Il “Villoresi” è il canale irriguo più esteso d'Italia, preleva le proprie acque dal fiume Ticino per scaricarle nell’Adda dopo un percorso di 86 km da ovest verso est lungo l’alta pianura a nord di Milano.
I lavori di realizzazione cominciarono nel 1877 e vennero completati nel 1890 concretizzando l'idea dell'ing. Eugenio Villoresi di irrigare le terre a nord di Milano, terre che, per la loro natura permeabile, erano poco adatte alla coltivazione e soggette a periodiche siccità.
La rete di distribuzione si addentra nei territori da irrigare in maniera capillare, dal canale principale si dipartono 19 bocche che alimentano i canali diramatori per un attuale sviluppo complessivo di 250 km.
Allo stato attuale, oltre alla sua valenza irrigua, il canale con le sue alzaie, le sue pertinenze e i residui terreni verdi che lo fiancheggiano rappresenta una risorsa ecologica di enorme valore strategico.
Rappresenta una sorta di corridoio verde, una fascia ecologica in grado di collegare tra loro i parchi esistenti nella zona settentrionale della provincia di Milano: il parco del Ticino, quello del Roccolo, il parco delle Groane, quello del Grugnotorto, del Molgora e infine il parco dell’Adda.
Rappresenta l'asse portante della futura dorsale verde: una rete ecologica di territorio protetto che intende raggruppare tutti i parchi della parte settentrionale della provincia di Milano con l’obbiettivo di porre un freno alla continua dissipazione del territorio
All'interno di questo progetto ha un valore strategico fondamentale il completamento e la valorizzazione, lungo il corso d'acqua, di un percorso ciclabile ininterrotto denominato Ciclovia n°40 che deve rappresentare la spina dorsale dell'intera cintura di verde.
Allo stato attuale quasi l'intera tratta del canale Villoresi è affiancata da sentieri percorribili in bicicletta, risultano interruzioni ad Arconate, Parabiago e a Senago.
La Ciclovia n°40 fa parte di un progetto denominato MiBici avviato dalla precedente amministrazione provinciale per promuovere e sviluppare una mobilità ciclabile intercomunale.
Un piano che si proponeva di realizzare piste ciclabili sicure e connesse tra loro all'interno di una rete efficiente, completa e continua tutto ciò per creare le condizioni affinché la bicicletta non venga considerata soltanto un mezzo utile per il tempo libero, ma diventi uno strumento effettivo di spostamento quotidiano.
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domenica 30 gennaio 2011
sabato 11 settembre 2010
Il canale Villoresi, la sua ciclovia e le occasioni che non si possono sprecare
Questo è un filmato sulla bicicletta e sulla visione del mondo che si può godere guardandolo dall'alto di un sellino, ma è anche un filmato sulle piste ciclabili o più propriamente sulla scarsa progettualità che le sovraintende, è pure un filmato che vorrebbe mostrare la bellezza fragile del nostro modesto e maltrattato verde, infine è un filmato che vorrebbe testimoniare la piacevolezza di alcuni tratti del canale Villoresi e delle sue alzaie.
Il canale Villoresi è percorso quotidianamente da centinaia di persone ed è un patrimonio ecologico importantissimo per Lainate e come tale andrebbe valorizzato e protetto.
Ancor più ora che è prevista la realizzazione del parco Alfa Romeo nell’ambito del consorzio parco del Lura ( sempre ammesso che non venga bloccato dai lavori di riqualificazione dell’area ex alfa romeo)
Il parco è decentrato rispetto all’abitato e quindi per essere pienamente vissuto e sfruttato dai Lainatesi occorre che sia ben collegato altrimenti rischia di essere l’ennesima occasione perduta.
È necessario quindi che la ciclovia del Villoresi diventi ancora più protagonista del tessuto urbano sia per la propria fruizione sia come arteria di comunicazione comunale e extracomunale.
A questo riguardo segnaliamo un’opportunità che capita a proposito e che andrebbe colta al balzo: è stato indetto un nuovo bando di finanziamento della Regione per interventi a favore della mobilità ciclistica.
La Regione Lombardia ha destinato sei milioni e ottocentomila euro per favorire la realizzazione di nuove piste ciclabili e ciclopedonali, l'adeguamento e il completamento di precedenti piste, la realizzazione di sottopassi e sovrappassi e la realizzazione di parcheggi. I soggetti beneficiari sono gli Enti locali, gli Enti gestori dei parchi regionali e locali, Comunità Montane, RFI e Ferrovie Nord. Scadenza 11 ottobre 2010.
Un’occasione che il comune di Lainate non può permettersi di perdere, ma che, considerati i tempi ristretti e “l'imbarazzante carenza di personale dell’ufficio tecnico” (citiamo le testuali parole di un amministratore comunale), temiamo verrà sprecata.
Per evitare che vengano sprecate opportunità come questa ad inizio anno avevamo proposto la costituzione di un ufficio biciclette riconosciuto dall'amministrazione ma gestito da volontari a titolo gratuito. Proposta protocollata ufficialmente a Luglio ed ancora in attesa di risposta.
E da qui nasce il nostro rammarico: a Gennaio abbiamo presentato l'idea dell'ufficio biciclette accompagnando in comune tre architetti volontari di Ciclobby disposti a fornire, a titolo gratuito, consulenza all'ufficio tecnico in materia di mobilità ciclabile, se l’amministrazione avesse mostrato in quel momento una maggiore attenzione a riguardo oggi potremmo tranquillamente aderire a questo bando e portare a casa qualche sovvenzione utile alla collettività.
Sovvenzione che non deriverebbe dai soliti oneri di urbanizzazione che ormai sembrano essere l'unica fonte di sostentamento per le casse comunali (argomento questo che ci riserviamo di approfondire in un prossimo post).
Aspettiamo di vedere quali scelte adotterà l’amministrazione in merito a questo bando, saranno per noi cittadini un’occasione per comprendere se chi ci amministra è realmente interessato, non solo a parole ma concretamente nei fatti, all’argomento mobilità dolce.
Il canale Villoresi è percorso quotidianamente da centinaia di persone ed è un patrimonio ecologico importantissimo per Lainate e come tale andrebbe valorizzato e protetto.
Ancor più ora che è prevista la realizzazione del parco Alfa Romeo nell’ambito del consorzio parco del Lura ( sempre ammesso che non venga bloccato dai lavori di riqualificazione dell’area ex alfa romeo)
Il parco è decentrato rispetto all’abitato e quindi per essere pienamente vissuto e sfruttato dai Lainatesi occorre che sia ben collegato altrimenti rischia di essere l’ennesima occasione perduta.
È necessario quindi che la ciclovia del Villoresi diventi ancora più protagonista del tessuto urbano sia per la propria fruizione sia come arteria di comunicazione comunale e extracomunale.
A questo riguardo segnaliamo un’opportunità che capita a proposito e che andrebbe colta al balzo: è stato indetto un nuovo bando di finanziamento della Regione per interventi a favore della mobilità ciclistica.
La Regione Lombardia ha destinato sei milioni e ottocentomila euro per favorire la realizzazione di nuove piste ciclabili e ciclopedonali, l'adeguamento e il completamento di precedenti piste, la realizzazione di sottopassi e sovrappassi e la realizzazione di parcheggi. I soggetti beneficiari sono gli Enti locali, gli Enti gestori dei parchi regionali e locali, Comunità Montane, RFI e Ferrovie Nord. Scadenza 11 ottobre 2010.
Un’occasione che il comune di Lainate non può permettersi di perdere, ma che, considerati i tempi ristretti e “l'imbarazzante carenza di personale dell’ufficio tecnico” (citiamo le testuali parole di un amministratore comunale), temiamo verrà sprecata.
Per evitare che vengano sprecate opportunità come questa ad inizio anno avevamo proposto la costituzione di un ufficio biciclette riconosciuto dall'amministrazione ma gestito da volontari a titolo gratuito. Proposta protocollata ufficialmente a Luglio ed ancora in attesa di risposta.
E da qui nasce il nostro rammarico: a Gennaio abbiamo presentato l'idea dell'ufficio biciclette accompagnando in comune tre architetti volontari di Ciclobby disposti a fornire, a titolo gratuito, consulenza all'ufficio tecnico in materia di mobilità ciclabile, se l’amministrazione avesse mostrato in quel momento una maggiore attenzione a riguardo oggi potremmo tranquillamente aderire a questo bando e portare a casa qualche sovvenzione utile alla collettività.
Sovvenzione che non deriverebbe dai soliti oneri di urbanizzazione che ormai sembrano essere l'unica fonte di sostentamento per le casse comunali (argomento questo che ci riserviamo di approfondire in un prossimo post).
Aspettiamo di vedere quali scelte adotterà l’amministrazione in merito a questo bando, saranno per noi cittadini un’occasione per comprendere se chi ci amministra è realmente interessato, non solo a parole ma concretamente nei fatti, all’argomento mobilità dolce.
mercoledì 2 giugno 2010
E intanto il tempo passa...e tutto rimane immobile...
Nell’articolo, oltre all’individuazione di alcune aree verdi che per loro qualità specifiche potrebbero diventare aree protette, venivano toccati temi quali la storia recente di Lainate, la percorrenza ciclo pedonale attraverso la riqualificazione delle antiche strade campestri e l’ incremento e valorizzazione delle aree verdi esistenti. Argomenti che ci trovano in perfetta sintonia e che riteniamo privi di qualsiasi connotazione partitica.
Ciò che rende ancora valido e attuale questo articolo di 4 anni fa è che da allora nulla è cambiato, nessuna azione è stata intrapresa in questa direzione sia dalla passata e che dalla presente amministrazione sebbene, siamo sicuri, a parole tutti siano d’accordo.
Per questo motivo abbiamo deciso di riproporre l’articolo, confidando che vengano analizzati i contenuti tralasciando qualsiasi condizionamento di collocazione partitica.
“Il territorio di Lainate, sebbene abbia subito a partire dagli anni ’60 una profonda trasformazione con il passaggio da nucleo urbano prevalentemente agricolo a cittadina caratterizzata da una crescente urbanizzazione sia in termini residenziali che industriali, offre ancora parecchie opportunità per l’incremento, la tutela e la valorizzazione delle aree libere, in particolare delle aree agricole, delle aree a verde e del sistema dei parchi urbani e territoriali. La tematica del verde è da anni presente nella coscienza dei cittadini e più o meno nei programmi delle diverse Amministrazioni Comunali che si sono succedute negli anni.
• Sicuramente attorno agli anni ’60 il tema del verde non costitutiva una priorità. Si usciva di casa e vi erano campi dappertutto. I prati incolti permettevano a noi ragazzi il gioco del pallone e altre attività motorie. Sono di quegli anni i cosiddetti “primi giardinetti”, recintati con orari definiti, con qualche elemento di arredo (panchine, giochi per bimbi). Pensiamo a quello tuttora esistente di Via Labriola e a quelli dismessi di Via Mazzini e di Via Sicilia.
• Negli anni ’70 assistiamo all’apertura al pubblico del grande Parco storico di Villa Litta che oltre a offrire svago e riposo alle persone permette la conoscenza a tanti del patrimonio storico e architettonico di Villa Litta.
• Negli anni ’80, a seguito dell’attuazione di alcuni Piani di Lottizzazione che prevedevano la cessione di aree al Comune, si sono costituite altre aree a verde. Molto semplici, vedevano la presenza di prati con alberi disposti a filare ed a macchia e qualche attrezzatura (porte del pallone, giochi di legno). Pensiamo alle aree di Via Cattaneo, Via Marche, Via Valsugana, Via Cairoli e altre ancora.
• Negli anni ’90, con l’acquisizione da parte del Comune di alcune vaste aree si è proceduto a costituire aree di “forestazione”, aree cioè ove è prevalente la funzione paesaggistica con la presenza di essenze fittamente piantumate. Queste aree con piante quali carpini, querce, castagni, betulle, noccioli, aceri, costituiscono oggi dei grandi polmoni a verde. Pensiamo al “bosco” limitrofo alla circonvallazione est-zona Caronasca, all’area di Via Valsugana, all’area limitrofa al centro sportivo, al Villoresi, e a tante altre aree ancora.
Oggi occorre fare un salto di qualità e puntare ad una strategia ideale e progettuale che veda le aree a verde non solo come singole entità, ma elemento strategico e portante della riqualificazione del paesaggio nel suo insieme.
Oltre alle aree a verde sopra citate il nostro territorio offre ancora delle grandi opportunità:
- boschi “lineari” caratterizzati per lo più da robinie lungo le stradi campestri e lungo i torrenti naturali (Lura e Bozzente) e i canali artificiali (Villoresi);
- “siepi” con arbusti vari di tipo spontaneo che con la loro vegetazione e i loro frutti offrono riparo e alimentazione alla fauna selvatica lungo i perimetri ed i canali dei campi agricoli; - filari di “platani” lungo i tracciati agricoli, a rompere con le loro cortine i campi coltivati (zona Grancia);
- presenza di zone boschive spontanee: ex cava zona Alfa Romeo, vecchio alveo del Bozzente, zona Villa Meraviglia a Barbaiana.
E poi... e poi vi sono le aree agricole che sebbene insidiate dalla crescente urbanizzazione devono essere tutelate e costituire con le aree agricole dei Comuni limitrofi (Rho, Garbagnate, Caronno, Origgio, Nerviano) zone “cuscinetto” tra i diversi centri abitati attraverso il vincolo di aree aventi valenza naturale e paesaggistica.
Le aree libere (verdi, agricole, boschi lineari, etc.) dovranno necessariamente essere collegate una con le altre in maniera tale da costituire una interconnessione anche con le residenze e gli spazi aventi funzione sociale e pubblica (scuola, oratori, centri sportivi, etc.). E anche in questo il territorio di Lainate offre grandi opportunità, pensiamo a tutto il sistema delle strade campestri. Tali strade non devono essere considerate dei semplici tratturi di campagna. Questi tracciati costituiscono l’elemento strutturale su cui si è sviluppato il territorio di Lainate. Presenti già nella mappa del Catasto di Maria Teresa d’Austria (1721), tali strade sebbene interrotte, modificate, abbandonate, ancora oggi se migliorate e riqualificate possono e devono costituire elemento strutturale di raccordo per le percorrenze ciclo-pedonali tra le diverse realtà del nostro territorio.
Pensiamo alla vecchia strada di collegamento (cascina Brusiggia) con Passirana (ex frazione di Lainate sino al 1927), alla Via Rubicone strada di collegamento tra Lainate e Grancia, alla Caronasca strada di collegamento tra Lainate e Caronno verso nord, alla Via S. Antonio (cascina S. Antonio, edicola sacra di S. Antonio), alla vecchia strada per Biringhello, Rho e altre ancora. Pensiamo all’utilizzo delle alzaie del canale Villoresi. L’alzaia del canale principale è percorsa tutti i giorni da una moltitudine di persone sia per un semplice passeggio sia per attività motorie. L’utilizzo dell’alzaia permette un facile collegamento lineare con territori limitrofi in particolare verso est (Parco delle Groane), verso ovest (parco del Roccolo e parco del Ticino). È necessario però definire un progetto che preveda l’utilizzo delle alzaie anche dei canali secondari che dipartendosi dal canale principale permetterebbe la percorrenza del territorio verso la zona sud del territorio (Passirana, Nerviano).
Al pari di altri percorsi ciclo pedonali di recente realizzazione nelle nuove zone urbanizzate, le vecchie strade campestri e le alzaie del Villoresi, devono costituire l’ossatura portante del nostro territorio tali da favorire la percorrenza ciclo pedonale per gli spostamenti nell’ambito del nostro territorio. Oltre alla valorizzazione e riqualificazione delle aree a verde esistenti, delle aree agricole e delle zone boschive spontanee attestate lungo i corsi d’acqua occorre prevedere un forte programma di piantumazione che dovrebbe attuarsi in alcune zone compromesse, in particolare nelle zone limitrofe l’autostrada. Nelle zone industriali è opportuno che si attui una piantumazione in tutte le aree libere (aiuole, aree residuali, etc.). Le piante oltre ad avere indubbi benefici per la depurazione dell’aria svolgono anche le funzione estetica di barriera vegetativa attenuando il rigore tra lo spazio edificato e lo spazio libero. Lungo l’autostrada è possibile integrare con barriere naturali le barriere antirumore installate, con lo scopo di attenuare l’impatto acustico e “filtrare” l’inquinamento dovuto ai gas di scarico del traffico veicolare.
Occorre inoltre definire e rendere organica la costituzione ed il miglioramento di alcune grandi aree a verde di interesse locale esistente o in via di formazione, in particolare:
- Parco storico di Villa Litta Tutela, riqualificazione e valorizzazione di concerto con la ridefinizione dell’area limitrofa ex podere Toselli;
- Il bosco in città Riordino, pulizia, valorizzazione con nuove funzioni dell’area oggetto di rimboschimento zona di Via Clerici – circonvallazione est – Caronasca;
- Parco del Villoresi Tutela delle zone limitrofe al canale principale in connessione con gli altri parchi territoriali attestati sul Villoresi lungo l’asta tra il Ticino e l’Adda.
- Area dello sport e dell’acqua Valorizzazione e potenziamento dell’area centro sportivo lungo la circonvallazione ovest occupata da un campo di calcio, campo di rugby, bocciofila, da una zona rimboscata con percorso vita attrezzato e altre aree a verde da riqualificare e rendere funzionali per l’attività sportiva anche non agonistica, lo svago ed il tempo libero. La presenza del Villoresi potrebbe favorire la formazione di specchi d’acqua.
- Parco del Lazzaretto di Grancia Il Lazzaretto, il canale secondario del Villoresi, con i suoi manufatti idraulici, il parco urbano di Grancia già esistente, il rapporto con la vecchia corte della Grancia, i filari di platani, le strade campestri verso la Garbatola e Villanova, le aree agricole limitrofe...
- Strada-parco lineare Elemento di unificazione tra il nucleo di Lainate, Grancia, Pagliera, Barbaiana. Cannocchiale con andamento sud/nord, parte dal quartiere Valsugana in Lainate e si sviluppa verso sud interferendo con la Via Rubicone, antica strada di collegamento tra Lainate e Grancia, sino alla zona limitrofa all’area del nuovo mercato e al costituendo parco delle frazioni di Via Friuli.
- Parco delle Frazioni Area sita tra via Friuli e il Bozzente limitrofa al mercato delle frazioni. Tale area, valorizzando la fascia boschiva già esistente con andamento est-ovest caratterizzata da una strada campestre, da filari di Robinia, dal canalino terziario del Villoresi, potrebbe essere caratterizzata da ampi prati, con alberi disposti a filare e a macchia, con attrezzature per il gioco e il tempo libero; simile pertanto a quella vasta area adibita a parco ( Le Garbine) sita nel comune di Garbagnate Milanese limitrofa al Villoresi e alla zona ex Alfa Romeo.
- Parco del Lura Tutela e valorizzazione delle aree boschive e agricole attestate lungo il corso del Lura, le strade campestri limitrofe e alcune cascine preesistenti (Cascina S. Isidoro, Panigadi). Il tutto in continuità con il già costituito Parco del Lura che interessa a nord il Comune di Caronno Pertusella.
- Area dello svago ed il tempo libero Area di tipo agricolo posta tra l’edificato est di Lainate e l’Alfa Romeo, quest’area presenta un’opportunità per Lainate. L’attività sportiva ora esistente (golf) può e deve essere integrata con spazi di funzione per il tempo libero con modeste attrezzature e il favorire delle percorrenze ciclo-pedonali lungo le strade campestri esistenti ed il canale secondario del Villoresi esistente. È evidente che ci vorrà del tempo per attuare quanto sopra esposto, ma l’importante è che si diffonda tra i cittadini, tra le forze sociali e politiche, tra gli Amministratori la consapevolezza che questo è il momento per fare delle scelte chiare e coraggiose attraverso l’approvazione in tempi brevi di un piano delle aree a verde e dei percorsi ciclo-pedonali che possa costituire l’ossatura e lo strumento che fissi la compatibilità delle previsioni di sviluppo urbanistico del Piano Regolatore Generale Vigente con la tutela dell’ambiente naturale e storico del nostro territorio.”
Articolo a firma Giancarlo Foi
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venerdì 9 aprile 2010
La dove c'era un percorso verde ora c'è.....
Ora che lungo il sentiero del Lazzaretto gli operai hanno terminato il loro compito e il fragore delle motoseghe è cessato il silenzio è tornato.Un silenzio irreale.
Gli uccelli tacciono spaesati, hanno perduti i loro riferimenti.
I rami su cui trovavano riparo ora giacciono a terra schiantati.
Centinaia e centinaia di alberi stanno riversi a terra.
Ora che il lavoro è terminato anche noi percorriamo il sentiero in preda a sentimenti confusi.
L'indignazione iniziale, provata di fronte a questo sacrifico, ha lasciato il posto ad una insofferente presa d'atto.
Ora che minore è il rischio di trinciare giudizi istintivi e irrazionali è arrivato il momento giusto per tentare qualche considerazione a sangue freddo.
Ci è stato spiegato che l'area intorno al Lazzaretto è di libero accesso pubblico ma è di proprietà privata.
Ci è stato spiegato che l'abbattimento degli alberi è stato effettuato in osservanza a tutte le regole.
Ci è stato spiegato che la provincia, competente per le aree boschive, ha dato la sua piena autorizzazione.
Ci è stato spiegato che il taglio periodico delle piante fa parte della normale pratica agricola ed è legittima fonte di reddito per i proprietari.
E' difficile assistere all'azzeramento dei pochi polmoni verdi che ci rimangono e sentirsi dire che è tutto legittimo, è difficile ma ne prendiamo atto.
Alberi tagliati legittimamente dagli operai del consorzio Villoresi su autorizzazione comunale per motivi di sicurezza e lasciati rotolare nell'alveo in secca del canale e li bruciati.
Legittimo sarà pure l'abbattimento del vecchio pino che attualmente fa bella mostra di se di fronte all'ex cinema Ariston, il quale verrà legittimamente abbattuto per non intralciare i lavori di ristrutturazione dell'edificio.
Tutto legittimo, tutto nella norma, tutto autorizzato dalle autorità competenti e da fior fiore di esperti agronomi.
Ma se le regole attuali legittimano tali pratiche anche in un territorio quasi interamente urbanizzato come il nostro è forse arrivato il momento di porsi delle domande e soprattutto di cercare le soluzioni.
In un territorio come quello di Lainate, accerchiato da cemento e inquinamento atmosferico, l'esiguo verde rimasto non può, a nostro avviso, essere regolamentato da leggi simili a quelle che regolamentano territori a più ampia destinazione agricola o boschiva.
Il poco verde che ci rimane dovrebbe essere considerato e preservato al pari del più prezioso patrimonio storico o addirittura, a nostro avviso, con maggiore attenzione considerato che stiamo parlando di un bene primario: parliamo di ossigeno, di terra e di vita.
Allora se le regole attuali autorizzano gesti che tengono in scarsa considerazione i nostri bisogni primari forse è arrivato il momento di rivederle queste regole.
E bisogna decidere in fretta prima che non rimanga più nulla da preservare.
E' necessaria una volontà politica forte per attuare scelte che sebbene appaiano in controcorrente vanno però nella direzione del bene comune.
Chiediamo quindi all'amministrazione di fare scelte politiche ben precise per la tutela del nostro esiguo patrimonio naturale
Nelle linee guida per il riavvio della procedura di redazione del PGT, che questa amministrazione ha recentemente adottato, leggiamo che vengono considerati prioritari argomenti come “lo stop al consumo del territorio” e la realizzazione di aree verdi interconnesse.
Ci auguriamo che in quest'ottica l'amministrazione si attivi per vincolare il maggior numero di aree verdi possibili.
Esistono strumenti come i PLIS (parchi locali di interesse sovracomunale) istituiti autonomamente dai comuni interessati e riconosciuti dalla Regione Lombardia.
Non si tratta di zone a protezione integrale, ma di aree che svolgono una funzione di contenimento dell'espansione urbana oltre che di salvaguardia e valorizzazione degli ambienti naturali e di tutela e incentivazione dell'attività agricola.
Perchè non pensare, in accordo con il comune di Nerviano, di istituire un Parco del Villoresi-Lazzaretto? Perché non farne un luogo destinato alla cura e alla conoscenza di quel poco di verde che ci rimane? Un percorso guidato per le scolaresche con tanto di biblioteca degli alberi e percorso naturalistico?
Per il progetto del parco delle frazioni sono già stati accantonati e sono a disposizione 400.000 euro.
Acquisire le aree mancanti e piantumarle, rendendole partecipate e vissute dai cittadini potrebbe essere il primo passo concreto nella direzione reale della salvaguardia del territorio.
E facciamolo questo passo.
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sabato 13 marzo 2010
L'ennesimo sfregio ai nostri già miseri spazi verdi
Nel precedente articolo lodavamo il lavoro di pulizia dei volontari del Villoresi.Un lavoro faticoso che sta dando i suoi frutti virtuosi dopo mesi di impegno.
Oggi purtroppo ci troviamo a scrivere di un lavoro di una mezza giornata che è stato in grado di vanificare anni di lenta crescita.
Il sentiero del Cucù che dalla cappelletta del Lazzaretto conduce all'alzaia del Villoresi è stato sfregiato orribilmente.
Un sentiero frequentato da tanti Lainatesi che cercano un poco di refrigerio durante l'estate o un luogo in cui passeggiare o fare sport immersi nella natura.
Due operai armati di motosega hanno fatto scempio di un bosco intero.
Abbiamo provato a contare i tronchi caduti ma l'intrico di tronchi è di rami in alcuni punti è cosi fitto che abbiamo desistito, non primo di aver contato almeno centocinquanta alberi a terra.
Anni di crescita lenta stroncati in pochi minuti.
Durante i nostri incontri noi membri dell'associazione avevamo fantasticato sull'istituzione di un “sentiero protetto”, una sorta di parco sovraccomunale da condividere con Nerviano, un luogo in cui accompagnare le scolaresche per far conoscere il profumo del sambuco e delle robinie in fiore, un'area da valorizzare e far vivere.
Probabilmente si tratterà di uno scempio autorizzato e legale, un bosco ceduo è fatto per essere periodicamente tagliato per produrre legna, ma anche se fosse un'azione lecita ci chiediamo se abbia senso in un territorio come il nostro in cui il verde rimasto dovrebbe essere preservato e curato come una reliquia per quanto è raro e indifeso.
Ci si riempie tanto la bocca con parole altisonanti come tutela del territorio, salvaguardia del verde e sono sufficienti due motoseghe senza scrupoli per azzerare tutto.
A Lainate esiste un “regolamento per la tutela del patrimonio arboreo” che ultimamente ha imposto qualche migliaia di euro di tassa ad un proprietario che ha tagliato due alberi nel proprio giardino per fare spazio ad un ampliamento edilizio, eppure questi vandali armati di motosega possono permettersi impunemente di compiere questo scempio in piena legalità?Chi ha potere decisionale deve rendersi conto che il nostro territorio, come gran parte dell'hinterland Milanese, è ormai quasi completamente edificato ed è necessario tenersi stretti con i denti quel poco di verde che ci rimane: è ciò che ci permette di respirare e nutrirsi, non solo in senso figurativo ma sopratutto in senso pratico.
Questi sono concetti detti e ridetti tanto da apparire banali e sui quali in teoria sono tutti d'accordo, ma alla prova dei fatti chi deve prendere decisioni in questo senso non le prende.
Svegliamoci prima che non resti più nulla da salvaguardare.
Questo è quello che abbiamo perduto.Se siamo fortunati potremo riaverlo simile tra ventanni.
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martedì 9 marzo 2010
I gesti gratuiti dei quattro volontari
"Gentile Associazione,
Tramite Voi vorrei ringraziare i quattro volontari che ogni giorno da diversi mesi lavorano duro e con entusiasmo per ripulire il bosco a ridosso del Villoresi dalle sterpaglie cresciute nell'abbandono di questi boschi e dai rifiuti che vengono gettati ogni giorno da cittadini incivili che non hanno rispetto nemmeno di se stessi.
Quattro volontari che dedicano gratuitamente il loro tempo libero per rendere più puliti e accoglienti i boschi e le aree verdi che costeggiano il canale Villoresi e il bel percorso ciclopedonale che lo costeggia.
Tutto è partito da un'idea di Renato che voleva ripulire il bosco.
All'inizio lavorava da solo ora lo fa con l'aiuto dei suoi tre amici.
Loro parlano con orgoglio del lavoro che stanno facendo, della fatica che spendono per rendere questi spazi verdi fruibili a tutti.
“Vogliamo ripulire tutto gli spazi verdi che stanno a fianco del Villoresi” mi hanno detto.
Sono orgogliosi del risultato che stanno ottenendo, ma vorrebbero sentire che c'è solidarietà intorno a loro, sentire la presenza anche di altre persone, sopratutto per essere più sicuri: “la presenza ogni tanto dei vigili e dei carabinieri qui non sarebbe male” mi hanno detto sorridendo.
Si sono acquistati tutta l'attrezzatura di tasca loro e non chiedono niente se non un poco di aiuto.
Il Comune infatti non ritira i cumuli di frasche secche che risultano dal loro lavoro di pulitura e i vigili hanno vietato loro di transitare sull'argine con la motocarrozzella perché per farlo è necessario il permesso del Consorzio Villoresi.
Nel tratto che hanno ripulito nelle ultime 2 settimane sono stati raccolti 42 sacchi di rifiuti che hanno portato giornalmente e con i loro mezzi in discarica perché la Gesem non li raccoglie quotidianamente.42 sacchi che si sono caricati sulle spalle fino alla prima strada transitabile e da li con loro mezzi in discarica.
E si sono dovuti far rilasciare un permesso per compiere questa operazione.
Bisogna aiutarli a trovare una soluzione, qualcuno sa come chiedere autorizzazione al Consorzio Villoresi?
Lavorano per dare a noi cittadini la possibilità di vivere il bosco con piacere, in libertà e sicurezza.
Sarebbe bello, che in primavera, si organizzasse una domenica per ripulire il Villoresi e il suo bosco, in segno di solidarietà a queste splendide persone e per iniziare anche noi tutti ad avere un ruolo attivo nella conservazione del nostro territorio.
Voglio esprimere tutta la mia gratitudine a queste persone perbene, per quello che fanno, per il loro mettersi al servizio degli altri.
Grazie volontari
Piero"
Al termine del suo libro “Le Città invisibili” Italo Calvino scrive: “l'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà. L'inferno dei viventi è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piú.Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Calvino in maniera apocalittica parla di Inferno ma noi più modestamente possiamo scambiare la parola inferno con la parola rassegnazione.
Ecco, Renato e i suoi tre amici compiono questo gesto: si chinano con fatica a cercare e riconoscere che cosa, in mezzo alla rassegnazione, non è rassegnazione, per farlo durare, per dargli spazio, per ripulirlo e farlo rifulgere
Per questo vogliamo unirci ai ringraziamenti di Piero: perché pensiamo che i gesti compiuti dai quattro volontari siano minimi avvenimenti che riconciliano con il mondo e che lo rendono migliore.
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mercoledì 24 febbraio 2010
le bellezze di Lainate
.....SENZA PAROLE....
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domenica 8 novembre 2009
Il canale Villoresi: una risorsa lunga 86 km
I lavori di realizzazione cominciarono nel 1877 e vennero completati nel 1890 concretizzando l'idea dell'ing. Eugenio Villoresi di irrigare le terre a nord di Milano, terre che, per la loro natura permeabile, erano poco adatte alla coltivazione e soggette a periodiche siccità.
“Non mi darò pace” sono le parole dell’ingegnere” sino a che non avrò eliminato il paradosso di una cospicua parte della Lombardia, la regione più ricca di acque, afflitta dal flagello delle arsure deleterie”.
La rete di distribuzione si addentra nei territori da irrigare in maniera capillare, dal canale principale si dipartono 19 bocche che alimentano i canali diramatori per un attuale sviluppo complessivo di 250 km.
Allo stato attuale, oltre alla sua valenza irrigua, il canale con le sue alzaie, le sue pertinenze e i residui terreni verdi che lo fiancheggiano rappresenta una risorsa ecologica di enorme valore strategico.
Rappresenta una sorta di corridoio verde, una fascia ecologica in grado di collegare tra loro i parchi esistenti nella zona settentrionale della provincia di Milano: il parco del Ticino, quello del Roccolo, il parco delle Groane, quello del Grugnotorto, del Molgora e infine il parco dell’Adda.
Rappresenta l'asse portante della futura dorsale verde: una rete ecologica di territorio protetto che intende raggruppare tutti i parchi della parte settentrionale della provincia di Milano con l’obbiettivo di porre un freno alla continua dissipazione del territorio
All'interno di questo progetto ha un valore strategico fondamentale la realizzazione lungo il corso d'acqua di un percorso ciclabile ininterrotto denominato Ciclovia n°40 che secondo i progetti, entro la fine del 2010 sarà percorribile senza interruzione dalle sponde del fiume Ticino fino a Monza e che rappresenterà la spina dorsale dell'intera cintura di verde.
La Ciclovia n°40 fa parte di un progetto denominato MiBici avviato dalla provincia di Milano per promuovere e sviluppare una mobilità ciclabile intercomunale.
Un piano che nel corso dei prossimi anni si propone di realizzare piste ciclabili sicure e connesse tra loro all'interno di una rete efficiente, completa e continua.
Si intendono creare le condizioni affinché la bicicletta non venga considerata soltanto un mezzo utile per il tempo libero, ma diventi uno strumento effettivo di spostamento quotidiano.
Già allo stato attuale lunghi tratti del canale sono affiancati da sentieri percorribili in bicicletta, risultano interruzioni ad Arconate e Parabiago oltre che a Senago, Limbiate e Paderno Dugnano dove però attualmente sono aperti cantieri per la realizzazione di tratti di pista e di ponti ciclabili.
Lainate ha la fortuna di essere attraversata da un tratto lungo 24 km ininterrottamente ciclo-pedonale, ad eccezion fatta di alcuni attraversamenti stradali e di un'interruzione all'altezza di Parabiago.
Un itinerario che possiamo idealmente far partire da Senago, di fronte alla fornace Parodi, una delle antiche fornaci di mattoni dismesse presenti in quell'area, meritoriamente restaurata ma colpevolmente abbandonata all’incuria e all’inciviltà dei soliti vandali.
Risalendo il corso d'acqua si giunge alle spalle della stazione ferroviaria “Parco delle Groane”, è necessario percorrere il sottopasso, uscire dal parcheggio della stazione e immettersi in una stradina pedonale che riporta alla pista che costeggia su due lati il Villoresi,
Il canale attraversa il centro abitato di Garbagnate Milanese e successivamente il perimetro dello storico e decaduto stabilimento Alfa Romeo.
Si raggiunge quindi Lainate, lungo l’alzaia si affaccia l’entrata del parco di villa Visconti-Litta-Toselli, dimora di piacere seicentesca nota per gli scherzi d’acqua del Ninfeo visitabili con guide nei mesi estivi.
Si percorre qualche chilometro all'interno di un contesto prevalentemente verde, nel comune di Nerviano bisogna porre particolare attenzione all'attraversamento della SS del Sempione.
Giunti a Parabiago si è costretti ad abbandonare il canale per un breve tratto, bisogna imboccare la via sulla sinistra, incrociare una strada trafficata con sottopasso sulla destra, superato il quale ci si immettete nella rotonda verso sinistra e si ritrova il percorso.
Fino a questo punto è stato possibile godere di una pedalata lungo una striscia di verde relativamente esigua, d’ora in avanti invece il canale attraverserà zone verdi, come il parco del Roccolo, che offrono diverse deviazioni per chi voglia affrontare comode carrarecce all’interno di boschi e campi coltivati.
Lungo il percorso sono presenti diverse aree attrezzate frequentatissime durante i mesi estivi
Ad Arconate la ciclabile si interrompe. Riprenderà più avanti, nel comune di Buscate e da lì in poi mancheranno una manciata di km per raggiungere la diga di Pan Peduto e raccordarsi con la ciclovia del naviglio grande e con quelle all’interno del parco del Ticino.
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giovedì 28 maggio 2009
Bicipace 2009
Domenica 31 Maggio alle ore 09.00 si parte da Piazza Vittorio Emanuele per raggiungere in bicicletta la colonia fluviale di Turbigo.
Lungo il tragitto, che toccherà punti di ritrovo a Nerviano, Parabiago, Canegrate, Busto Garolfo, Inveruno e Cuggiono, si aggiungeranno alla comitiva altri compagni di pedalata.
E' sufficiente cliccare sulla locandina per vedere in dettaglio l'itinerario, i diversi punti di ritrovo e gli orari di partenza.
Lungo il tragitto è assicurata assistenza tecnica e sanitaria.
Bicipace e' una manifestazione organizzata da legambiente per sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della mobilità sostenibile, della salvaguardia dell'ambiente e dell'utilizzo quotidiano della bicicletta.
Legambiente ha indetto una campagna contro l'abusivismo edilizio a favore di azioni di compensazione ecologica e Bicipace vuole contribuire alla raccolta firma a sostegno di una nuova proposta di legge di iniziativa popolare mirata a incentivare il riuso delle aree dismesse per far fronte alle necessità abitative e a compensare eventuali perdite di suolo inedificato con azioni ecologiche.
L'intento della biciclettata è quello di unire alla bellezza della natura e dell'ambiente la forza della pace, della solidarietà e dell'impegno civico.
Giunti a destinazione, all'interno del Parco del Ticino, ci sarà la possibilità di rifocillarsi grazie alla cucina a basso impatto ambientale a “km 0”.
Per il pomeriggio sono stati organizzati concerti, spettacoli teatrali ed animazione per i bambini, oltre a banchetti informativi a cura di diverse associazioni e mostre espositive come quella che vede come soggetto il “canale Villoresi , una risorsa lunga 86 km”.
Per maggiori dettagli rimandiamo al sito www.bicipace.legambiente.org
giovedì 26 marzo 2009
Lainate è entrata a far parte del consorzio “Parco del Lura”
Lainate è entrata a far parte del consorzio “Parco del Lura”, una vasta area verde protetta di quasi mille ettari attraversata dal torrente Lura.Al consorzio attualmente aderiscono i comuni di Guanzate, Cadorago, Cermenate, Bregnano, Lomazzo, Rovellasca, Rovello Porro, Saronno e Caronno Pertusella.
Lainate era quindi la naturale continuazione del parco in direzione sud.
L'idea del Parco nasceva a metà anni '70 per cercare di porre un freno all'inquinamento del fiume. In seguito le amministrazioni comunali interessate si adoperarono per rendere omogenei i propri singoli piani ambientali e una volta definita la perimetrazione del territorio a parco nel 1995 è avvenuto il riconoscimento da parte della Regione Lombardia.
Dal 2000 è nato uno specifico Consorzio a cui finalmente lainate ha aderito vincolando più di 2.000.000 di mq di aree agricole da portare in “dote” al parco.
Una scelta fatta innanzitutto per tutelare il verde all'interno del territorio comunale.
La convenzione approvata con il Consorzio che gestisce l’Ente Parco permetterà la realizzazione di iniziative ambientali destinate alle scuole del territorio in modo da educare i più piccoli al rispetto dell'ambiente.
Sono inoltre previste sovvenzioni regionali per la messa a dimora di nuove piante e la realizzazione di importanti opere ciclo pedonali di congiunzione tra i vari comuni.
Opere che andranno a innestarsi nei corridoi verdi del canale Villoresi, del Parco Groane e della futura Dorsale Verde Nord Milano.
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giovedì 19 febbraio 2009
il sentiero campestre di via Pogliano
Questo è un ingresso che porta all'interno di un corridoio verde che, per un territorio densamente antropizzato come il nostro, rappresenta una risorsa, una ricchezza che andrebbe tutelata e valorizzata con una attenzione e una cura maggiore rispetto a quella attuale.
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