli che verranno effettuati lungo via prima strada e ad altri già finanziati permetteranno entro il 2011 di collegare tutti i parziali tratti di fognatura esistenti e convogliare tutte le acque nere di Lainate al depuratore di Pero".
Le acque bianche continueranno invece a essere riversate nei corsi d'acqua.
Abbiamo chiesto inoltre all'assessore come intendeva agire nei confronti degli sversamenti che vengono effettuati abusivamente durante i fine settimana nel Bozzente, al riparo quindi dai controlli dell'Arpa (agenzia regionale protezione ambiente).
L'assessore ha promesso che a seguito di segnalazioni dei cittadini provvederà a sollecitare l'Arpa per effettuare monitoraggi non calendarizzati in modo da cogliere in fallo le aziende che effettuano sversamenti nocivi.
Sappiamo però che su altri fiumi come l'Olona e il Seveso i monitoraggi, anche automatici, sono continui, perchè non prevederli anche sui nostri corsi d'acqua?

Avevamo chiesto un incontro con l'assessore Tagliaferro e con l'assessore Dell'Acqua non solo per parlare con loro delle problematiche di inquinamento relative al torrente Bozzente ma anche per chiedere di riconoscere il lavoro virtuoso dei “volontari del Villoresi” agevolandoli nel loro compito.
A questo riguardo non si sono sbilanciati in promesse. Vedremo gli sviluppi.
Per quanto riguarda la nostra proposta di mobilità ciclabile l'assessore Dell'Acqua si è reso disponibile ad aprire un tavolo di lavoro e a chiedere un contributo di conoscenze tecniche a fiab ciclobby.
Nostro compito è quindi metterli in contatto a breve.
Abbiamo infine parlato dell'abbattimento degli oltre duecento alberi lungo il sentiero che costeggia la cappella del Lazzaretto.
Per questioni di tempo non siamo riusciti ad approfondire, ci siamo limitati a sottolineare lo scempio compiuto, ma la difesa e la valorizzazione del poco verde che ci rimane e la necessità di dire “stop al consumo del territorio” sono argomenti che ci stanno molto a cuore e sui quali insisteremo, anche se all'amministrazione dovessero sembrare poco realistici, scomodi e economicamente poco remunerativi.
Essere realistici è un pregio ma se non si sogna non si va da nessuna parte.

sabato 13 marzo 2010

L'ennesimo sfregio ai nostri già miseri spazi verdi

Nel precedente articolo lodavamo il lavoro di pulizia dei volontari del Villoresi.
Un lavoro faticoso che sta dando i suoi frutti virtuosi dopo mesi di impegno.
Oggi purtroppo ci troviamo a scrivere di un lavoro di una mezza giornata che è stato in grado di vanificare anni di lenta crescita.
Il sentiero del Cucù che dalla cappelletta del Lazzaretto conduce all'alzaia del Villoresi è stato sfregiato orribilmente.
Un sentiero frequentato da tanti Lainatesi che cercano un poco di refrigerio durante l'estate o un luogo in cui passeggiare o fare sport immersi nella natura.
Due operai armati di motosega hanno fatto scempio di un bosco intero.
Abbiamo provato a contare i tronchi caduti ma l'intrico di tronchi è di rami in alcuni punti è cosi fitto che abbiamo desistito, non primo di aver contato almeno centocinquanta alberi a terra.


Ci siamo chinati su alcuni tronchi per contare il numero degli anelli che ne mostrano l'età e abbiamo scoperto che alcuni superavano i quaranta.
Anni di crescita lenta stroncati in pochi minuti.
Durante i nostri incontri noi membri dell'associazione avevamo fantasticato sull'istituzione di un “sentiero protetto”, una sorta di parco sovraccomunale da condividere con Nerviano, un luogo in cui accompagnare le scolaresche per far conoscere il profumo del sambuco e delle robinie in fiore, un'area da valorizzare e far vivere.
Probabilmente si tratterà di uno scempio autorizzato e legale, un bosco ceduo è fatto per essere periodicamente tagliato per produrre legna, ma anche se fosse un'azione lecita ci chiediamo se abbia senso in un territorio come il nostro in cui il verde rimasto dovrebbe essere preservato e curato come una reliquia per quanto è raro e indifeso.
Ci si riempie tanto la bocca con parole altisonanti come tutela del territorio, salvaguardia del verde e sono sufficienti due motoseghe senza scrupoli per azzerare tutto.


A Lainate esiste un “regolamento per la tutela del patrimonio arboreo” che ultimamente ha imposto qualche migliaia di euro di tassa ad un proprietario che ha tagliato due alberi nel proprio giardino per fare spazio ad un ampliamento edilizio, eppure questi vandali armati di motosega possono permettersi impunemente di compiere questo scempio in piena legalità?
Chi ha potere decisionale deve rendersi conto che il nostro territorio, come gran parte dell'hinterland Milanese, è ormai quasi completamente edificato ed è necessario tenersi stretti con i denti quel poco di verde che ci rimane: è ciò che ci permette di respirare e nutrirsi, non solo in senso figurativo ma sopratutto in senso pratico.
Questi sono concetti detti e ridetti tanto da apparire banali e sui quali in teoria sono tutti d'accordo, ma alla prova dei fatti chi deve prendere decisioni in questo senso non le prende.
Svegliamoci prima che non resti più nulla da salvaguardare.


Questo è quello che abbiamo perduto.
Se siamo fortunati potremo riaverlo simile tra ventanni.

martedì 9 marzo 2010

I gesti gratuiti dei quattro volontari

Abbiamo ricevuto questa cartolina da Lainate:
"Gentile Associazione,
Tramite Voi vorrei ringraziare i quattro volontari che ogni giorno da diversi mesi lavorano duro e con entusiasmo per ripulire il bosco a ridosso del Villoresi dalle sterpaglie cresciute nell'abbandono di questi boschi e dai rifiuti che vengono gettati ogni giorno da cittadini incivili che non hanno rispetto nemmeno di se stessi.
Quattro volontari che dedicano gratuitamente il loro tempo libero per rendere più puliti e accoglienti i boschi e le aree verdi che costeggiano il canale Villoresi e il bel percorso ciclopedonale che lo costeggia.
Tutto è partito da un'idea di Renato che voleva ripulire il bosco.
All'inizio lavorava da solo ora lo fa con l'aiuto dei suoi tre amici.
Loro parlano con orgoglio del lavoro che stanno facendo, della fatica che spendono per rendere questi spazi verdi fruibili a tutti.
“Vogliamo ripulire tutto gli spazi verdi che stanno a fianco del Villoresi” mi hanno detto.
Sono orgogliosi del risultato che stanno ottenendo, ma vorrebbero sentire che c'è solidarietà intorno a loro, sentire la presenza anche di altre persone, sopratutto per essere più sicuri: “la presenza ogni tanto dei vigili e dei carabinieri qui non sarebbe male” mi hanno detto sorridendo.
Si sono acquistati tutta l'attrezzatura di tasca loro e non chiedono niente se non un poco di aiuto.
Il Comune infatti non ritira i cumuli di frasche secche che risultano dal loro lavoro di pulitura e i vigili hanno vietato loro di transitare sull'argine con la motocarrozzella perché per farlo è necessario il permesso del Consorzio Villoresi.


Nel tratto che hanno ripulito nelle ultime 2 settimane sono stati raccolti 42 sacchi di rifiuti che hanno portato giornalmente e con i loro mezzi in discarica perché la Gesem non li raccoglie quotidianamente.
42 sacchi che si sono caricati sulle spalle fino alla prima strada transitabile e da li con loro mezzi in discarica.
E si sono dovuti far rilasciare un permesso per compiere questa operazione.
Bisogna aiutarli a trovare una soluzione, qualcuno sa come chiedere autorizzazione al Consorzio Villoresi?
Lavorano per dare a noi cittadini la possibilità di vivere il bosco con piacere, in libertà e sicurezza.
Sarebbe bello, che in primavera, si organizzasse una domenica per ripulire il Villoresi e il suo bosco, in segno di solidarietà a queste splendide persone e per iniziare anche noi tutti ad avere un ruolo attivo nella conservazione del nostro territorio.
Voglio esprimere tutta la mia gratitudine a queste persone perbene, per quello che fanno, per il loro mettersi al servizio degli altri.
Grazie volontari
Piero"


Al termine del suo libro “Le Città invisibili” Italo Calvino scrive: “l'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà. L'inferno dei viventi è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piú.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Calvino in maniera apocalittica parla di Inferno ma noi più modestamente possiamo scambiare la parola inferno con la parola rassegnazione.
Ecco, Renato e i suoi tre amici compiono questo gesto: si chinano con fatica a cercare e riconoscere che cosa, in mezzo alla rassegnazione, non è rassegnazione, per farlo durare, per dargli spazio, per ripulirlo e farlo rifulgere
Per questo vogliamo unirci ai ringraziamenti di Piero: perché pensiamo che i gesti compiuti dai quattro volontari siano minimi avvenimenti che riconciliano con il mondo e che lo rendono migliore.

venerdì 5 marzo 2010

Volantini elettorali e simpatiche omissioni

Riceviamo questa lettera dal Comitato per la revisione del Piano Integrato di Barbaiana e pubblichiamo

“Lo scorso fine settimana presso i gazebo elettorali del PD era in distribuzione un volantino con un’intera pagina dedicata al piano integrato di Barbaiana.
Eravamo tentati di non replicare, per non cadere in sterili polemiche fuori tempo massimo, ma il testo è talmente pieno di dimenticanze, inesattezze e insinuazioni che ci siamo sentiti in dovere di cercare di ristabilire un minimo di verità storica.
Soprattutto a uso e consumo dei nuovi giovani vertici del PD che non hanno seguito la vicenda dalle origini; il testo certo non è certo farina del loro sacco.
Alleghiamo il testo integrale del volantino aggiungendo i nostri commenti:

Volantino: Il PII è il risultato finale di un lunghissimo lavoro di studio, elaborazione e mediazione avviato più di venti anni or sono.
Esso nasceva dall’esigenza sentita dai barbaianesi, ma anche dalle varie amministrazioni comunali, di rinnovare il centro storico del paese, rendendolo più moderno e vivibile sia dal punto di vista degli spazi privati che di quelli pubblici. Nuovi edifici, in risposta alla crescente domanda di abitazioni, che dovevano però rispettare il disegno storico della città.
Comitato: Per chi conosce Barbaiana e ci abita è difficile pensare che due torri da 7 piani previste in piazza Maffeis potessero rispettare il disegno storico del paese.
Volantino: Il programma è stato adottato dalla giunta Romanò l’11.2.2004, pochi mesi prima delle elezioni amministrative che videro la sconfitta dell’Amministrazione uscente e la vittoria della coalizione di Centro-sinistra.
Comitato: Forse uno dei motivi della vittoria della coalizione di centro-sinistra sono state proprio le scelte fatte dalla giunta Romanò sul piano integrato?
Volantino: Un anno dopo, il 18.4.2005, in una burrascosa seduta (uscita dall’aula di due consiglieri di maggioranza e di tutta la minoranza) la nuova Amministrazione approva il Programma con alcune varianti: riduzione della volumetria di circa 1.100 metri cubi, eliminazione della palazzine previste in via Palestro (a fianco di una fabbrica chimica sita nel Comune di Pogliano), spostamento dell’edificio di edilizia convenzionata verso via Roma (anziché verso via Cairoli).
Comitato: La seduta fu burrascosa perché, a detta di molti, compresi i consiglieri di maggioranza che erano usciti dall'aula consiliare le modifiche andavano a peggiorare ulteriormente le già evidenti criticità del progetto originario. Ci chiediamo inoltre da quali fantasiosi conteggi saltino fuori questi 1100 metri cubi di riduzione della volumetria.
Per quanto riguarda la palazzina in via Palestro è stata si eliminata, ma la sua cubatura è stata spostata interamente in piazza Maffeis portando alla definizione delle 2 torri da 7 piani.
Non facciamo poi commenti sulla differenza di valore economico tra un metro cubo nella periferica via Palestro e uno nella centrale piazza Maffeis.
Volantino: Eppure, dopo l’approvazione definitiva, invece di iniziare i lavori, inizia il calvario! Spuntano raccolte di firme di cittadini (non solo di Barbaiana) che si inventano un “comitato per la revisione del PII” che vuole un piano di impatto ambientale, teme uno sconvolgimento del traffico dato dalle nuove costruzioni e dalla nuova viabilità, vuole garanzie sulle altezze degli edifici.
Comitato: Il comitato si è formato spontaneamente dopo la lacunosa presentazione fatta dalla parrocchia e dopo la presa di coscienza che questo piano avrebbe condizionato per sempre il nostro paese. Tutte le persone che hanno costituito il comitato abitavano ed abitano tuttora a Barbaiana. Le 700 firme raccolte (in un solo mese) sono state vergate da cittadini lainatesi che hanno rilasciato nome, cognome ed indirizzo. La raccolta è avvenuta in luoghi pubblici come il mercato e le piazze, da volontari, con permesso rilasciato dagli uffici comunali.
Volantino: A noi, che allora eravamo in Consiglio Comunale, sorsero spontanee alcune domande: “ma dov’erano questi signori quando il programma era stato solo adottato? Perché non hanno presentato osservazioni? Perché, pur essendo diminuita la cubatura (grazie alla Parrocchia di Barbaiana che ha rinunciato a qualcosa) si parlava di cementificazione solo adesso?”
Comitato: Dove eravamo ci domandate? Eravamo distanti dalla vita amministrativa della nostra città perché illusi che regole, leggi e buon senso bastassero alla classe politica per amministrare con oculatezza. Poi ci siamo svegliati da questo sonno e abbiamo capito che una buona amministrazione ha bisogno del supporto diretto oltre che del controllo da parte della propria cittadinanza. I vostri dubbi e le vostre insinuazioni ci amareggiano e dimostrano miopia politica e indifferenza alle istanze dei cittadini. Dietro di noi ci sono solo le nostre idee e il desiderio di impegnarsi per dare ai nostri figli un paese migliore, in completa indipendenza e autonomia.
Ad ogni modo se l’ex “semplicemente sindaco” Bussini si poneva queste domande, perché non ha chiesto a noi le risposte? Perché non ci ha mai voluto ricevere? Avremmo volentieri chiarito i suoi dubbi.
Abbiamo depositato una petizione con 700 firme e, nonostante le numerose richieste, non siamo mai stati ricevuti dal sindaco per discuterla, ne mai ha risposto per iscritto come la legge gli imporrebbe entro 30gg dal deposito della petizione.
Volantino: Nonostante gli sforzi dell’ex Assessore Pioli, il programma non è decollato, anche se, nel 2008, l’accordo procedimentale predisposto dall’Amministrazione di centrosinistra non è andato in porto per la mancanza di una sola firma, quella di uno dei proprietari (?)
Comitato: Qui la dimenticanza è clamorosa: l’ex sindaco Bussini omette di scrivere che in data 13 novembre 2006 la sua stessa giunta ha approvato, in autotutela, un atto di indirizzo per l’annullamento parziale delle norme del Piano Integrato che contrastavano con il PRG.
Un atto in autotutela che di fatto bloccava i lavori del Pii.
Il comune si è reso conto tardivamente di avere fatto degli errori e ha bloccato, in autotutela, un atto approvato dalla propria giunta in attesa di definirne le anomalie. Anomalie che guarda caso erano le stesse da noi segnalate. Questa azione ha provocato ricorsi legali da parte dei proprietari costruttori e a quel punto gli sforzi e i tentativi di accordo dell'assessore Pioli, buoni o cattivi che fossero, furono i classici sforzi di chi cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono ormai scappati.
Volantino: Il mancato avvio del PII è stato probabilmente uno dei motivi della nuova vittoria di Lainate nel Cuore e del suo portabandiera Landonio che, eletto a giugno 2009, risolveva in appena cinque mesi (guarda caso) tutte le “magagne” del PII, raggiungendo miracolosamente un accordo con le proprietà che con un atto di disinteressata generosità, rinunciano a un sacco di cubatura, senza avere sconti sugli oneri di urbanizzazione!!
Comitato: Questo allusivo commento è la degna chiusura del volantino. Chi non è in grado di fare autocritica e non ha l’umiltà di ricercare nelle proprie azioni la causa delle proprie sconfitte, va alla ricerca di tranelli, dietrologie e forze oscure.
In chiusura al nostro commento, ricordiamo all’ex-sindaco Bussini e ai suoi colleghi che il comitato per la revisione del PII di Barbaiana se pur indipendente e dichiaratamente apartitico, era formato principalmente da suoi elettori, delusi e amareggiati per il fallimento del compito che gli avevano affidato con il proprio voto.

Comitato per la revisione del PII di Barbaiana

lunedì 1 marzo 2010

Prove di dialogo su mobilità sostenibile e fogne a cielo aperto

Nel tardo pomeriggio di Giovedì 25 febbraio siamo stati ricevuti dall’assessore ai lavori pubblici Walter Dell’Acqua al quale abbiamo esposto la nostra proposta per la promozione di una mobilità sostenibile nel territorio di Lainate.
Ci siamo inoltre confrontati con lui su quelle che sono le politiche dell’amministrazione comunale nei riguardii della moderazione del traffico, della realizzazione di piste ciclabili e in generale della riqualificazione del territorio.
L’assessore si è reso disponibile ad integrare la nostra proposta con gli studi che l’amministrazione ha già nel cassetto.
Questo era il primo gesto al quale la nostra proposta puntava: fare prendere aria ai progetti chiusi nei cassetti e sollecitarne la realizzazione.
Ma per trasformare queste proposte e questi studi in progetti esecutivi è necessario superare un primo intoppo di carattere gestionale: l’ufficio lavori pubblici di Lainate non dispone di risorse umane sufficienti per affrontare in tempi brevi, oltre al lavoro di routine, anche la progettazione di una rete contigua e coerente di percorsi ciclabili.
Per questo motivo l'assessore accoglierebbe con favore la concretizzazione di un “ufficio biciclette” composto da cittadini volontari e competenti che collaborino con gli uffici comunali alla stesura del progetto.
In questa direzione abbiamo già preso contatti con l’ufficio biciclette di Rho, gestito da volontari della Fiab-ciclobby, per ricevere da loro consulenza e consigli.

Abbiamo inoltre parlato dell’annoso problema degli scarichi di fogna nell’alveo del torrente Bozzente.
Il problema, ha detto l’assessore, non è purtroppo relativo soltanto agli scarichi del complesso residenziale dei girasoli ma di tutta Lainate.
In pratica tutta Lainate, a parte una esigua zona di Barbaiana collegata con il depuratore di Pero, scarica i collettori di fogna nell’alveo del Bozzente e del Lura.
La competenza gestionale dei due corsi d'acqua ricade sia sull'autorità di bacino del fiume Po che sul Settore specifico della Regione Lombardia di polizia idraulica che si occupa del reticolo idrico.
Mentre per la fognatura, che attualmente è convogliata nei due torrenti, la procedura di collegamento, gestita da Amiacque, al depuratore di Rho-Pero è ancora in essere.
Il Comune dovrebbe quindi pressare l'Azienda Pubblica di cui è partner per accelerare i lavori che da anni sono stati procrastinati a causa delle opere prioritarie realizzate sulla Fiera.
Va da sé che i cittadini dovrebbero pressare il comune.

Per quanto riguarda il campo sportivo di via Don Luigi Radice l'assessore ha detto che la giorni verranno firmati gli ultimi documenti e prevede quindi che per Giugno possano iniziare i lavori per la riqualificazione del centro sportivo e per la realizzazione del campo di calcio in sintetico.

Infine a riguardo dei dubbi che avevamo per la sorte dei platani di via San Bernardo ci ha assicurato che nessuno li toccherà.
Prendiamo questa sua certezza come una promessa fatta ai cittadini e lo ringraziamo per la sua disponibilità.

lunedì 15 febbraio 2010

Un singolare esperimento su due ruote

Lunedì mattina la piazza di Barbaiana ha fatto da teatro ad un singolare esperimento:  una gara sulla distanza breve, partenza da Piazza della Vittoria a Barbaiana e destinazione finale il “Punto Comune” di Piazza Vittorio Emanuele a Lainate.
Il vincitore ha avuto l'onere e l'onore di consegnare allo sportello protocolli una proposta per una “Mobilità Sostenibile nel comune di Lainate”. Una proposta preparata dalla nostra associazione con l'intento di sensibilizzare l'amministrazione comunale nei confronti dei problemi derivanti dal traffico e per fornire proposte atte ad agevolare e stimolare l'utilizzo di mezzi alternativi, primo fra tutti la bicicletta.

Per convenzione daremo nomi fittizzi agli eroici sfidanti: Giuseppe A. ha gareggiato in sella alla sua fida bicicletta mentre Alessandro A. era a bordo della sua fiammante autovettura.
Scopo dell’esperimento: cronometrare il tempo impiegato dai due veicoli per raggiungere la destinazione finale. Il percorso da scegliere era a completa discrezione degli sfidanti.
I due contendenti sono scattati nel momento in cui le campane della chiesa hanno battuto i primi rintocchi delle dieci.

Giuseppe a cavallo della sua due ruote si è diretto verso la pista ciclabile che costeggia il cimitero, dopo di che ha imboccato la corsia ciclabile di via Pogliano e si è infilato nel sentiero campestre che porta alla cappella del Lazzaretto ed ha raggiunto la ciclovia lungo l'alzaia del canale Villoresi.
Giunto all’altezza di via re Umberto ha infine imboccato la corsia ciclabile che lo ha condotto a destinazione. In totale 4.6 km quasi interamente effettuati su percorso protetto e per un largo tratto immerso nel poco di verde che la cupidigia cementizia degli ultimi anni ha risparmiato. Tempo di percorrenza: 16 minuti.

Alessandro nel frattempo a bordo della sua autovettura ha deciso di imboccare via Santa Virginia in direzione dell'abitato di Grancia-Pagliera. Una volta attraversate le due frazioni ha imboccato via Rho, ha passato il ponte autostradale e dopo aver cercato invano parcheggio in centro ha raggiunto a piedi l'ingresso del “punto comune”. Tempo del trasferimento 17 minuti.

A onor del vero dobbiamo sottolineare che Giuseppe ha spinto sui pedali con andatura non proprio da crociera e che Alessandro oltre ad aver guidato rispettando tutti i limiti di velocità e cartelli stradali, è stato sfortunato più volte, essendo incappato in un semaforo rosso, in una colonna all’altezza dello svincolo dell’autostrada e non avendo trovato con facilità un parcheggio libero. Eventualità sfortunate ma non infrequenti; in un orario meno congestionato il tempo di percorrenza per lui sarebbe stato probabilmente minore ma durante le ore di punta sarebbe stato con altrettanta probabilità più alto.
D'altra parte possiamo anche rispondere che non esistendo un collegamento ciclopedonale diretto tra la frazione e il comune il nostro baldo ciclante ha dovuto percorrere sentieri alternativi pittoreschi ma certo non adatti a tutte le tipologie di biciclette e di ciclisti. Se questo collegamento esistesse il tempo di percorrenza sarebbe ancora minore oltre che più agevole per chiunque.

Un dato significativo risulta dall'esperimento: utilizzando la bicicletta i tempi di percorrenza non variano sostanzialmente in relazione al traffico, utilizzando la macchina lo sono enormemente.
Volendo attenersi ai freddi dati emersi dall’esperimento possiamo affermare che per raggiungere il centro di Lainate provenendo dal centro di Barbaiana il mezzo di locomozione più veloce è la bicicletta. Ma non vogliamo limitarci al freddo dato numerico, considerando l’incertezza degli eventi e volendo essere più realisti del re ci limiteremo a dire questo: sia che si utilizzi la bicicletta, sia che si utilizzi l'automobile il tempo necessario per compiere brevi spostamenti si differenzia di poco.

Lasciateci però sottolineare alcuni fatti incontrovertibili, utilizzando la bicicletta:
Risparmi i soldi per il carburante. Non contribuisci ad aumentare l'inquinamento provocato dai gas di scarico dell'automobile. Non consumando carburante non contribuisci ad aumentare l'inquinamento provocato dall'estrazione del petrolio, dalla sua raffinazione e dal suo trasferimento.
Non incrementi il traffico. Non incrementi l'inquinamento acustico. Fai del moto e ti mantieni in forma. Aumenti il tuo buonumore perché il movimento costante della pedalata stimola la produzione di endorfine benefiche e euforizzanti.

Gente usate la bicicletta quando potete e sollecitate l'amministrazione comunale a pensare e realizzare percorsi e iniziative adatte a muoversi in sicurezza e in maniera sostenibile.

martedì 9 febbraio 2010

Il Bozzente è una fogna a cielo aperto

Il comitato spontaneo “Bonifichiamo il Bozzente” costituito recentemente da un gruppo di cittadini Barbaianesi ci ha inviato questa “cartolina da Lainate”.
Nelle loro intenzioni è il primo passo per cercare sostegno e per rendere pubbliche le loro richieste. Ben volentieri inoltriamo la loro cartolina:

“ Il torrente Bozzente è una fogna a cielo aperto che passa tra le nostre vie e a fianco delle nostre case.
Esistono problemi di inquinamento e di odori sgradevoli generati dall'inquinamento chimico e anche da quello umano: infatti il collettore di fogna dei girasoli scarica direttamente nel torrente davanti alle prime case del villaggio Campagnolo.
In alcune giornate bisogna attraversare la stradina pedonale in apnea, per non respirare queste esalazioni inquinanti, sopratutto verso sera o se gira il vento.
Inoltre esiste una forte presenza di zanzare e di topi che nelle fogne trovano alimento.
Riteniamo quindi necessario, per il diritto alla salute di tutti i cittadini, che gli scarichi di fogna del complesso residenziale i Girasoli vengano canalizzati verso la fognatura centrale.
E' necessario anche individuare, in collaborazione con i comuni interessati, le aziende che inquinano e denunciarle affinché si mettano in regola.
Ci chiediamo inoltre dove verranno convogliati i nuovi scarichi delle abitazioni che sono attualmente in costruzione nell'area tra piazza mercato e il torrente.
Un'area che pensavamo facesse parte del tanto promesso Parco delle Frazioni, un parco che, continuando ad edificare in questo modo, avrà le dimensioni di un giardinetto pubblico, sempre ammesso che venga realizzato.
Comitato Bonifichiamo il Bozzente ”


A questa cartolina e a coloro che l'hanno inviata vogliamo rispondere con una considerazione:
siamo lusingati dal fatto che il comitato abbia scelto questo nostro luogo di aggregazione virtuale come primo soggetto a cui rivolgersi per dar voce alle proprie rivendicazioni.
E' questo uno dei motivi principali per il quale è stato creato questo blog.
Ma alle sacrosante rimostranze dovete dar seguito ad azioni concrete.
Questa cartolina non deve restare l'unico frutto del vostro esservi riuniti per una sera, fatene una lettera da protocollare all'attenzione del Sindaco e dell'assessore al territorio; informatevi in maniera più dettagliata riguardo ai problemi della fogna e esigete risposte dall'amministrazione che è tenuta a rispondere ai cittadini.
Come diceva quel tale che ci ha lasciato: “libertà è partecipazione”

mercoledì 3 febbraio 2010

Non ci resta che piangere...ma questa volta facciamolo a occhi aperti

Capita a volte che alcune notizie seppur non confermate ufficialmente passando di bocca in bocca si ingigantiscano e acquisiscano sembianze di verità appurate.
Diffondendosi con il passa parola queste notizie diventano leggende metropolitane o come nel nostro caso leggende di paese.
L’ultima leggenda che circola a Barbaiana racconta che, per far posto ai nuovi edifici che verranno costruiti in piazza Maffeis, i magnifici platani che incorniciano via S. bernardo dovranno essere sacrificati.
Che qualcuno ci assicuri che si tratta solo di una stupida leggenda paesana priva di fondamento!
Che qualcuno ci dica che non è vero!
Se fosse vero non ci resterebbe che piangere.

Ma almeno questa volta se proprio dobbiamo piangere facciamolo con gli occhi bene aperti.
La corte Valenti è stata abbattuta, medesima sorte ha subito la corte del Farè, così come quella dei Cent Cù; vogliamo che anche questi antichi platani seguano la medesima sorte?
Vogliamo che a testimoniare la storia e l’identità dei nostri paesi rimangano solo foto ingiallite e i racconti dei nostri vecchi?
Anche questa volta chiuderemo gli occhi e ci gireremo dall’altra parte pensando che in fondo tutto ciò che sta fuori dall’uscio di casa non è di nostra competenza?
Oppure questa volta sceglieremo di tenere gli occhi aperti e vigileremo per impedire che venga perpetrato l’ennesimo scempio ?

Avevamo già trattato l’argomento in un post precedente , ci eravamo interessati e ci avevano dato rassicurazioni a riguardo.
Ora sembra che ci siano nuovi sviluppi e che non siano affatto piacevoli.
Nei prossimi giorni verificheremo, vi terremo informati.

sabato 30 gennaio 2010

Cercasi spazi adatti per i nostri ragazzi

Riceviamo questa cartolina da una nostra associata e la rigiriamo:

“Cari amici, ho quasi terminato di preparare una proposta per la realizzazione di un Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) a Barbaiana.
Desidererei che come associazione sottoponessimo questo mio elaborato all'attenzione del Sindaco e della Giunta, allegandovi anche un documento della provincia di Milano inerente alla funzione dei CAG.
Mi auguro che questa nostra proposta possa fare da base di partenza per la realizzazione di un progetto concreto di spazi polivalenti e di attività pensate per i nostri ragazzi.
E' un argomento che interessa tanti nostri concittadini; tra l'altro ieri ho letto con soddisfazione nelle pagine Lainatesi di “Settegiorni” un articolo in cui alcuni Barbainesi, rispondendo alle domande del giornalista, lamentavano la mancanza di spazi di aggregazione dedicati ai giovani nella nostra frazione. Guerrina”


Cosa possiamo aggiungere alle parole della nostra associata?
Innanzitutto che non appena il suo elaborato sarà pronto provvederemo a farlo protocollare in comune come abbiamo fatto settimana scorsa per una richiesta inerente la realizzazione di piste ciclabili e come faremo la prossima settimana per un nostro studio sulla mobilità sostenibile a Lainate.
Possiamo aggiungere inoltre di essere contenti che i redattori di “Settegiorni” leggano con attenzione il nostro blog e ne traggano spunti e ancor più spesso frasi intere per scrivere i loro articoli. La consideriamo una reciproca e fruttuosa collaborazione per dare maggior risalto alle nostre iniziative volte al miglioramento della qualità della vita nel nostro territorio.

lunedì 18 gennaio 2010

quantunquemente.... più ciclabili per tutti

Come avevamo anticipato in un precedente articolo stiamo attualmente lavorando alla stesura di una proposta per lo sviluppo di una mobilità ciclabile quotidiana nel nostro territorio.
Proposta che abbiamo intenzione di sottoporre all'attenzione dell'amministrazione comunale come contributo e sollecitazione da parte della cittadinanza.
Questo perché siamo convinti che dalle azioni quotidiane di una cittadinanza critica nascano le indicazioni da suggerire agli amministratori.
Pensiamo che la cittadinanza possa e debba operare le proprie scelte per dare una direzione al futuro del proprio territorio.
Nel raccogliere la documentazione necessaria a preparare il progetto ci siamo resi conto che la legislazione italiana prevede già azioni in favore della mobilità sostenibile.
Esistono già obblighi di legge nei confronti degli enti proprietari delle strade, obblighi che ci pare vengano puntualmente disattesi dalla nostra classe politica.
Per questo motivo e per dare un segnale alla nostra amministrazione, prima di proporre il nostro progetto, ci recheremo al "punto comune" per fare protocollare il testo seguente:

- Considerati i seguenti articoli di legge:
Art. 10 della legge dello Stato n. 366/1998 (Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica) obbliga gli Enti proprietari delle strade a realizzare piste e percorsi ciclabili adiacenti sia a strade di nuova costruzione sia a strade oggetto di manutenzione straordinaria:
"2- bis. Gli enti proprietari delle strade provvedono altresí, in caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, a realizzare percorsi ciclabili adiacenti purché realizzati
in conformità ai programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di sicurezza".
b) L'art. 18 della L. 472/1999, “Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica”, prevede a carico dei Comuni l'obbligo di destinare minimo il 10% dei proventi comunali ottenuti dalle multe per le infrazioni al Codice della strada, secondo l’art. 208 del C.d.S., alla costruzione e alla manutenzione delle piste ciclabili e agli interventi a favore dello sviluppo della mobilità ciclistica.
- Considerato l’accordo intercomunale “agenda 21”
- Considerata la situazione attuale del traffico sul nostro territorio e delle derivanti criticità a livello di mobilità, di qualità dell'aria e di vita.
- Considerata l'attuale e insufficiente situazione dei percorsi ciclo-pedonali esistenti sul territorio.
Nell'ottica della prossima realizzazione di numerosi progetti edilizio nel comune di Lainate
(Pii Ex-pirelli, PII barbaiana, PL17, PL18 etc etc),

al sindaco, all’assessore di competenza, al consiglio comunale e alla giunta tutta

CHIEDIAMO

in ottemperanza agli articoli di legge summenzionati:

- che per ogni prossimo intervento di lottizzazione che andrà ad interessare strade comunali ed extra comunali vengano realizzati percorsi ciclo pedonali.
- che tali percorsi vengano realizzati sulla base di una visione di insieme comunale ed extra comunale.
-di prendere visione dei singoli progetti suddetti man mano che vengono approvati, al fine di verificare che siano rispettati i diritti di tutta la cittadinanza e non solo dei costruttori.

domenica 10 gennaio 2010

La mancanza di luoghi di aggregazione

Pubblichiamo la prima "cartolina da Lainate" dell'anno nuovo:

"Sono una cittadina lainatese da circa 12 anni, per l'esattezza abito nella frazione di Barbaiana.
Come cittadina e come madre vorrei esprimere una preoccupazione che mi porto dentro da tanto tempo.
Mi rendo conto che i tagli imposti dalle recenti leggi finanziarie non aiutano le amministrazioni comunali a realizzare progetti mirati all’aggregazione e alla vita sociale e quindi privi di rientri economici diretti e monetizzabili, tuttavia vorrei segnalare e lamentarmi del fatto che nella nostra frazione sono praticamente assenti luoghi di aggregazione per i giovani.
Per meglio dire per quella fascia d'età che vive un periodo di transizione che noi adulti sappiamo essere particolarmente difficile; non mi voglio dilungare sulle necessità e sulle difficoltà dell'adolescenza, tutti noi abbiamo attraversato questa fase nella quale si cerca indipendenza dalla famiglia d'origine per “sposare” la famiglia sociale.
Tuttavia questa nuova “famiglia sociale” a Barbaiana non ha luoghi di incontro strutturati e adeguati.
Esiste soltanto un oratorio, che personalmente ritengo poco accogliente e privo di qualsiasi progetto pedagogico fuori dall’indottrinamento e una benemerita polisportiva attualmente un po’ in difficoltà, oltre ai soliti bar e a una sala giochi, ambienti che personalmente non ritengo sufficienti a rendere compiute le ore di svago dei ragazzini.
In altre realtà comunali esistono centri di aggregazione giovanili, ludoteche, circoli e associazioni varie, perché non creare qualche cosa anche qui?
Mi chiedo dunque se l'amministrazione comunale con le sue risorse possa porre rimedio in tal senso.
Credo che gli assessori preposti alla cultura o alle politiche giovanili, debbano inserire nelle proprie agende di lavoro un progetto per vagliare eventuali strategie, per porre la questione in termini di domanda e offerta, per cercare di inserirsi e conoscere questa fascia d'età, per coglierne i bisogni e costruire assieme a loro progetti aggregativi e perché no educativi, possibilmente che non abbiano solo l'odore stantio della scuola.
Ad esempio mi hanno detto che l’edificio abbandonato adiacente all’asilo di via Meraviglia ospitava un tempo un cinematografo; prossimamente l’asilo dovrà essere ampliato nell’ambito del piano integrato di intervento, allora perché non ristrutturare la struttura in maniera che possa ospitare un cineforum, un gruppo teatrale, uno spazio espositivo, insomma un luogo che possa fare da catalizzatore per gli interessi dei nostri ragazzi ?"

Guerrina Burani.

mercoledì 23 dicembre 2009

Un buon Natale e un 2010 pieno di vita





































Cartoline da Lainate vi augura un Buon Natale e un 2010 pieno di vita.

Per l'anno nuovo cercheremo delle risposte alle seguenti domande:

* Come favorire una mobilità a misura d'uomo nel territorio di Lainate?

* E' possibile creare luoghi di aggregazione giovanile a Barbaiana?

* Perchè il torrente Bozzente è una fogna cielo aperto?

* E' possibile arginare la continua cementificazione del nostro territorio?

* A che punto è il parco delle frazioni?

Se qualcuno avesse qualche altra domanda o magari qualche risposta il blog è a disposizione.


mercoledì 16 dicembre 2009

Barbaiana come era, come sarà e come ce la meriteremmo

Venerdì 11 dicembre si è svolto presso il centro civico “Luigi Giudici” un incontro pubblico durante il quale sono state presentate le future opere che interesseranno la frazione di Barbaiana.
Relatori dell'incontro sono stati il sindaco Landonio e gli assessori Tagliaferro e Dell'acqua.
Durante la serata sono state mostrate alcune diapositive che hanno illustrato il nuovo progetto di massima del Piano integrato di intervento da poco sbloccato, il piano di lottizzazione 17 e la tangenzialina che lo contornerà congiungendo via Caracciolo a via Ariosto.
Progetti sui quali abbiamo già scritto in precedenza e sui quali abbiamo poco da aggiungere se non che il sindaco si è impegnato, con parole spese nel suo discorso alla festa della polisportiva di sabato 18, a “fare partire i lavori di sistemazione del campo di via Luigi Radice entro il prossimo anno”.
Non essendo ancora state depositate le nuove tavole particolareggiate del Pii pare non ci siano ancora le idee chiare su argomenti di una certa sostanza, come la viabilità e l'assetto del centro, in particolare di via Carabelli e della futura corte Meraviglia.
L'impressione che ne abbiamo ricavato, anche confrontandoci con il progettista di uno degli edifici interessati, è che ogni singolo operatore guardi soltanto al proprio pezzetto di competenza senza avere la minima visione del progetto globale, senza avere la minima idea di dove abbiano sbocchi le strade o dove vengano posizionati i posti auto per i futuri ma anche per gli attuali residenti della zona.
Mancava in fase di progettazione iniziale e manca tuttora una benché minima visione d'insieme in grado di armonizzare gli interventi singoli.
Una novità di una certa rilevanza emersa durante l'incontro riguarda la sistemazione di piazza della Vittoria, che attualmente altro non è che una strada che gira intorno al sagrato della chiesa, e la posa di alcuni dossi limitatori di velocità.
Ulteriore novità è la realizzazione di un troncone di pista ciclabile lungo via delle rose, troncone che andrà ad unirsi a quelli già esistenti lungo via Santa Virginia e lungo via Delle Rimembranze.
Il tutto nell'ottica dello sviluppo di una mobilità sostenibile nei confronti della quale la nostra associazione vorrebbe proporre il proprio contributo.
Stiamo infatti preparando uno studio di fattibilità per la creazione di una rete contigua di percorsi ciclo-pedonali all'interno del territorio di Lainate, una rete che connetta con il minimo dispendio di fondi i tronconi già esistenti permettendo di realizzare percorsi continui e usufruibili.
Questo studio di mobilità sostenibile oltre a prevedere piste ciclopedonali prevede interventi di “traffic calming” (moderazione della velocità del traffico) come la realizzazione di “zone 30” in prossimità del centro e dei luoghi di aggregazione sociale come scuole e campi sportivi.
Di questi nostri progetti forniremo indicazione dettagliate con prossimi articoli preparati ad hoc.
In conclusione permetteteci una constatazione amara: considerata l'importanza della presentazione di Venerdì ( tra l'altro sufficientemente pubblicizzata con mail, avvisi e volantini) ci saremmo aspettati una sala gremita; al contrario erano presenti forse una ottantina di persone di cui la metà erano a vario titolo coinvolte nei progetti.
Forse il motivo di tale astensionismo sociale è da ricercare nel fatto che della fantomatica riqualificazione di Barbaiana si parla a vanvera da troppi anni e giunti a questo punto “la gente” è stufa di ascoltare aria fritta.
Purtroppo viene anche da pensare che “alla gente non interessa niente delle questioni dalle quali non vengono toccate in maniera più che diretta”, quella stessa gente che poi ai tavoli dei bar oppure intorno alle bancarelle del mercato si lamenta qualunquisticamente perché le cose non vanno per il verso giusto e inveisce nei confronti di una fantomatica politica lontana che che non si interessa ai problemi della gente.
Di fronte a tali considerazioni o ci si scoraggia (ammettendo che in fondo ci meritiamo che le cose non vadano per il verso giusto) oppure ci si rimbocca le maniche ancor di più per dare il proprio contributo al miglioramento della nostra benedetta esistenza da animali sociali.
Ed è questa la politica: interessarsi alla convivenza sociale; e se la politica appare lontana spesso lo è perché non si fa il minimo sforzo per avvicinarsi ad essa.
Nemmeno quello di indossare il giubbotto e uscire di casa per andare a sentire quello che si dice sul futuro del proprio paese.