martedì 22 giugno 2010

L'obiettivo dei ciclisti urbani

Riceviamo e pubblichiamo questa "cartolina da Lainate":

"Vogliamo creare a Lainate un'associazione di ciclisti urbani, con l'obiettivo di contribuire fattivamente a favorire una ciclabilità sicura e gratificante del nostro territorio.
Nella consapevolezza che anche attraverso un utilizzo più frequente e diffuso di questo mezzo intelligente e salutare si possa innescare un significativo processo di riqualificazione sotto il profilo ambientale, urbano, sociale e culturale.
Sei quindi invitato a prendere parte all'incontro costitutivo dell'associazione, che si terrà giovedì 24 giugno alle ore 20.45 presso il Centro Civico Giudici di Barbaiana, in via San Bernardo, al 1° piano.
Anticipiamo alla tua attenzione la bozza dello statuto che verrà presentato durante l'incontro, in occasione del quale verrà inoltre scelto il nome dell'associazione e definito un primo calendario di azioni ed iniziative.
Ti aspettiamo!

Fabio Bucchi, Massimo Giuntoli, Danilo Petrò, Claudio Stellari

martedì 15 giugno 2010

L’inventario dei singoli colpi di pedale

Qualcuno ha detto che per andare lontano è sufficiente mettere un passo avanti all’altro.
Ed è quello che stiamo cercando di fare.
Un passo alla volta oppure, come nel nostro caso, un colpo di pedale alla volta.
Il primo passo è stato la gara tra una tartaruga e una lepre.
Il secondo passo è stato la consegna di una proposta per la mobilità ciclabile.
Il terzo passo una biciclettata nel nostro verde assediato.
Il passo successivo ci piacerebbe fosse l’istituzione di un ufficio biciclette.
La creazione di un luogo, o ancor meglio di un gruppo, che proponga soluzioni per migliorare la mobilità ciclabile, per incentivare e rendere più sicuro e agevole l’uso della bicicletta.
Abbiamo presentato la richiesta per l’istituzione di questo ufficio biciclette e siamo in attesa di una risposta, nel frattempo vorremmo portarci avanti con i lavori e per farlo chiediamo la collaborazione dei cittadini.
Vorremmo fare un censimento delle criticità inerenti alla viabilità ciclistica presenti nel nostro territorio, una lista delle possibilità mal sfruttate, un inventario dei suggerimenti e delle soluzioni per migliorare la viabilità a pedali.
Intendiamoci: parliamo di piccoli interventi utili, di lavori veloci e poco costosi ma che possono comunque risultare efficaci per agevolare l’utilizzo della bicicletta.

Parliamo di piccoli interventi perché allo stato attuale pare prematuro parlare di lavori importanti: per stessa ammissione dell'amministrazione comunale l'ufficio tecnico non ha le risorse sufficienti per seguire il discorso della mobilità ciclabile.
Ci auguriamo che questa mancanza di risorse non sia dovuta al fatto che la mobilità ecosostenibile, a piedi o in bicicletta, non è tra le priorità di questa amministrazione.
Comunque, al di là della attuale mancanza di risorse, riteniamo importante che all’interno del futuro PGT, che deve essere adottato entro l’anno, vengano tracciate le linee guida per la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili continui e coerenti e di misure di moderazione della velocità automobilistica nei centri abitati.
Insomma serve un piano d’insieme, non servono spezzoni di piste ciclabili che, partendo e finendo nel nulla, risultano inutili e inutilizzabili e quindi diventano spreco di denaro pubblico.

Alcune criticità ci sono già state segnalate:
la mancata connessione tra la pista ciclopedonale di via Prima Strada e quella, di recente realizzazione, che collega via Prima Strada con via Pagliera. I due tronconi distano un centinaio di metri l’uno dall’altro ma mancano di connessione, di scivoli di ingresso e sono separati da dossi di terra.
Altra segnalazione sempre a riguardo del percorso che connette via Prima Strada a via Pagliera: il percorso è interrotto all’altezza di via Friuli dove, oltre a mancare il dosso di congiunzione tra i due tronconi che servirebbe da moderatore della velocità, mancano persino gli scivoli per scendere dal marciapiede.
Pensiamo che questi non siano particolari di poco conto, la mancanza realizzazione di questi minimi e economici interventi rischia di rendere poco fruibile il percorso in oggetto; un opera, a nostro giudizio, utile e ben fatta ma che se non viene terminata anche nei particolari rischia di trasformarsi da opportunità a spreco.

Aspettiamo le vostre segnalazioni

giovedì 10 giugno 2010

“Un altro progetto è possibile”.

Riportiamo questo comunicato pervenutoci dal Comitato Difesa Territorio Area Alfa “Un altro progetto è possibile”.

" Tutti in piazza, sabato 12 giugno alle 9.30 al parco Europa di Arese, per la prima grande manifestazione del Coordinamento Difesa Territorio Area Alfa “Un altro progetto è possibile!” costituito da comitati cittadini, organizzazioni sindacali, associazioni di commercianti ed esponenti di diverse forze politiche dei comuni di Arese, Garbagnate, Lainate e Rho contrari all'attuale Accordo di Programma per la Riqualificazione dell’area Alfa Romeo (AdP).

Un'occasione per fare sentire forte e chiara agli amministratori locali la voce dei tanti cittadini che si oppongono all'AdP presentato il 9 febbraio scorso dalla Regione (attualmente in attesa della ratifica dei quattro sindaci), e fare delle controproposte.
Come è noto l’accordo prevede la realizzazione di un grande Centro Commerciale (che si aggiunge a quello previsto a Garbagnate), un’ampia area residenziale, una viabilità dall'impatto estremamente negativo sul territorio (con un'inutile tangenzialina che lambisce il centro abitato di Arese), ma soprattutto cancella di fatto la vocazione industriale da gran parte dell'area.
Nonostante la petizione di 4000 firme presentate dai cittadini di Arese contro la tangenzialina e a favore di un trasporto pubblico su rotaia (che aveva convinto gli amministratori regionali a stralciare l'argomento viabilità dall'Accordo di Programma), nonostante le Osservazioni fatte dal Comitato difendiamo Arese e Legambiente alla Valutazione Ambientale strategica (VAS) dell Adp, e alla Valutazione di impatto ambientale del Centro commerciale proposto da Aglar Spa –proprietario del terreno su cui si dovrebbe insediare il Centro Commerciale, nonostante le Osservazioni al Rapporto di impatto di compatibilità commerciale (che contiene gravi incongruenze e sottovalutazioni dell'impatto del centro sul commercio locale, puntualmente smentite dai conteggi e dall'analisi del Comitato difendiamo Arese e di Legambiente) si teme infatti che il progetto prosegua senza tener minimamente conto delle tante e motivate obiezioni dei cittadini.
Sui tavoli tecnici in cui si stanno discutendo i piani per il nuovo assetto dell'Area Alfa e della viabilità connessa, la tangenzialina non viene messa in discussione se non per un parziale interramento, ed è pure comparso un mega parcheggio in funzione Expo nel bosco della Vignazza, Per questo il Coordinamento chiama a raccolta tutta la cittadinanza per chiedere con forza ai quattro Sindaci di Arese, Rho, Garbagnate e Lainate:

DI NON FIRMARE L'ADP
DI NON SVENDERE IL TERRITORIO
DI NON PUNTARE LA RIQUALIFICAZIONE ALFA SU ASFALTO E CEMENTO, MA SUL VERDE E LA GREEN ECONOMY (CHE FINE HA FATTO L'AUTO ELETTRICA?)

In occasione della manifestazione ci sarà anche un banchetto di raccolta firme per la petizione che sta già girando tra i cittadini dei quattro comuni, che chiede ai quattro sindaci e alle autorità provinciali e regionali una revisione profonda dell'AdP che elimini l'insediamento del centro commerciale e parta dai bisogni profondi del territorio, favorendo insediamenti produttivi di qualità, ricerca e innovazione nel settore ambientale, e realizzi il trasporto pubblico su rotaia, piste ciclabili e uno spazio di verde compatto.
L'appuntamento per i cittadini dei quattro comuni (a piedi o in bici) è
SABATO 12 GIUGNO alle 9.30 AL PARCO EUROPA DI VIA ALLENDE AD ARESE
è prevista l'animazione con eco-disegni per i bambini "

Per informazioni: http://sites.google.com/site/coordinamentocittadiniadpalfa/

Il Comitato Difesa Territorio Area Alfa “Un altro progetto è possibile”.

martedì 8 giugno 2010

Le fosche previsioni per il prossimo anno scolastico e l'appello dei genitori

In questi giorni i comitati genitori delle scuole Lainatesi si stanno adoperando per raccogliere firme a sostegno di una petizione da loro redatta.
Di seguito ve ne proponiamo il testo integrale:

“All’on. Ministro del MIUR - Mariastella Gelmini, All’on. Ministro del MEF - Giulio Tremonti, Al Presidente Regione Lombardia - Roberto Formigoni, Al Vicepresidente Regione Lombardia - Andrea Gibelli, Al Direttore Generale USR Lombardia - Giuseppe Colosio, Ufficio Scolastico Regionale, Ufficio Scolastico Provinciale (ufficio organico), Al Sindaco del Comune di Lainatee, p.c. Genitori di Lainate
Lainate , 27 maggio 2010
Il giorno 13/5/2010, per iniziativa della componente genitori, i consigli di istituto degli istituti comprensivi di Lainate si sono riuniti in seduta congiunta per esaminare le prospettive per l’anno scolastico 2010/2011, con riferimento alla situazione finanziaria, alla consistenza degli organici, alla formazione delle future classi prime della primaria.
È purtroppo emerso che, nonostante le assicurazioni circa il mantenimento del tempo pieno e la qualità del servizio, a suo tempo fornite ai genitori dall’amministrazione statale, i tagli al personale e alle risorse previsti per il prossimo anno scolastico superano ampiamente quelli già operati dagli uffici nell’anno corrente.
Nelle scuole dell’Infanzia ci sono liste di attesa tali da richiedere l’apertura di nuove sezioni.Nella primaria di Grancia, addirittura, sono state concesse solo due classi a tempo pieno, mentre una terza, in contrasto con le scelte espresse dalle famiglie, è stata ricondotta d’ufficio alle 27 ore del tempo ridotto.
Tutte le scuole del Comune, inoltre, dal settembre 2010 dovranno funzionare con una ulteriore, consistente diminuzione di risorse umane e finanziarie.
Ciò dimostra che, nonostante le promesse dello scorso anno, ampiamente riportate dai mezzi di comunicazione per placare il malcontento prodotto dai tagli, IL TEMPO PIENO NON È PIÙ GARANTITO, insieme al pagamento delle supplenze e dei debiti che lo Stato ha contratto nei confronti delle scuole.
Non ci troviamo pertanto davanti a un risparmio attenuto attraverso una riduzione degli sprechi, come l’amministrazione scolastica ha in passato sostenuto, ma siamo piuttosto di fronte a un indiscriminato TAGLIO DEL SERVIZIO PUBBLICO, che colpisce anche quelle realtà che, come la nostra, sono già state toccate da misure di razionalizzazione e di contenimento della spesa per l’istruzione.
Ciò considerato chiediamo:
• che nel mese di giugno, con l’adeguamento dell’organico alla situazione di fatto, le risorse tagliate, vengano restituite ed il TEMPO PIENO SIA GARANTITO A TUTTE LE FAMIGLIE che ne hanno fatto richiesta;
• siano attivate due nuove sezioni di scuola dell’infanzia, una per ogni Istituto Comprensivo;
• una sollecita corresponsione dei fondi dovuti per consentire alle scuole di poter operare nel pieno rispetto delle regole del bilancio dello Stato e di assolvere adeguatamente il mandato loro assegnato dalla normativa vigente, garantendo in tal modo un servizio qualificato e fondamentale come sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana.
Per seguire lo sviluppo della situazione e assicurare una tempestiva informazione verranno inoltre attivate forme di coordinamento e iniziative congiunte tra scuole e comuni toccati dai tagli.

FIRMATO:I Presidenti dei Consigli di Istituto degli ICS di Lainate
Aderiscono all’iniziativa:Comitato Genitori Istituto Lamarmora
Comitato Genitori Media e Primaria Cairoli”

mercoledì 2 giugno 2010

E intanto il tempo passa...e tutto rimane immobile...

Recentemente abbiamo avuto modo di rileggere un articolo apparso sul “Lainate Notizie” del Febbraio 2006.
Nell’articolo, oltre all’individuazione di alcune aree verdi che per loro qualità specifiche potrebbero diventare aree protette, venivano toccati temi quali la storia recente di Lainate, la percorrenza ciclo pedonale attraverso la riqualificazione delle antiche strade campestri e l’ incremento e valorizzazione delle aree verdi esistenti. Argomenti che ci trovano in perfetta sintonia e che riteniamo privi di qualsiasi connotazione partitica.
Ciò che rende ancora valido e attuale questo articolo di 4 anni fa è che da allora nulla è cambiato, nessuna azione è stata intrapresa in questa direzione sia dalla passata e che dalla presente amministrazione sebbene, siamo sicuri, a parole tutti siano d’accordo.
Per questo motivo abbiamo deciso di riproporre l’articolo, confidando che vengano analizzati i contenuti tralasciando qualsiasi condizionamento di collocazione partitica.

“Il territorio di Lainate, sebbene abbia subito a partire dagli anni ’60 una profonda trasformazione con il passaggio da nucleo urbano prevalentemente agricolo a cittadina caratterizzata da una crescente urbanizzazione sia in termini residenziali che industriali, offre ancora parecchie opportunità per l’incremento, la tutela e la valorizzazione delle aree libere, in particolare delle aree agricole, delle aree a verde e del sistema dei parchi urbani e territoriali. La tematica del verde è da anni presente nella coscienza dei cittadini e più o meno nei programmi delle diverse Amministrazioni Comunali che si sono succedute negli anni.
• Sicuramente attorno agli anni ’60 il tema del verde non costitutiva una priorità. Si usciva di casa e vi erano campi dappertutto. I prati incolti permettevano a noi ragazzi il gioco del pallone e altre attività motorie. Sono di quegli anni i cosiddetti “primi giardinetti”, recintati con orari definiti, con qualche elemento di arredo (panchine, giochi per bimbi).
Pensiamo a quello tuttora esistente di Via Labriola e a quelli dismessi di Via Mazzini e di Via Sicilia.
• Negli anni ’70 assistiamo all’apertura al pubblico del grande Parco storico di Villa Litta che oltre a offrire svago e riposo alle persone permette la conoscenza a tanti del patrimonio storico e architettonico di Villa Litta.

• Negli anni ’80, a seguito dell’attuazione di alcuni Piani di Lottizzazione che prevedevano la cessione di aree al Comune, si sono costituite altre aree a verde. Molto semplici, vedevano la presenza di prati con alberi disposti a filare ed a macchia e qualche attrezzatura (porte del pallone, giochi di legno).
Pensiamo alle aree di Via Cattaneo, Via Marche, Via Valsugana, Via Cairoli e altre ancora.
• Negli anni ’90, con l’acquisizione da parte del Comune di alcune vaste aree si è proceduto a costituire aree di “forestazione”, aree cioè ove è prevalente la funzione paesaggistica con la presenza di essenze fittamente piantumate. Queste aree con piante quali carpini, querce, castagni, betulle, noccioli, aceri, costituiscono oggi dei grandi polmoni a verde. Pensiamo al “bosco” limitrofo alla circonvallazione est-zona Caronasca, all’area di Via Valsugana, all’area limitrofa al centro sportivo, al Villoresi, e a tante altre aree ancora.

Oggi occorre fare un salto di qualità e puntare ad una strategia ideale e progettuale che veda le aree a verde non solo come singole entità, ma elemento strategico e portante della riqualificazione del paesaggio nel suo insieme.
Oltre alle aree a verde sopra citate il nostro territorio offre ancora delle grandi opportunità:

- boschi “lineari” caratterizzati per lo più da robinie lungo le stradi campestri e lungo i torrenti naturali (Lura e Bozzente) e i canali artificiali (Villoresi);
- “siepi” con arbusti vari di tipo spontaneo che con la loro vegetazione e i loro frutti offrono riparo e alimentazione alla fauna selvatica lungo i perimetri ed i canali dei campi agricoli; - filari di “platani” lungo i tracciati agricoli, a rompere con le loro cortine i campi coltivati (zona Grancia);
- presenza di zone boschive spontanee: ex cava zona Alfa Romeo, vecchio alveo del Bozzente, zona Villa Meraviglia a Barbaiana.

E poi... e poi vi sono le aree agricole che sebbene insidiate dalla crescente urbanizzazione devono essere tutelate e costituire con le aree agricole dei Comuni limitrofi (Rho, Garbagnate, Caronno, Origgio, Nerviano) zone “cuscinetto” tra i diversi centri abitati attraverso il vincolo di aree aventi valenza naturale e paesaggistica.
Le aree libere (verdi, agricole, boschi lineari, etc.) dovranno necessariamente essere collegate una con le altre in maniera tale da costituire una interconnessione anche con le residenze e gli spazi aventi funzione sociale e pubblica (scuola, oratori, centri sportivi, etc.). E anche in questo il territorio di Lainate offre grandi opportunità, pensiamo a tutto il sistema delle strade campestri. Tali strade non devono essere considerate dei semplici tratturi di campagna. Questi tracciati costituiscono l’elemento strutturale su cui si è sviluppato il territorio di Lainate. Presenti già nella mappa del Catasto di Maria Teresa d’Austria (1721), tali strade sebbene interrotte, modificate, abbandonate, ancora oggi se migliorate e riqualificate possono e devono costituire elemento strutturale di raccordo per le percorrenze ciclo-pedonali tra le diverse realtà del nostro territorio.
Pensiamo alla vecchia strada di collegamento (cascina Brusiggia) con Passirana (ex frazione di Lainate sino al 1927), alla Via Rubicone strada di collegamento tra Lainate e Grancia, alla Caronasca strada di collegamento tra Lainate e Caronno verso nord, alla Via S. Antonio (cascina S. Antonio, edicola sacra di S. Antonio), alla vecchia strada per Biringhello, Rho e altre ancora. Pensiamo all’utilizzo delle alzaie del canale Villoresi. L’alzaia del canale principale è percorsa tutti i giorni da una moltitudine di persone sia per un semplice passeggio sia per attività motorie. L’utilizzo dell’alzaia permette un facile collegamento lineare con territori limitrofi in particolare verso est (Parco delle Groane), verso ovest (parco del Roccolo e parco del Ticino). È necessario però definire un progetto che preveda l’utilizzo delle alzaie anche dei canali secondari che dipartendosi dal canale principale permetterebbe la percorrenza del territorio verso la zona sud del territorio (Passirana, Nerviano).
Al pari di altri percorsi ciclo pedonali di recente realizzazione nelle nuove zone urbanizzate, le vecchie strade campestri e le alzaie del Villoresi, devono costituire l’ossatura portante del nostro territorio tali da favorire la percorrenza ciclo pedonale per gli spostamenti nell’ambito del nostro territorio.
Oltre alla valorizzazione e riqualificazione delle aree a verde esistenti, delle aree agricole e delle zone boschive spontanee attestate lungo i corsi d’acqua occorre prevedere un forte programma di piantumazione che dovrebbe attuarsi in alcune zone compromesse, in particolare nelle zone limitrofe l’autostrada. Nelle zone industriali è opportuno che si attui una piantumazione in tutte le aree libere (aiuole, aree residuali, etc.). Le piante oltre ad avere indubbi benefici per la depurazione dell’aria svolgono anche le funzione estetica di barriera vegetativa attenuando il rigore tra lo spazio edificato e lo spazio libero. Lungo l’autostrada è possibile integrare con barriere naturali le barriere antirumore installate, con lo scopo di attenuare l’impatto acustico e “filtrare” l’inquinamento dovuto ai gas di scarico del traffico veicolare.
Occorre inoltre definire e rendere organica la costituzione ed il miglioramento di alcune grandi aree a verde di interesse locale esistente o in via di formazione, in particolare:

- Parco storico di Villa Litta Tutela, riqualificazione e valorizzazione di concerto con la ridefinizione dell’area limitrofa ex podere Toselli;

- Il bosco in città Riordino, pulizia, valorizzazione con nuove funzioni dell’area oggetto di rimboschimento zona di Via Clerici – circonvallazione est – Caronasca;

- Parco del Villoresi Tutela delle zone limitrofe al canale principale in connessione con gli altri parchi territoriali attestati sul Villoresi lungo l’asta tra il Ticino e l’Adda.

- Area dello sport e dell’acqua Valorizzazione e potenziamento dell’area centro sportivo lungo la circonvallazione ovest occupata da un campo di calcio, campo di rugby, bocciofila, da una zona rimboscata con percorso vita attrezzato e altre aree a verde da riqualificare e rendere funzionali per l’attività sportiva anche non agonistica, lo svago ed il tempo libero.
La presenza del Villoresi potrebbe favorire la formazione di specchi d’acqua.
- Parco del Lazzaretto di Grancia Il Lazzaretto, il canale secondario del Villoresi, con i suoi manufatti idraulici, il parco urbano di Grancia già esistente, il rapporto con la vecchia corte della Grancia, i filari di platani, le strade campestri verso la Garbatola e Villanova, le aree agricole limitrofe...
- Strada-parco lineare Elemento di unificazione tra il nucleo di Lainate, Grancia, Pagliera, Barbaiana. Cannocchiale con andamento sud/nord, parte dal quartiere Valsugana in Lainate e si sviluppa verso sud interferendo con la Via Rubicone, antica strada di collegamento tra Lainate e Grancia, sino alla zona limitrofa all’area del nuovo mercato e al costituendo parco delle frazioni di Via Friuli.
- Parco delle Frazioni Area sita tra via Friuli e il Bozzente limitrofa al mercato delle frazioni. Tale area, valorizzando la fascia boschiva già esistente con andamento est-ovest caratterizzata da una strada campestre, da filari di Robinia, dal canalino terziario del Villoresi, potrebbe essere caratterizzata da ampi prati, con alberi disposti a filare e a macchia, con attrezzature per il gioco e il tempo libero; simile pertanto a quella vasta area adibita a parco ( Le Garbine) sita nel comune di Garbagnate Milanese limitrofa al Villoresi e alla zona ex Alfa Romeo.

- Parco del Lura Tutela e valorizzazione delle aree boschive e agricole attestate lungo il corso del Lura, le strade campestri limitrofe e alcune cascine preesistenti (Cascina S. Isidoro, Panigadi).
Il tutto in continuità con il già costituito Parco del Lura che interessa a nord il Comune di Caronno Pertusella.
- Area dello svago ed il tempo libero Area di tipo agricolo posta tra l’edificato est di Lainate e l’Alfa Romeo, quest’area presenta un’opportunità per Lainate.
L’attività sportiva ora esistente (golf) può e deve essere integrata con spazi di funzione per il tempo libero con modeste attrezzature e il favorire delle percorrenze ciclo-pedonali lungo le strade campestri esistenti ed il canale secondario del Villoresi esistente. È evidente che ci vorrà del tempo per attuare quanto sopra esposto, ma l’importante è che si diffonda tra i cittadini, tra le forze sociali e politiche, tra gli Amministratori la consapevolezza che questo è il momento per fare delle scelte chiare e coraggiose attraverso l’approvazione in tempi brevi di un piano delle aree a verde e dei percorsi ciclo-pedonali che possa costituire l’ossatura e lo strumento che fissi la compatibilità delle previsioni di sviluppo urbanistico del Piano Regolatore Generale Vigente con la tutela dell’ambiente naturale e storico del nostro territorio.”

Articolo a firma Giancarlo Foi

mercoledì 26 maggio 2010

La 28° edizione di Bicipace passa anche da Lainate

Domenica 30 maggio 2010 anche Lainate parteciperà alla carovana di Bicipace, la più importante manifestazione in bici della Lombardia organizzata da Legambiente con l'intento di sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della mobilità sostenibile, della salvaguardia dell'ambiente e dell'utilizzo quotidiano della bicicletta.
La partecipazione è libera e gratuita.
La partenza da Lainate è prevista per ore 09,00 da Piazza Vittorio Emanuele.
Lungo il tragitto, che toccherà punti di ritrovo a Nerviano, Parabiago, Canegrate, Busto Garolfo, Inveruno e Cuggiono, si aggiungeranno alla comitiva altri compagni di pedalata provenienti da oltre 40 località delle province di Milano e Varese,

Destinazione finale è la Colonia Fluviale di Turbigo, nel Parco del Ticino, dove i partecipanti oltre a rifocillarsi con cucina naturale "a chilometri zero", giocare e rilassarsi nel verde con spettacoli teatrali e musica dal vivo, potranno incontrare associazioni che promuovono progetti ambientali e di solidarietà.
Questa 28° edizione della manifestazione è dedicata in modo particolare alla tutela di un diritto fondamentale: l’acqua come bene pubblico; sarà possibile firmare per i tre referendum contro la sua privatizzazione.

Cliccando sulla locandina a lato è possibile vedere in dettaglio l'itinerario, i diversi punti di ritrovo e i diversi orari di partenza.
Lungo il tragitto è assicurata assistenza tecnica e sanitaria.
Per maggiori dettagli rimandiamo al sito www.bicipace.legambiente.org

mercoledì 19 maggio 2010

“Piano Integrato di Barbaiana….. ora si gioca il futuro del paese.”


Riceviamo questa "cartolina da Lainate" e la rigiriamo alla vostra attenzione:

L’atto finale della procedura di attuazione del Piano Integrato di Barbaiana era stato siglato a Novembre. L’attuale amministrazione comunale aveva raggiunto un compromesso con gli operatori permettendo di sbloccare l’autotutela (decisa dall’amministrazione precedente) che fino a quel momento aveva impedito l’inizio dei lavori. Eliminando un poco di volumetria dagli edifici previsti in Piazza Maffeis e in via Roma (volumetria che andrà ricollocata chissà dove e chissà come) si era giunti ad un accordo che aveva permesso agli operatori di iniziare a costruire. Se nonché, i costruttori, viste le scarse richieste di acquisto legate all’attuale situazione economica poco favorevole, hanno deciso di prendere tempo confidando in una futura ripresa dell’edilizia.
Attualmente sul piano integrato pare essere calato il silenzio, ma noi del comitato abbiamo intenzione di continuare a seguire la vicenda, modificando il nostro nome in “Comitato per il Controllo del Piano Integrato”. Ciò che vorremmo capire è se l’argomento Piano Integrato non è più ritenuto prioritario per l’amministrazione e se, da parte loro, c’è un calo del giusto livello d’attenzione che un piano come questo richiede. Non ci sarà un altro piano integrato, questa è l’ultima change che il nostro paese ha per ritornare ad avere un centro vivibile e vissuto e per non diventare un dormitorio senza più centro, piazza e negozi.
Qualche settimana fa avevamo depositato in comune una richiesta ufficiale di chiarimenti.
Ieri siamo riusciti ad avere un incontro con l’assessore Tagliaferro.
Questi i punti sottoposti alla sua attenzione:

1) L’unico progetto per ora depositato e partito è quello di via Pace angolo via S.Bernardo.
DIA (dichiarazione inizio attività) presentata in data 25/11/2009 n.0035233 per i soli scavi di sbancamento. Presentata ulteriore DIA a febbraio 2010 e rigettata, ripresentata in data 20 marzo. Teoricamente non si poteva cominciare a costruire prima del 20 aprile ma i lavori sono cominciati ben prima che i termini della DIA scadessero. Sono state fatte segnalazioni ai vigili ed inviate foto documentali, ma non è successo nulla. C’è qualcuno che controlla e verifica queste situazioni? L’ufficio competente da noi interpellato ha risposto che gli è stato tolto il controllo del territorio…..ma allora chi controlla? I vigili? Ma se sono sempre pochi e non si riesce ad averli a disposizione neppure davanti alle scuole quando servono. Noi riteniamo che le opere del piano integrato dovrebbero avere un controllo maggiore ed una visione d’insieme delle opere stesse che i vigili non possono avere.
2) Durante la precedente amministrazione era stata votata in consiglio comunale una mozione (presentata dall’attuale sindaco Landonio e passata all’unanimità) che imponeva di far passare al vaglio della commissione urbanistica (ora commissione paesaggio) tutte le opere del piano integrato.
Eppure già il primo progetto è stato presentato come DIA, tra l’altro per soli scavi, e pronti via, si parte a costruire. L’assessore ha spiegato che la mozione era stata accolta in consiglio comunale ma non era stata tradotta in atto amministrativo dalla passata amministrazione. Ma allora cosa serve votare in consiglio comunale se poi le decisioni dell’organo che dovrebbe essere sovrano sono disattese senza che nessuno faccia nulla? Non possiamo accettare che quella decisione, insieme ad altre prese in quella sede, vengano messe nel dimenticatoio. Chiediamo fermamente al Sindaco che le faccia rispettare e che dia seguito al quel atto del consiglio comunale in maniera ufficiale ed inequivocabile.
3)
La costruzione che dovrebbe sorgere in piazza della Vittoria prevedeva anche dei negozi…..negli ultimi progetti circolati (ma forse ancora non depositati) i negozi sono spariti insieme alla piazzetta con parcheggi…..tutta la comunità di Barbaiana aspetta da anni una piazza in cui ricominciare a far rivivere il paese, con negozi e magari una zona 30…..non deludiamoli!
4) Recupero delle cubature tolte da piazza maffeis: dove andranno a finire? Di più , di meno? Le ultime notizie danno per certo il posizionamento in via Omero, con qualche recupero anche in altre zone…..vorremmo essere rassicurati sul posizionamento, sulla quantità e soprattutto vorremmo che in quella zona eventuali nuove edificazioni tengano conto della problematica delle scuole, della chiusura della strada negli orari di entrata ed uscita bambini e della possibilità di inserire una pista ciclabile che permetta ai bambini di arrivare a scuola in sicurezza.
5) Edilizia convenzionata…….non se ne parla più, ma ci sarà? Sicuramente nel palazzo attualmente in costruzione non ce n’è ombra…..dove sarà posizionata?
7) Anche se gli operatori decidono di aspettare a costruire come sembra essere l’aria che tira, le opere di urbanizzazione previste dal cronoprogramma devono essere fatte subito e non quando fa comodo. Visto che sono veramente poca cosa rispetto al costruito non vorremmo che finissero pure loro nel dimenticatoio…..

Conosciamo tutti le numerose lacune che questo piano conteneva già in partenza: grosse concessioni di volumetrie a fronte di scarsissimi vantaggi per la comunità.
Ora l’amministrazione fa intendere che questo problema è stato risolto con l’ultimo accordo.
Non è così, l’accordo ha permesso di sbloccare l’empasse che si era creata e di mitigare in parte l’impatto della volumetria eccessiva in centro, ma un piano come questo va governato fino in fondo e ogni singola opera va analizzata in una visione d’insieme.
Lo strumento stesso del Piano Integrato di Intervento nasce per riqualificare i centri storici degradati concedendo aumenti di volumetria ai proprietari che devono inserire il loro progetto singolo in un progetto più ampio coordinato dalle amministrazioni e che porta benefici a tutta la comunità. I danni fatti in passato difficilmente potranno essere sanati, cerchiamo perlomeno di limitarli e di non farne di nuovi.
In questa ottica portiamo la nostra proposta all’amministrazione:

- istituzione di una apposita commissione che vagli e coordini le opere del piano integrato

- apertura della commissione anche ad un nostro tecnico

- elaborazione di un nuovo cronoprogramma delle opere di urbanizzazione, che preveda anche una riqualificazione della viabilità

- definizione delle linee guida per la progettazione delle opere del piano integrato
- rendere esecutiva con atto amministrativo la decisione del consiglio comunale di cui sopra.

Rimaniamo in attesa di risposta.

Comitato per il controllo del PII di Barbaiana

*
A seguito di segnalazioni giunteci da più persone ed in attesa di ulteriori chiarimenti, in accordo con gli scriventi della lettera, abbiamo ritenuto opportuno eliminare il punto 3 relativo ai sottotetti pubblicato in prima stesura, in quanto contenente delle informazioni a quanto pare inesatte. Se così fosse ce ne scusiamo con i diretti interessati.

mercoledì 12 maggio 2010

Una bicicletta non fa primavera (ma tante sì)

Domenica 9 maggio, anche Lainate ha partecipato alla prima “Giornata Nazionale della Bicicletta”.
Un breve intervallo di cielo sereno nel bel mezzo di una piovosissima primavera ha permesso ad un nutrito gruppo di ottimisti su due ruote di attraversare le strade e i sentieri verdi di Lainate e di raggiungere la destinazione finale: piazza Vittorio Veneto, dove i numerosi bambini intervenuti hanno potuto godersi un meritato ghiacciolo.
Sfortunatamente al rientro verso casa l’intervallo è terminato bruscamente e il gruppo dei pedalatori delle frazioni è stato sorpreso da un violento acquazzone.
Insomma non ci si è fatti mancare nemmeno il battesimo dell’acqua.
Pedalata bagnata, pedalata fortunata hanno sentenziato gli ottimisti ad oltranza. Consideriamolo come buon auspicio per le prossime edizioni.

Noi dell'associazione Cartoline da Lainate abbiamo proposto e collaborato alla realizzazione di questa prima “Biciclettata di Primavera” con in mente una frase, forse banale ma non per questo scontata: “Tutte le attività umane si basano sull’individuo, e la soluzione dei problemi collettivi non spetta solo e sempre agli altri”.
Abbiamo quindi pensato che ognuno di noi, singolarmente, potrebbe compiere un primo, semplice e concreto gesto per tentare di rendere reale il sogno di una città liberata dalla morsa del traffico e dell’inquinamento, e questo gesto è un gesto naturale e sano: il gesto di innalzarsi sui pedali di una bicicletta guardando le nostre strade da una prospettiva diversa, quella che si gode dall’alto di un sellino.

L’evento della biciclettata rientra in una serie di azioni che abbiamo e vorremmo intraprendere per stimolare l’amministrazione ad agire nella direzione di un miglioramento della vivibilità del nostro territorio.
Come primo passo abbiamo preparato e presentato una proposta di progetto per una mobilità dolce, progetto che abbiamo protocollato al termine di una gara simbolica tra bici e automobile.
Attualmente stiamo facendo da trait d’union tra tecnici della Federazione amici della bicicletta (FIAB) e l’amministrazione, per creare un tavolo di lavoro che porti alla realizzazione di percorsi ciclopedonali coerenti e funzionali all’interno del comune e in collegamento con i comuni limitrofi.
Il prossimo obbiettivo che ci siamo dati è quello di creare un “ufficio biciclette” per il territorio di Lainate.

Partiamo dalla convinzione che l’utilizzo quotidiano della bicicletta consentirebbe un migliore godimento degli spazi urbani, consentirebbe di ridisegnare itinerari inediti di spostamento, consentirebbe di vivere la città e il territorio in modo più pieno.
Le strade delle nostre città hanno perduto la loro funzione di luogo di socializzazione e incontro mantenendo quasi esclusivamente una funzione di transito, bisognerebbe ritrovare il giusto equilibrio in modo che possano tornare ad essere anche luogo di incontro e di gioco spontaneo per i bambini, come lo erano prima che la motorizzazione di massa li confinasse in riserve protette.

Vorremmo innalzare la bicicletta e il suo ritmo ideale, né troppo veloce né troppo lento, a simbolo di un futuro ecologicamente sostenibile.
Ma non come idealisti sognatori, ma come pragmatici pianificatori di un futuro migliore, consapevoli che un simbolo da solo non è in grado di trasformare una realtà fatta di grandi arterie stradali congestionate e urbanizzazione selvaggia ma consapevoli anche che questo simbolo può essere un primo passo, un primo forte impulso dal quale partire per migliorare il volto delle nostre città.
E in quest'ottica noi, singolarmente, cosa possiamo fare?
Potremmo intanto cominciare a farci una semplice domanda ogni qual volta dobbiamo spostarci da un luogo all'altro: questa volta usare l'automobile è necessario? E' la scelta migliore e più conveniente?
Alle volte sono sufficienti delle domande per cambiare lo stato delle cose.

sabato 8 maggio 2010

Chi ha risposte si faccia avanti

I genitori possono contribuire a migliorare lo stato della “scuola pubblica” a cui affidano l’educazione e l’incolumità dei propri figli?
Si possono cambiare le cose partendo dal basso o dobbiamo rassegnarci a parcheggiare i nostri bambini e i nostri ragazzi in luoghi che anno dopo anno paiano perdere autorevolezza e capacità didattica?
Con queste domande a fare da presupposto si è svolto giovedì 6 maggio l’incontro del comitato genitori dell'Istituto Comprensivo Cairoli.
All’incontro era presente in rappresentanza dell’amministrazione comunale il tecnico Zannini.
Alla sua attenzione sono stati segnalati una serie di problematiche inerenti la sicurezza, le anomalie e la scarsa manutenzione a cui l’edificio è soggetto.
Il tecnico ha preso nota delle segnalazioni e ha garantito che provvederà a sollecitare e attivare i canali idonei nel rispetto delle priorità.

Tra le varie domande che sono aleggiate nella sala una merita, a nostro giudizio, di essere sottolineata : “ A che serve l’inutile e sgangherato blocco della strada nelle ore di apertura e chiusura della scuola?”
Sgangherato perché la strada è bloccata in un tratto distante duecento metri dai cancelli d’entrata ed inutile, se non controproducente, perché non attenua affatto ma semmai congestiona ulteriormente il traffico automobilistico.
I futuri lavori del Piano di Lottizzazione 17 in fondo a via Caracciolo, che prevedono una nuova strada e nuovi parcheggi potrebbero mitigare i problemi di viabilità durante le ore di scuola, ma se dobbiamo attendere la loro realizzazione finale con buona probabilità potranno goderne i benefici i figli degli alunni di oggi.
In passato si era pensato ad un senso unico lungo via Cairoli affiancato da una pista ciclabile collegata al percorso pedonale già esistente, perchè non ripensare a questa soluzione?

Ma il tema sul quale più si è dibattuto durante l'incontro è stato quello dei tagli alla scuola pubblica, e sottolineiamo solamente alla scuola pubblica.
Un tema che dovrebbe interessare e preoccupare tutte le famiglie che hanno figli nelle scuole di ogni ordine di grado (dalla materna alle superiori) e che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla didattica e sulla cultura dei nostri figli.
Nell'istituto comprensivo di via Cairoli sono previsti per il prossimo anno, secondo il piano organico provvisorio del personale tre posti in meno per i docenti, quattro per il personale ATA, due per il settore amministrativo.
Nel mese di luglio uscirà il piano organico del personale definitivo.
Non tutti i genitori sono al corrente del fatto che durante quest'anno scolastico c'è già stata una riduzione del personale docente, ammortizzata con acrobazie gestionali che forse non sono state notate, ma che in un qualche modo hanno avuto effetti deleteri per la didattica offerta ai nostri figli.
Ad esempio a seguito dell'assenza per malattia di un'insegnante per 26 giorni di fila è venuta a mancare l'assegnazione della supplenza, pertanto i bambini sono stati suddivisi nelle altre classi creando disagio a loro stessi e alle classi in cui sono stati provvisoriamente assegnati.
Ribadiamo la domanda iniziale: i genitori possono contribuire a migliorare lo stato della “scuola pubblica” a cui affidano l’educazione e l’incolumità dei propri figli?
E se sì come?
Chi ha risposte a queste domande si faccia avanti.

mercoledì 5 maggio 2010

Giornata nazionale della bicicletta


Il 9 maggio 2010 si terrà la prima “Giornata Nazionale della Bicicletta” iniziativa promossa dal Ministero dell'Ambiente.

Una giornata ecocompatibile che rappresenta per i singoli cittadini l'occasione per testimoniare
la propria voglia di mobilità cittadina alternativa e sostenibile, per reclamare il proprio diritto a una migliore qualità della vita urbana e per chiedere che vengano create le condizioni per una mobilità meno convulsa, dove la bicicletta gioca un ruolo fondamentale nella lotta al traffico e all'inquinamento.

“Cartoline da Lainate” con il patrocinio del comune di Lainate organizza la prima edizione della


una pedalata rilassata di pochi kilometri che attraverserà le vie e i sentieri verdi di Lainate e delle frazioni

Ritrovo
Lainate: Piazza Vittorio Emanuele ore 15.00
Barbaiana, Grancia, Pagliera: Piazza del mercato ore 15.00


I due gruppi si incontreranno presso il Percorso Vitae del canale Villoresi per ritornare uniti a Lainate.

giovedì 22 aprile 2010

La scuola, un bene comune in grossa difficoltà

"La scuola come appare ai genitori di Lainate, Barbaiana, Grancia e Pagliera", "la situazione finanziaria delle nostre scuole", "il tempo scuola e il percorso scolastico".
Questi sono stati gli argomenti dibattuti durante un confronto pubblico tra genitori, insegnanti e dirigenti scolastici degli Istituti Lainatesi svoltosi Venerdì 16 aprile presso la Scuola Primaria di via Cairoli.
Si è partiti dall'analisi del questionario proposto ai genitori dal “Coordinamento genitori democratici Lainate”.
Il questionario poneva quesiti relativi alla conoscenza della didattica, dell'organizzazione e del clima scolastico, del futuro della scuola pubblica e delle informazioni scuola\famiglia.
Dall’analisi delle risposte è emerso un buon indice di soddisfazione riguardo la didattica, un forte consenso all’introduzione del voto di condotta e all'organizzazione del tempo pieno.
Si evince altresì, considerando l’astensione nelle risposte relative all'organizzazione scolastica, che le famiglie non sono ben informate, pare manchi una percezione chiara e definita dell'attuale assetto scolastico seguito alla recente riforma.
A seguito dell’analisi del questionario ha preso la parola la dottoressa Breviglieri, dirigente dell'Istituto Comprensivo Lamarmora che, analizzando la situazione finanziaria delle nostre scuole, ha presentato un quadro storico dei fondi entrati in bilancio negli ultimi cinque anni.
Fondi provenienti in buona parte dal Ministero della Pubblica Istruzione, che coprono le spese relative ai materiali, al personale docente e ATA di ruolo, e ai supplenti.
Per la precisione per le nomine annuali i docenti vengono retribuiti dal ministero mentre per le supplenze brevi la scuola anticipa i versamenti degli stipendi e in fase successiva lo Stato rimborsa la scuola.
Ulteriori fondi provengono dal Comune: i cosiddetti fondi per il Diritto allo Studio, erogati per i progetti, per l'acquisto di attrezzature e materiale di consumo.
Infine esistono i contributi volontari dei genitori per provvedere all'acquisto di risme per le fotocopie, scottex, carta igienica, sapone.
La dottoressa ha precisato che lo scorso anno, a seguito della circolare del 14 dicembre 2009, non è stato elargito, da parte dello Stato, il Fondo per il Funzionamento Generale -amministrativo e didattico- che in parte serviva a pagare le supplenze brevi.
Ha successivamente presentato il D.M. 21 – 2007 che in pratica diminuisce “i fondi per pagare le supplenze dei docenti e per il personale Ata” e impone alle scuole di “nominare supplenti solamente per periodi superiori ai cinque giorni di assenza.”
L'intervento successivo del dott. Salvatore Guida psicopedagogista della coop. Stripes di Rho ha posto l'accento su quanto le scarse disponibilità economiche della scuola penalizzino l'andamento di una didattica funzionale.
Il dibattito seguito, incentrato sulla “qualità del tempo scuola e della didattica”, ha fatto emergere il senso di precarietà e di disagio percepito dai docenti e la diffidenza che pare essersi generata nelle famiglie nei confronti della scuola.
Un intervento ha denunciato il forte disagio che si crea quando un'insegnate si ammala e non viene sostituita da un supplente: i bambini, con le loro sedie, sono costretti a migrare in altre aule, creando difficoltà nella conduzione delle normali attività didattiche della classe ospitante e perdendo a loro volta tempo per l'apprendimento.
Tali disagi sono ormai all'ordine del giorno e spesso le famiglie non ne sono a conoscenza.
Un giorno di supplenza nella scuola primaria costa 82,86 euro e nella scuola di secondo grado 89,75, considerando che le assenze per malattie hanno una alta incidenza, i fondi elargiti non sono sufficienti a coprire le necessità.
In queste condizioni la scuola, nel caso di assenza dell’insegnante, si limita ad assicurare agli alunni l’unico diritto che rimane inderogabile, quello all’incolumità fisica, organizzando “la guardia agli alunni, basta che non si facciano male” dirottandoli in altre classi.
La nomina di un supplente al fine di assicurare il diritto allo studio diventa un fatto assolutamente residuale, accade solo in caso di assenze che si protraggono per diversi tempo.
In queste condizioni è necessario che ogni scuola faccia bene i propri conti, sperando nella buona salute degli insegnanti e confidando che in caso di maternità le docenti non usufruiscano di congedi facoltativi, poiché questi ultimi vengono retribuiti in prima battuta dalle scuole.
Se non è più possibile assicurare un servizio paragonabile a quello assicurato finora, non sarebbe più corretto che il decisore politico stabilisca regole più restrittive, ma chiare ed uguali per tutti su tutto il territorio nazionale?
Sicuramente non è corretto che il costo della fruizione di determinati benefici individuali da parte del personale della scuola si scarichi sul diritto allo studio degli alunni o dia luogo a forme di tassazione non trasparente a carico dei genitori.
A noi genitori non resta che creare un sistema informativo che ci coinvolga attraverso i comitati genitori e consigli di istituto, oltre che promuovere confronti periodici costruttivi e propositivi tra famiglie, scuola e amministrazione comunale.
Tutto ciò necessita di una partecipazione attiva di genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e amministrazione comunale, ma anche della cittadinanza, perché la scuola è un bene comune e strategico per la crescita e la formazione della futura società civile.

martedì 13 aprile 2010

La giornata del Verde Pulito nell’area del futuro parco del Lura

In un precedente post avevamo scritto a proposito dell’adesione da parte del comune di Lainate al Parco Locale di interesse Comunale del Lura.
In quella occasione erano state affidate in comodato d’uso gratuito al consorzio Plis Lura aree verdi di proprietà comunale.
Lainate aveva fatto questa scelta, come si legge nel sito del comune, per “consolidare la salvaguardia delle aree inedificate fra Lainate e l’Alfa Romeo. Per connettere le aree regionali protette (come il Parco delle Groane) col sistema del verde urbano. Per valorizzare la presenza del corso d’acqua, ricostruendo, per quanto possibile, il paesaggio delle sue sponde. Per dotarsi di una struttura di gestione del verde territoriale, che non può essere affidato alle normali strutture comunali”.
Parole belle e pienamente condivisibile peccato che fino ad ora non si erano ancora tradotte in azioni concrete.
Oggi, in un periodo in cui il nostro misero patrimonio verde sta subendo duri colpi ed è destinato a subirne ancora (vedi riqualificazione area ex Alfa Romeo e ampliamento autostrada A8) ci fa piacere segnalare che quelle belle parole stanno trovando compimento.
Durante l’ultima riunione della commissione ecologia è stato presentato il progetto del parco Alfa Romeo i cui lavori partiranno a settembre 2010 con una prevista conclusione a dicembre 2011

L'area interessata dal progetto è situata tra l’alzaia sud del canale Villoresi, l’ex area Alfa Romeo e la sponda sinistra del torrente Lura.
I lavori permetteranno di recuperare un’area attualmente abbandonata trasformandola in un’area verde naturalistica e fruibile dalla cittadinanza.
Il progetto prevede la realizzazione di un parco dove l’acqua attinta dal canale Villoresi formerà un laghetto artificiale di circa 5.000 mq con una profondità massima al centro di 2 metri,
Attorno al laghetto che avrà la forma della Rosa Camuna della regione Lombardia , si snoderà un percorso in calcestre con aree di sosta, prati e quinte verdi.
Attualmente l’area interessata è attraversata dal canale secondario Passirana, un derivatore del Villoresi; tale canale verrà mantenuto e costituirà l’asse centrale del laghetto.
Per quanto riguarda la sistemazione del verde si intende migliorare la situazione arborea esistente riducendo la presenza di specie non autoctone o poco pregiate come la Robinia e il Ciliegio Tardivo e impiantando alberi maggiorente pregiati.
I lavori possono partire grazie ad un finanziamento di 400.000 euro erogato dalla Provincia di Milano nell’ambito degli interventi per il potenziamento del sistema regionale delle aree protette
Il progetto e la responsabilità della realizzazione saranno a carico del Consorzio Parco del Lura con la consulenza del consorzio est Ticino Villoresi

Unica pecca è che l’area interessata dalla riqualificazione è periferica e decentrata rispetto all'abitato e tra l'altro difficilmente collegabile al resto del parco del Lura e ai suoi bei percorsi ciclopedonali che partono più a nord, nel territorio di Saronno.
Recuperare questi terreni attualmente abbandonati e renderli fruibili alla cittadinanza è comunque un'azione meritoria, ma per permettere che la gente ne prenda possesso e ne usufruisca pienamente è necessario, oltre che riqualificare l’area, renderla comodamente accessibile, conosciuta e vissuta.

In questa ottica domenica 18 aprile il Consorzio del Parco del Lura organizza, in collaborazione col comune di Lainate, la GIORNATA DEL VERDE PULITO INSIEME PER IL VERDE COMUNE, per conoscere più da vicino il Parco del Lura.
Una mattinata "lavorativa" per pulire una zona dell'area parco e per fare conoscere il progetto.
Ritrovo per la pulizia del territorio: ore 8.30 parcheggio di via Ponte delle Alpi.
Ai partecipanti saranno forniti i materiali necessari per l'attività

venerdì 9 aprile 2010

La dove c'era un percorso verde ora c'è.....

Ora che lungo il sentiero del Lazzaretto gli operai hanno terminato il loro compito e il fragore delle motoseghe è cessato il silenzio è tornato.
Un silenzio irreale.
Gli uccelli tacciono spaesati, hanno perduti i loro riferimenti.
I rami su cui trovavano riparo ora giacciono a terra schiantati.
Centinaia e centinaia di alberi stanno riversi a terra.
Ora che il lavoro è terminato anche noi percorriamo il sentiero in preda a sentimenti confusi.
L'indignazione iniziale, provata di fronte a questo sacrifico, ha lasciato il posto ad una insofferente presa d'atto.
Ora che minore è il rischio di trinciare giudizi istintivi e irrazionali è arrivato il momento giusto per tentare qualche considerazione a sangue freddo.
Ci è stato spiegato che l'area intorno al Lazzaretto è di libero accesso pubblico ma è di proprietà privata.
Ci è stato spiegato che l'abbattimento degli alberi è stato effettuato in osservanza a tutte le regole.
Ci è stato spiegato che la provincia, competente per le aree boschive, ha dato la sua piena autorizzazione.
Ci è stato spiegato che il taglio periodico delle piante fa parte della normale pratica agricola ed è legittima fonte di reddito per i proprietari.
E' difficile assistere all'azzeramento dei pochi polmoni verdi che ci rimangono e sentirsi dire che è tutto legittimo, è difficile ma ne prendiamo atto.


Comprendiamo che l'abbattimento indiscriminato di un intero bosco è una pratica legittima, come legittimo è stato il taglio di decine di altri alberi di fronte all'ingresso posteriore del Parco di villa Litta.
Alberi tagliati legittimamente dagli operai del consorzio Villoresi su autorizzazione comunale per motivi di sicurezza e lasciati rotolare nell'alveo in secca del canale e li bruciati.
Legittimo sarà pure l'abbattimento del vecchio pino che attualmente fa bella mostra di se di fronte all'ex cinema Ariston, il quale verrà legittimamente abbattuto per non intralciare i lavori di ristrutturazione dell'edificio.
Tutto legittimo, tutto nella norma, tutto autorizzato dalle autorità competenti e da fior fiore di esperti agronomi.
Ma se le regole attuali legittimano tali pratiche anche in un territorio quasi interamente urbanizzato come il nostro è forse arrivato il momento di porsi delle domande e soprattutto di cercare le soluzioni.
In un territorio come quello di Lainate, accerchiato da cemento e inquinamento atmosferico, l'esiguo verde rimasto non può, a nostro avviso, essere regolamentato da leggi simili a quelle che regolamentano territori a più ampia destinazione agricola o boschiva.
Il poco verde che ci rimane dovrebbe essere considerato e preservato al pari del più prezioso patrimonio storico o addirittura, a nostro avviso, con maggiore attenzione considerato che stiamo parlando di un bene primario: parliamo di ossigeno, di terra e di vita.
Allora se le regole attuali autorizzano gesti che tengono in scarsa considerazione i nostri bisogni primari forse è arrivato il momento di rivederle queste regole.
E bisogna decidere in fretta prima che non rimanga più nulla da preservare.
E' necessaria una volontà politica forte per attuare scelte che sebbene appaiano in controcorrente vanno però nella direzione del bene comune.
Chiediamo quindi all'amministrazione di fare scelte politiche ben precise per la tutela del nostro esiguo patrimonio naturale
Nelle linee guida per il riavvio della procedura di redazione del PGT, che questa amministrazione ha recentemente adottato, leggiamo che vengono considerati prioritari argomenti come “lo stop al consumo del territorio” e la realizzazione di aree verdi interconnesse.
Ci auguriamo che in quest'ottica l'amministrazione si attivi per vincolare il maggior numero di aree verdi possibili.
Esistono strumenti come i PLIS (parchi locali di interesse sovracomunale) istituiti autonomamente dai comuni interessati e riconosciuti dalla Regione Lombardia.
Non si tratta di zone a protezione integrale, ma di aree che svolgono una funzione di contenimento dell'espansione urbana oltre che di salvaguardia e valorizzazione degli ambienti naturali e di tutela e incentivazione dell'attività agricola.
Perchè non pensare, in accordo con il comune di Nerviano, di istituire un Parco del Villoresi-Lazzaretto? Perché non farne un luogo destinato alla cura e alla conoscenza di quel poco di verde che ci rimane? Un percorso guidato per le scolaresche con tanto di biblioteca degli alberi e percorso naturalistico?


Un altro passo concreto potrebbe essere l'avvio del tanto promesso parco delle frazioni. Da tempo sono stati effettuati la definizione del perimetro e il progetto di massima, salvo poi scoprire che i terreni interessati sono solo per il 40% di proprietà comunali, il rimanente è ancora di proprietà privata.
Per il progetto del parco delle frazioni sono già stati accantonati e sono a disposizione 400.000 euro.
Acquisire le aree mancanti e piantumarle, rendendole partecipate e vissute dai cittadini potrebbe essere il primo passo concreto nella direzione reale della salvaguardia del territorio.
E facciamolo questo passo.

giovedì 1 aprile 2010

Per una cultura della mobilità

Riceviamo questa "cartolina da Lainate" e la rigiriamo alla vostra attenzione:

Il Consiglio Comunale aperto svoltosi lo scorso 25 marzo, dedicato alla presentazione del progetto relativo all'ampliamento dell'autostrada Milano/Laghi, ha visto la partecipazione attiva della cittadinanza, che ha espresso, com'era più che prevedibile, preoccupazione, sgomento, ed indignazione.
Sentimenti che, detto per inciso, mi trovo assolutamente a condividere.
Tuttavia, si possono leggere in tutto questo una serie di contraddizioni che coinvolgono trasversalmente molte forze in gioco, così come le stesse posizioni e rimostranze espresse dai cittadini.
Nessuno degli intervenuti sembra infatti aver minimamente tenuto in considerazione un dato oggettivo derivante da un fenomeno di ben più ampia portata: il potenziamento di questa infrastruttura, apparso praticamente a tutti come abnorme, coatto, cieco, incurante delle gravi problematiche che viene a creare nei confronti del territorio e della vita dei cittadini che lo abitano, è di fatto l'espressione di un intero sistema economico e produttivo, o meglio di un modello economico del quale non solo facciamo tutti parte, ma che addirittura invochiamo e difendiamo a spada tratta qualora qualsivoglia fattore minacci di comprometterne l'equilibrio e la stabilità, sul piano economico così come su quello degli interessi e dei vantaggi - pur presunti che possano poi rivelarsi - personali.
Lo invochiamo nel ribellarci alla chiusura di un importantissimo polo produttivo quale quello dell'AlfaRomeo, non solo sottolineandone le conseguenze in termini occupazionali (e quindi, appunto, economici), ma perfino rivendicando il valore storico e culturale che una realtà produttiva così radicata nel territorio ha significato sotto il profilo dell'identità culturale e sociale dei suoi cittadini.
Più o meno consapevolmente, riaffermiamo poi lo stesso modello attraverso l'uso massiccio che ognuno di noi fa dell'automobile.
Un uso incondizionato, irresponsabile: ciascuna automobile, che inquina, che riscalda il pianeta, che ingombra (anche dal punto di vista estetico/paesaggistico) rispetto ad ogni altra soluzione di mobilità, che diventa rifiuto in gran parte non riciblabile, ciascuna automobile trasporta nella maggior parte dei casi un solo individuo, il conducente.
Un uso non di rado maniacale, feticistico: l'automobile è ancora uno status symbol, la vogliamo bella, grande, potente.
E con l'automobile vogliamo andare dappertutto, la usiamo nei nostri piccoli centri urbani, in ogni via o vicolo, per spostarci di poche centinaia di metri, per raggiungere, partendo da casa nostra, ogni angolo del pianeta.
Ma non solo, esigiamo o almeno sognamo di farlo senza ingorghi di traffico, vogliamo correre, avere le strade libere, sgombre, veloci.

Insomma, vogliamo produrre automobili, per la sicurezza occupazionale rappresentata da questo settore e dall'enorme indotto produttivo che ne deriva.
Poi, indipendentemente dall'utilizzo che ne faremo, vogliamo innanzitutto possedere automobili, due, tre per nucleo familiare.
Infine, pretendiamo di utilizzarle senza alcuna presa di coscienza di quanto la scelta - radicale o anche solo occasionale - di ognuno di noi possa significare nei confronti di un'intera comunità, se non di un intero pianeta.
Automobili sì, allargamenti delle infrastrutture che ne celebrino con deliberata sfrontatezza l'assoluto dominio sulla nostra vita, no.
Una posizione come minimo incoerente, che non sembra curarsi di incentivare istanze, progettualità e ricerca rispetto a come sviluppare sistemi di mobilità alternativa e sostenibile.

Messi a confronto con la maggior parte degli altri paesi europei (ma non solo), non abbiamo nemmeno la speranza di vedere un giorno realizzata una rete ciclabile degna di tale definizione, così come non abbiamo speranza di poter usufruire di un servizio di trasporto pubblico che gratifichi l'utente, invece di mortificarlo attraverso i disagi ed il degrado che caratterizzano mezzi, "stazioni" e fermate.
In particolar modo per quanto riguarda la nostra specifica realtà locale, temo proprio che non abbiamo nemmeno la speranza di veder un giorno realizzato un centro storico pedonale, obiettivo peraltro raggiunto in altri comuni appartenenti alla nostra stessa area territoriale.
Il tutto, evidentemente, rinunciando perfino a pensare di poter perseguire e realizzare ben altro modello di qualità urbana, e con esso tutti gli effetti positivi di carattere sociale e culturale che potrebbero derivarne.
Il progetto della quinta corsia - con il suo esplodere di svincoli, rotatorie, ponti e rampe - rappresenta uno scempio per il nostro territorio e rischierà di compromettere ulteriormente la già precaria qualità della nostra vita?
Niente di più certo.
Pretendere però di impedirne la realizzazione senza voler mettere in discussione non solo un intero sistema di cui tale infrastruttura è parte integrante, ma altrettanto il peso che il comportamento e le scelte di ognuno di noi possono determinare, così come l'espressione civile di cui la nostra comunità potrebbe dimostrarsi capace, evidenzia grosse contraddizioni, non meno "insostenibili" dell'ennesima colata di cemento sulle nostre terre.
Massimo Giuntoli

martedì 30 marzo 2010

Lainate e l'autostrada: 90 anni di primati non richiesti

Nel lontano 21 settembre del 1924 venne inaugurato a Lainate il primo tratto di quella che diverrà l'autostrada dei Laghi e che sarà la prima autostrada a pedaggio realizzata in Italia.
Da allora l'abitato di Lainate è tagliato in due da un nastro d'asfalto che per quanto certamente utile alla comunità nazionale rappresenta pur sempre un taglio nel tessuto locale, una ferita che provoca non pochi disagi.
Dopo quell'iniziale primato autostradale italiano del 1924 Lainate non se ne è più fatto mancare uno; a voi decidere se considerarlo un vanto o meno.
Il prossimo primato è di imminente realizzazione: la Società Autostrade S.p.A. ha deciso di allargare l’Autostrada A8 dallo svincolo di Lainate alla barriera di Milano Nord, inserendo per questo tratto, per la prima volta in Italia, la quinta corsia.
A seguito di una serie di incontri tra Autostrade, Regione Lombardia, Provincia di Milano e comune di Lainate, si è giunti alla soluzione progettuale resa pubblica durante il consiglio comunale aperto del 25 03 2010.


Ci spiace sottolineare che a quell'incontro mancavano, seppur invitati, i rappresentanti di Autostrade, della regione e della provincia.
Assenze che ci pare testimonino quanto questi enti siano poco vicini alle esigenze della popolazione locale.
Il progetto finale mostra, riportando quanto affermato dall'ente autostrade, “l’impossibilità tecnica di mantenere le manovre “da” e “per” Milano sul territorio del Comune di Lainate, anche a seguito dei dati sulla incidentalità legati al tratto autostradale prospiciente tali innesti imponendo, di fatto, la rinuncia di soluzioni alternative rispetto al ribaltamento del casello e alla collocazione delle citate manovre a sud delle stazioni di servizio che saranno ampliate come da progetto”...
“Dai dati presentati l’unico scenario soddisfacente dal punto di vista tecnico sembrerebbe essere quello del ribaltamento del casello autostradale, con eliminazione delle altre manovre in territorio di Lainate, in quanto altre soluzioni sono state presentate come improprie per la città perchè non farebbero diminuire (ma anzi aumenterebbero) le problematiche connesse al traffico di attraversamento.”

Riassumendo possiamo dire che Lainate subirà: l'ampliamento della sede autostradale di oltre 10 metri in totale; ampliamento che comporterà l'abbattimento di numerose abitazioni.
La creazione di una nuova enorme area di servizio prospiciente all'Autogrill che determinerà il sacrificio di un'area a destinazione agricola tra l'altro svenduta in passato a società autostrade a costi irrisori.
Il ribaltamento del casello che, al di là delle motivazioni addotte dall'ente autostrade, pare una scelta fatta per agevolare il nuovo mega centro commerciale e i nuovi insediamenti abitativi previsti con la riconversione dell'area ex Alfa Romeo.
Davanti a queste scelte imposte dall'alto probabilmente la cittadinanza e l'amministrazione di Lainate hanno ben poco potere decisionale.
L'amministrazione ha deciso di non opporsi a queste scelte e di richiedere a Società Autostrade alcune azioni che compensino in qualche maniera i disagi che dovremo subire.
Da parte nostra avevamo già presentato un suggerimento in merito al quale aggiungiamo nuove considerazioni: oltre a richiedere la realizzazione di barriere fonoassorbenti/fotovoltaiche di alta qualità, tecnologicamente innovative e in armonia ed equilibrio con il paesaggio anche sotto il profilo cromatico andrebbe pretesa, come compensazione ambientale per l’aumento del traffico, l'installazione di impianti di filtraggio dell’aria e soprattutto la messa a dimora di un congruo numero di alberi per schermare le barriere e immettere ossigeno in maniera naturale nell'aria.
- Impianti di filtraggio dell’aria: ogni impianto filtra circa 10.000 mc/ora e abbatte dal 70 al 97% delle sostanze inquinanti. www.systemlife.eu / ha ricevuto il premio innovazione di Legambiente - Tunnel fonoassorbenti: nell’area di Genova Autostrade ha realizzato tunnel fonoassorbenti che generano angoscia sia negli utenti della strada sia fra i residenti. Da rigettare senza rimpianto. Bisogna richiedere a Autostrade tunnel innovativi come quello di Cologno (Autostrada Serravalle).
- Fotovoltaico: Con l'energia prodotta si possono illuminare le piste ciclabili e le vie cittadine, gratuitamente.
- Alberi: Una tonnellata di massa legnosa corrisponde circa a 1 tonnellata di CO2. Gli alberi oltre a schermare la barriera, depurano l'aria, riducono lo stress di avere un muro di fronte, creano benessere.
- Profilo cromatico: Il colore della barriera ha un impatto fortissimo su chi la guarda, è come il muro di Berlino. Oggi si tende a fare questi muri verde "ramarro" che sono angoscianti. Il colore deve creare armonia.

giovedì 25 marzo 2010

La quotidianità dell'indecenza

Riceviamo questa "cartolina da Lainate" e la rigiriamo alla vostra attenzione:

"Come genitore mi capita frequentemente di accompagnare i miei bambini a scuola.
Il tragitto da casa è breve e quindi preferiamo percorrerlo a piedi.
Per non aprire troppe parentesi polemiche non voglio commentare lo stato pietoso di molti dei marciapiedi che percorriamo ma non posso evitare di farlo sulle condizioni indecenti del passaggio pedonale che collega via Roma a via Cairoli.
Per inciso si tratta dell'unico passaggio pedonale presente in paese e non è ben chiaro se verrà sacrificato o meno per fare posto alla strada di accesso alle nuove costruzioni che verranno edificate nell’ambito del PII di Barbaiana..
Il sentiero pedonale, il praticello che lo costeggia da una parte e il canaletto irriguo dall’altra sono costellati di cartacce e rifiuti vari, addirittura di sacchi della spazzatura abbandonati; e ci troviamo nel centro del paese, non in un area periferica abbandonata.
Per non parlare poi di quanto resta tra l’erba dopo le passeggiate dei cani (perché non prevedere un’area attrezzata per permettere ai proprietari di cani di farli sfogare senza imbarazzo?)
Questo fiorire di cartacce e immondizie varie è certo un problema ma il problema maggiore sta nel fatto che a forza di passare in mezzo a questo spettacolo desolante si finisce per farci l’abitudine, per considerarlo normale, per non farci neppure più caso, tanto che si finisce per non indigna neppure più.
Il mio timore è che i nostri bambini, assistendo quotidianamente a questo stato delle cose cresceranno nella convinzione che questa indecenza sia la regola, la normalità.


Ma il colmo dell’ironia si tocca il sabato, terminate le edificanti passeggiate mattutine per raggiungere scuola.
Il sabato infatti mi capita talvolta di portare i bambini al mercato, e loro mi hanno fatto notare che a pochi metri della folla e dalle variopinte bancarelle fa bella mostra di sé una clamorosa discarica improvvisata.
Mi rendo ben conto che l'amministrazione ha poche responsabilità nei confronti dell'inciviltà dei propri cittadini, ma una amministrazione che fa politica nel senso nobile del termine dovrebbe guardare al domani e se non opera bene oggi sarà responsabile dell’eventuale scarso senso civico dei propri futuri cittadini.
Io posso anche spiegare ai miei figli che la sciatteria e la maleducazione alla quale assistono quotidianamente non dovrebbero essere la quotidianità ma l'eccezione; io posso anche spiegare che le strade, le vie, le aree verdi delle nostre città appartengono a tutti e per questo motivo bisogna averne cura come si ha cura dei propri beni, ma se loro crescono circondati da questi esempi rischieranno di convincersi che questo è lo stato delle cose e questa è la quotidianità che ci meritiamo.
In virtù di questa considerazione chiedo agli uffici preposti di attivarsi per una campagna di pulizia più massiccia e capillare e per l’installazione di un maggiore numero di cestini della spazzatura, convinto come sono che anche gli incivili e i maleducati hanno qualche scrupolo a sporcare laddove esiste cura e pulizia.
Giuseppe"

domenica 21 marzo 2010

Lainate e l'autostrada, problemi e soluzioni possibili

Per Giovedì 25 marzo alle 21.00 è stato convocato presso il Padiglione delle Feste area ex Podere Toselli un consiglio comunale “aperto”, i cittadini potranno partecipare non solo come spettatori ma anche come interlocutori.
Il tema dell'incontro verterà sullo stato di avanzamento dei progetti autostradali nel tratto che interessa il territorio di Lainate: l'aumento delle corsie, lo spostamento del casello e l'ampliamento delle due aree di servizio.
Sono opere queste che avranno un forte impatto sul nostro territorio: verranno espropriati terreni, abbattute abitazioni, cementificati terreni ora agricoli e modificate viabilità esistenti, il tutto in nome di un presunto miglioramento infrastrutturale.
Sono opere già decise a livello nazionale e con fondi già stanziati, è probabile quindi che alla cittadinanza e all'amministrazione comunale di Lainate rimangano scarsissime possibilità decisionale a riguardo.
Noi pensiamo che l'amministrazione comunale abbia il dovere di non svendere il territorio e di pretendere dalla società autostrade che i disagi ai quali andremo incontro vengano degnamente ricompensati.
Si parla di sottopassi autostradali, di future piantumazioni che vadano a compensare le perdite di terreni verdi, qualsiasi altra idea o proposta da parte anche dei singoli cittadini sarebbe bene accetta.
A tale proposito settimana passata abbiamo sottoposto all'attenzione degli assessori di competenza un documento, di cui anticipiamo l'introduzione, riguardante le barriere autostradali fonoisolanti:
"Vorremmo segnalarVi lo stato di degrado progressivo in cui versano le barriere antirumore lungo l’autostrada, a Lainate, in particolare sul lato verso le frazioni.
Come documentato dalle fotografie, i pannelli di contenimento dei materassini fonoisolanti, in lana di roccia, sono volati via, in alcuni casi mancano anche i materassini.
A prescindere dal degrado che queste immagini trasmettono, vogliamo attirare la vostra attenzione sui rischi per la salute dei cittadini che vivono nellevicinanze.
E’ noto che le fibre di lana di roccia si frantumano e c’è il rischio che possano essere inalate. L’ARPA potrà essere più precisa su questo aspetto e informarVi sulla loro pericolosità.
Da qualche anno infatti nelle barriere antirumore si usa il poliestere in sostituzione della lana di roccia.
E’ anche evidente che mancando i pannelli di contenimento e il materassino fonoassorbente, i livelli di rumore, diurni e notturni, non rispettano i limiti fissati per legge.
A completamento di quanto già detto sulla lana di roccia, le attuali barriere, sui punti in cui scavalcano le strade comunali e la pista del Villoresi, non rispettano la norma EN 1794-2 allegato B.
La norma stabilisce che in caso di collisioni, non debbano cadere frammenti o componenti della barriera, che possano colpire le auto o le persone che vi transitano sotto o le case che si trovano nelle adiacenze.
Infatti in questi casi si usano barriere integrate antirumore e di sicurezza che abbiano superato il crash test.
Autogrill realizzerà la nuova grande area di servizio di Lainate, curando molto l'aspetto funzionale ed estetico in vista dell'Expo.
Questo concetto potrebbe essere esteso anche alle barriere che attraversano Lainate, che attualmente hanno un impatto devastante sul territorio, alterano l'equilibrio paesaggistico e creano un notevole degrado.
Sarebbe un atto di attenzione verso il territorio e i suoi abitanti se Autostrade optasse per un intervento di qualità , tecnologicamente innovativo, in armonia ed equilibrio sotto il profilo cromatico, per una rivalutazione paesaggistica e ambientale dell’intervento.
Abbiamo fatto una ricerca per poter dare un contributo di idee per il nostro Comune. Ci sono alcune situazioni molto simili in cui il problema è stato affrontato e avviato a soluzione con interventi innovativi e a basso impatto ambientale.
Lungo il percorso che attraversa Lainate, dove possibile, la barriera andrebbe parzialmente schermata con alberi in modo da ridurne l’impatto e armonizzarla con il paesaggio e contribuire a ridurre l’emissione di anidride carbonica nell’aria particolarmente inquinata di Lainate" - ....segue

giovedì 18 marzo 2010

Acque chiare, alberi verdi e biciclette: un sogno?

Se tutto funziona come ci è stato promesso entro il 2011 Lainate smetterà di scaricare le proprie fognature nelle acque del Lura, del Bozzente e dell'Olona.
Lunedi 22 marzo partiranno i lavori che permetteranno di collegare la rete fognaria di Lainate al depuratore di Pero.
Il primo passo per mettere la parola fine a una situazione vergognosa, che pare però sia prassi normale su molti fiumi italiani.
Un impresa incaricata da Amiacque aprirà un primo cantiere per la posa di un sifone all'altezza dell'incrocio tra via Biringhello, che verrà interdetta alla circolazione per circa un mese, e via Tiepolo, che lo sarà per la prima settimana.
"Questi sono i primi lavori" ci ha confermato l'assessore al territorio Andrea Tagliaferro durante l'incontro che abbiamo avuto con lui "lavori che insieme a quelli che verranno effettuati lungo via prima strada e ad altri già finanziati permetteranno entro il 2011 di collegare tutti i parziali tratti di fognatura esistenti e convogliare tutte le acque nere di Lainate al depuratore di Pero".
Le acque bianche continueranno invece a essere riversate nei corsi d'acqua.
Abbiamo chiesto inoltre all'assessore come intendeva agire nei confronti degli sversamenti che vengono effettuati abusivamente durante i fine settimana nel Bozzente, al riparo quindi dai controlli dell'Arpa (agenzia regionale protezione ambiente).
L'assessore ha promesso che a seguito di segnalazioni dei cittadini provvederà a sollecitare l'Arpa per effettuare monitoraggi non calendarizzati in modo da cogliere in fallo le aziende che effettuano sversamenti nocivi.
Sappiamo però che su altri fiumi come l'Olona e il Seveso i monitoraggi, anche automatici, sono continui, perchè non prevederli anche sui nostri corsi d'acqua?

Avevamo chiesto un incontro con l'assessore Tagliaferro e con l'assessore Dell'Acqua non solo per parlare con loro delle problematiche di inquinamento relative al torrente Bozzente ma anche per chiedere di riconoscere il lavoro virtuoso dei “volontari del Villoresi” agevolandoli nel loro compito.
A questo riguardo non si sono sbilanciati in promesse. Vedremo gli sviluppi.
Per quanto riguarda la nostra proposta di mobilità ciclabile l'assessore Dell'Acqua si è reso disponibile ad aprire un tavolo di lavoro e a chiedere un contributo di conoscenze tecniche a fiab ciclobby.
Nostro compito è quindi metterli in contatto a breve.
Abbiamo infine parlato dell'abbattimento degli oltre duecento alberi lungo il sentiero che costeggia la cappella del Lazzaretto.
Per questioni di tempo non siamo riusciti ad approfondire, ci siamo limitati a sottolineare lo scempio compiuto, ma la difesa e la valorizzazione del poco verde che ci rimane e la necessità di dire “stop al consumo del territorio” sono argomenti che ci stanno molto a cuore e sui quali insisteremo, anche se all'amministrazione dovessero sembrare poco realistici, scomodi e economicamente poco remunerativi.
Essere realistici è un pregio ma se non si sogna non si va da nessuna parte.