mercoledì 19 maggio 2010

“Piano Integrato di Barbaiana….. ora si gioca il futuro del paese.”


Riceviamo questa "cartolina da Lainate" e la rigiriamo alla vostra attenzione:

L’atto finale della procedura di attuazione del Piano Integrato di Barbaiana era stato siglato a Novembre. L’attuale amministrazione comunale aveva raggiunto un compromesso con gli operatori permettendo di sbloccare l’autotutela (decisa dall’amministrazione precedente) che fino a quel momento aveva impedito l’inizio dei lavori. Eliminando un poco di volumetria dagli edifici previsti in Piazza Maffeis e in via Roma (volumetria che andrà ricollocata chissà dove e chissà come) si era giunti ad un accordo che aveva permesso agli operatori di iniziare a costruire. Se nonché, i costruttori, viste le scarse richieste di acquisto legate all’attuale situazione economica poco favorevole, hanno deciso di prendere tempo confidando in una futura ripresa dell’edilizia.
Attualmente sul piano integrato pare essere calato il silenzio, ma noi del comitato abbiamo intenzione di continuare a seguire la vicenda, modificando il nostro nome in “Comitato per il Controllo del Piano Integrato”. Ciò che vorremmo capire è se l’argomento Piano Integrato non è più ritenuto prioritario per l’amministrazione e se, da parte loro, c’è un calo del giusto livello d’attenzione che un piano come questo richiede. Non ci sarà un altro piano integrato, questa è l’ultima change che il nostro paese ha per ritornare ad avere un centro vivibile e vissuto e per non diventare un dormitorio senza più centro, piazza e negozi.
Qualche settimana fa avevamo depositato in comune una richiesta ufficiale di chiarimenti.
Ieri siamo riusciti ad avere un incontro con l’assessore Tagliaferro.
Questi i punti sottoposti alla sua attenzione:

1) L’unico progetto per ora depositato e partito è quello di via Pace angolo via S.Bernardo.
DIA (dichiarazione inizio attività) presentata in data 25/11/2009 n.0035233 per i soli scavi di sbancamento. Presentata ulteriore DIA a febbraio 2010 e rigettata, ripresentata in data 20 marzo. Teoricamente non si poteva cominciare a costruire prima del 20 aprile ma i lavori sono cominciati ben prima che i termini della DIA scadessero. Sono state fatte segnalazioni ai vigili ed inviate foto documentali, ma non è successo nulla. C’è qualcuno che controlla e verifica queste situazioni? L’ufficio competente da noi interpellato ha risposto che gli è stato tolto il controllo del territorio…..ma allora chi controlla? I vigili? Ma se sono sempre pochi e non si riesce ad averli a disposizione neppure davanti alle scuole quando servono. Noi riteniamo che le opere del piano integrato dovrebbero avere un controllo maggiore ed una visione d’insieme delle opere stesse che i vigili non possono avere.
2) Durante la precedente amministrazione era stata votata in consiglio comunale una mozione (presentata dall’attuale sindaco Landonio e passata all’unanimità) che imponeva di far passare al vaglio della commissione urbanistica (ora commissione paesaggio) tutte le opere del piano integrato.
Eppure già il primo progetto è stato presentato come DIA, tra l’altro per soli scavi, e pronti via, si parte a costruire. L’assessore ha spiegato che la mozione era stata accolta in consiglio comunale ma non era stata tradotta in atto amministrativo dalla passata amministrazione. Ma allora cosa serve votare in consiglio comunale se poi le decisioni dell’organo che dovrebbe essere sovrano sono disattese senza che nessuno faccia nulla? Non possiamo accettare che quella decisione, insieme ad altre prese in quella sede, vengano messe nel dimenticatoio. Chiediamo fermamente al Sindaco che le faccia rispettare e che dia seguito al quel atto del consiglio comunale in maniera ufficiale ed inequivocabile.
3)
La costruzione che dovrebbe sorgere in piazza della Vittoria prevedeva anche dei negozi…..negli ultimi progetti circolati (ma forse ancora non depositati) i negozi sono spariti insieme alla piazzetta con parcheggi…..tutta la comunità di Barbaiana aspetta da anni una piazza in cui ricominciare a far rivivere il paese, con negozi e magari una zona 30…..non deludiamoli!
4) Recupero delle cubature tolte da piazza maffeis: dove andranno a finire? Di più , di meno? Le ultime notizie danno per certo il posizionamento in via Omero, con qualche recupero anche in altre zone…..vorremmo essere rassicurati sul posizionamento, sulla quantità e soprattutto vorremmo che in quella zona eventuali nuove edificazioni tengano conto della problematica delle scuole, della chiusura della strada negli orari di entrata ed uscita bambini e della possibilità di inserire una pista ciclabile che permetta ai bambini di arrivare a scuola in sicurezza.
5) Edilizia convenzionata…….non se ne parla più, ma ci sarà? Sicuramente nel palazzo attualmente in costruzione non ce n’è ombra…..dove sarà posizionata?
7) Anche se gli operatori decidono di aspettare a costruire come sembra essere l’aria che tira, le opere di urbanizzazione previste dal cronoprogramma devono essere fatte subito e non quando fa comodo. Visto che sono veramente poca cosa rispetto al costruito non vorremmo che finissero pure loro nel dimenticatoio…..

Conosciamo tutti le numerose lacune che questo piano conteneva già in partenza: grosse concessioni di volumetrie a fronte di scarsissimi vantaggi per la comunità.
Ora l’amministrazione fa intendere che questo problema è stato risolto con l’ultimo accordo.
Non è così, l’accordo ha permesso di sbloccare l’empasse che si era creata e di mitigare in parte l’impatto della volumetria eccessiva in centro, ma un piano come questo va governato fino in fondo e ogni singola opera va analizzata in una visione d’insieme.
Lo strumento stesso del Piano Integrato di Intervento nasce per riqualificare i centri storici degradati concedendo aumenti di volumetria ai proprietari che devono inserire il loro progetto singolo in un progetto più ampio coordinato dalle amministrazioni e che porta benefici a tutta la comunità. I danni fatti in passato difficilmente potranno essere sanati, cerchiamo perlomeno di limitarli e di non farne di nuovi.
In questa ottica portiamo la nostra proposta all’amministrazione:

- istituzione di una apposita commissione che vagli e coordini le opere del piano integrato

- apertura della commissione anche ad un nostro tecnico

- elaborazione di un nuovo cronoprogramma delle opere di urbanizzazione, che preveda anche una riqualificazione della viabilità

- definizione delle linee guida per la progettazione delle opere del piano integrato
- rendere esecutiva con atto amministrativo la decisione del consiglio comunale di cui sopra.

Rimaniamo in attesa di risposta.

Comitato per il controllo del PII di Barbaiana

*
A seguito di segnalazioni giunteci da più persone ed in attesa di ulteriori chiarimenti, in accordo con gli scriventi della lettera, abbiamo ritenuto opportuno eliminare il punto 3 relativo ai sottotetti pubblicato in prima stesura, in quanto contenente delle informazioni a quanto pare inesatte. Se così fosse ce ne scusiamo con i diretti interessati.

mercoledì 12 maggio 2010

Una bicicletta non fa primavera (ma tante sì)

Domenica 9 maggio, anche Lainate ha partecipato alla prima “Giornata Nazionale della Bicicletta”.
Un breve intervallo di cielo sereno nel bel mezzo di una piovosissima primavera ha permesso ad un nutrito gruppo di ottimisti su due ruote di attraversare le strade e i sentieri verdi di Lainate e di raggiungere la destinazione finale: piazza Vittorio Veneto, dove i numerosi bambini intervenuti hanno potuto godersi un meritato ghiacciolo.
Sfortunatamente al rientro verso casa l’intervallo è terminato bruscamente e il gruppo dei pedalatori delle frazioni è stato sorpreso da un violento acquazzone.
Insomma non ci si è fatti mancare nemmeno il battesimo dell’acqua.
Pedalata bagnata, pedalata fortunata hanno sentenziato gli ottimisti ad oltranza. Consideriamolo come buon auspicio per le prossime edizioni.

Noi dell'associazione Cartoline da Lainate abbiamo proposto e collaborato alla realizzazione di questa prima “Biciclettata di Primavera” con in mente una frase, forse banale ma non per questo scontata: “Tutte le attività umane si basano sull’individuo, e la soluzione dei problemi collettivi non spetta solo e sempre agli altri”.
Abbiamo quindi pensato che ognuno di noi, singolarmente, potrebbe compiere un primo, semplice e concreto gesto per tentare di rendere reale il sogno di una città liberata dalla morsa del traffico e dell’inquinamento, e questo gesto è un gesto naturale e sano: il gesto di innalzarsi sui pedali di una bicicletta guardando le nostre strade da una prospettiva diversa, quella che si gode dall’alto di un sellino.

L’evento della biciclettata rientra in una serie di azioni che abbiamo e vorremmo intraprendere per stimolare l’amministrazione ad agire nella direzione di un miglioramento della vivibilità del nostro territorio.
Come primo passo abbiamo preparato e presentato una proposta di progetto per una mobilità dolce, progetto che abbiamo protocollato al termine di una gara simbolica tra bici e automobile.
Attualmente stiamo facendo da trait d’union tra tecnici della Federazione amici della bicicletta (FIAB) e l’amministrazione, per creare un tavolo di lavoro che porti alla realizzazione di percorsi ciclopedonali coerenti e funzionali all’interno del comune e in collegamento con i comuni limitrofi.
Il prossimo obbiettivo che ci siamo dati è quello di creare un “ufficio biciclette” per il territorio di Lainate.

Partiamo dalla convinzione che l’utilizzo quotidiano della bicicletta consentirebbe un migliore godimento degli spazi urbani, consentirebbe di ridisegnare itinerari inediti di spostamento, consentirebbe di vivere la città e il territorio in modo più pieno.
Le strade delle nostre città hanno perduto la loro funzione di luogo di socializzazione e incontro mantenendo quasi esclusivamente una funzione di transito, bisognerebbe ritrovare il giusto equilibrio in modo che possano tornare ad essere anche luogo di incontro e di gioco spontaneo per i bambini, come lo erano prima che la motorizzazione di massa li confinasse in riserve protette.

Vorremmo innalzare la bicicletta e il suo ritmo ideale, né troppo veloce né troppo lento, a simbolo di un futuro ecologicamente sostenibile.
Ma non come idealisti sognatori, ma come pragmatici pianificatori di un futuro migliore, consapevoli che un simbolo da solo non è in grado di trasformare una realtà fatta di grandi arterie stradali congestionate e urbanizzazione selvaggia ma consapevoli anche che questo simbolo può essere un primo passo, un primo forte impulso dal quale partire per migliorare il volto delle nostre città.
E in quest'ottica noi, singolarmente, cosa possiamo fare?
Potremmo intanto cominciare a farci una semplice domanda ogni qual volta dobbiamo spostarci da un luogo all'altro: questa volta usare l'automobile è necessario? E' la scelta migliore e più conveniente?
Alle volte sono sufficienti delle domande per cambiare lo stato delle cose.

sabato 8 maggio 2010

Chi ha risposte si faccia avanti

I genitori possono contribuire a migliorare lo stato della “scuola pubblica” a cui affidano l’educazione e l’incolumità dei propri figli?
Si possono cambiare le cose partendo dal basso o dobbiamo rassegnarci a parcheggiare i nostri bambini e i nostri ragazzi in luoghi che anno dopo anno paiano perdere autorevolezza e capacità didattica?
Con queste domande a fare da presupposto si è svolto giovedì 6 maggio l’incontro del comitato genitori dell'Istituto Comprensivo Cairoli.
All’incontro era presente in rappresentanza dell’amministrazione comunale il tecnico Zannini.
Alla sua attenzione sono stati segnalati una serie di problematiche inerenti la sicurezza, le anomalie e la scarsa manutenzione a cui l’edificio è soggetto.
Il tecnico ha preso nota delle segnalazioni e ha garantito che provvederà a sollecitare e attivare i canali idonei nel rispetto delle priorità.

Tra le varie domande che sono aleggiate nella sala una merita, a nostro giudizio, di essere sottolineata : “ A che serve l’inutile e sgangherato blocco della strada nelle ore di apertura e chiusura della scuola?”
Sgangherato perché la strada è bloccata in un tratto distante duecento metri dai cancelli d’entrata ed inutile, se non controproducente, perché non attenua affatto ma semmai congestiona ulteriormente il traffico automobilistico.
I futuri lavori del Piano di Lottizzazione 17 in fondo a via Caracciolo, che prevedono una nuova strada e nuovi parcheggi potrebbero mitigare i problemi di viabilità durante le ore di scuola, ma se dobbiamo attendere la loro realizzazione finale con buona probabilità potranno goderne i benefici i figli degli alunni di oggi.
In passato si era pensato ad un senso unico lungo via Cairoli affiancato da una pista ciclabile collegata al percorso pedonale già esistente, perchè non ripensare a questa soluzione?

Ma il tema sul quale più si è dibattuto durante l'incontro è stato quello dei tagli alla scuola pubblica, e sottolineiamo solamente alla scuola pubblica.
Un tema che dovrebbe interessare e preoccupare tutte le famiglie che hanno figli nelle scuole di ogni ordine di grado (dalla materna alle superiori) e che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla didattica e sulla cultura dei nostri figli.
Nell'istituto comprensivo di via Cairoli sono previsti per il prossimo anno, secondo il piano organico provvisorio del personale tre posti in meno per i docenti, quattro per il personale ATA, due per il settore amministrativo.
Nel mese di luglio uscirà il piano organico del personale definitivo.
Non tutti i genitori sono al corrente del fatto che durante quest'anno scolastico c'è già stata una riduzione del personale docente, ammortizzata con acrobazie gestionali che forse non sono state notate, ma che in un qualche modo hanno avuto effetti deleteri per la didattica offerta ai nostri figli.
Ad esempio a seguito dell'assenza per malattia di un'insegnante per 26 giorni di fila è venuta a mancare l'assegnazione della supplenza, pertanto i bambini sono stati suddivisi nelle altre classi creando disagio a loro stessi e alle classi in cui sono stati provvisoriamente assegnati.
Ribadiamo la domanda iniziale: i genitori possono contribuire a migliorare lo stato della “scuola pubblica” a cui affidano l’educazione e l’incolumità dei propri figli?
E se sì come?
Chi ha risposte a queste domande si faccia avanti.

mercoledì 5 maggio 2010

Giornata nazionale della bicicletta


Il 9 maggio 2010 si terrà la prima “Giornata Nazionale della Bicicletta” iniziativa promossa dal Ministero dell'Ambiente.

Una giornata ecocompatibile che rappresenta per i singoli cittadini l'occasione per testimoniare
la propria voglia di mobilità cittadina alternativa e sostenibile, per reclamare il proprio diritto a una migliore qualità della vita urbana e per chiedere che vengano create le condizioni per una mobilità meno convulsa, dove la bicicletta gioca un ruolo fondamentale nella lotta al traffico e all'inquinamento.

“Cartoline da Lainate” con il patrocinio del comune di Lainate organizza la prima edizione della


una pedalata rilassata di pochi kilometri che attraverserà le vie e i sentieri verdi di Lainate e delle frazioni

Ritrovo
Lainate: Piazza Vittorio Emanuele ore 15.00
Barbaiana, Grancia, Pagliera: Piazza del mercato ore 15.00


I due gruppi si incontreranno presso il Percorso Vitae del canale Villoresi per ritornare uniti a Lainate.

giovedì 22 aprile 2010

La scuola, un bene comune in grossa difficoltà

"La scuola come appare ai genitori di Lainate, Barbaiana, Grancia e Pagliera", "la situazione finanziaria delle nostre scuole", "il tempo scuola e il percorso scolastico".
Questi sono stati gli argomenti dibattuti durante un confronto pubblico tra genitori, insegnanti e dirigenti scolastici degli Istituti Lainatesi svoltosi Venerdì 16 aprile presso la Scuola Primaria di via Cairoli.
Si è partiti dall'analisi del questionario proposto ai genitori dal “Coordinamento genitori democratici Lainate”.
Il questionario poneva quesiti relativi alla conoscenza della didattica, dell'organizzazione e del clima scolastico, del futuro della scuola pubblica e delle informazioni scuola\famiglia.
Dall’analisi delle risposte è emerso un buon indice di soddisfazione riguardo la didattica, un forte consenso all’introduzione del voto di condotta e all'organizzazione del tempo pieno.
Si evince altresì, considerando l’astensione nelle risposte relative all'organizzazione scolastica, che le famiglie non sono ben informate, pare manchi una percezione chiara e definita dell'attuale assetto scolastico seguito alla recente riforma.
A seguito dell’analisi del questionario ha preso la parola la dottoressa Breviglieri, dirigente dell'Istituto Comprensivo Lamarmora che, analizzando la situazione finanziaria delle nostre scuole, ha presentato un quadro storico dei fondi entrati in bilancio negli ultimi cinque anni.
Fondi provenienti in buona parte dal Ministero della Pubblica Istruzione, che coprono le spese relative ai materiali, al personale docente e ATA di ruolo, e ai supplenti.
Per la precisione per le nomine annuali i docenti vengono retribuiti dal ministero mentre per le supplenze brevi la scuola anticipa i versamenti degli stipendi e in fase successiva lo Stato rimborsa la scuola.
Ulteriori fondi provengono dal Comune: i cosiddetti fondi per il Diritto allo Studio, erogati per i progetti, per l'acquisto di attrezzature e materiale di consumo.
Infine esistono i contributi volontari dei genitori per provvedere all'acquisto di risme per le fotocopie, scottex, carta igienica, sapone.
La dottoressa ha precisato che lo scorso anno, a seguito della circolare del 14 dicembre 2009, non è stato elargito, da parte dello Stato, il Fondo per il Funzionamento Generale -amministrativo e didattico- che in parte serviva a pagare le supplenze brevi.
Ha successivamente presentato il D.M. 21 – 2007 che in pratica diminuisce “i fondi per pagare le supplenze dei docenti e per il personale Ata” e impone alle scuole di “nominare supplenti solamente per periodi superiori ai cinque giorni di assenza.”
L'intervento successivo del dott. Salvatore Guida psicopedagogista della coop. Stripes di Rho ha posto l'accento su quanto le scarse disponibilità economiche della scuola penalizzino l'andamento di una didattica funzionale.
Il dibattito seguito, incentrato sulla “qualità del tempo scuola e della didattica”, ha fatto emergere il senso di precarietà e di disagio percepito dai docenti e la diffidenza che pare essersi generata nelle famiglie nei confronti della scuola.
Un intervento ha denunciato il forte disagio che si crea quando un'insegnate si ammala e non viene sostituita da un supplente: i bambini, con le loro sedie, sono costretti a migrare in altre aule, creando difficoltà nella conduzione delle normali attività didattiche della classe ospitante e perdendo a loro volta tempo per l'apprendimento.
Tali disagi sono ormai all'ordine del giorno e spesso le famiglie non ne sono a conoscenza.
Un giorno di supplenza nella scuola primaria costa 82,86 euro e nella scuola di secondo grado 89,75, considerando che le assenze per malattie hanno una alta incidenza, i fondi elargiti non sono sufficienti a coprire le necessità.
In queste condizioni la scuola, nel caso di assenza dell’insegnante, si limita ad assicurare agli alunni l’unico diritto che rimane inderogabile, quello all’incolumità fisica, organizzando “la guardia agli alunni, basta che non si facciano male” dirottandoli in altre classi.
La nomina di un supplente al fine di assicurare il diritto allo studio diventa un fatto assolutamente residuale, accade solo in caso di assenze che si protraggono per diversi tempo.
In queste condizioni è necessario che ogni scuola faccia bene i propri conti, sperando nella buona salute degli insegnanti e confidando che in caso di maternità le docenti non usufruiscano di congedi facoltativi, poiché questi ultimi vengono retribuiti in prima battuta dalle scuole.
Se non è più possibile assicurare un servizio paragonabile a quello assicurato finora, non sarebbe più corretto che il decisore politico stabilisca regole più restrittive, ma chiare ed uguali per tutti su tutto il territorio nazionale?
Sicuramente non è corretto che il costo della fruizione di determinati benefici individuali da parte del personale della scuola si scarichi sul diritto allo studio degli alunni o dia luogo a forme di tassazione non trasparente a carico dei genitori.
A noi genitori non resta che creare un sistema informativo che ci coinvolga attraverso i comitati genitori e consigli di istituto, oltre che promuovere confronti periodici costruttivi e propositivi tra famiglie, scuola e amministrazione comunale.
Tutto ciò necessita di una partecipazione attiva di genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e amministrazione comunale, ma anche della cittadinanza, perché la scuola è un bene comune e strategico per la crescita e la formazione della futura società civile.

martedì 13 aprile 2010

La giornata del Verde Pulito nell’area del futuro parco del Lura

In un precedente post avevamo scritto a proposito dell’adesione da parte del comune di Lainate al Parco Locale di interesse Comunale del Lura.
In quella occasione erano state affidate in comodato d’uso gratuito al consorzio Plis Lura aree verdi di proprietà comunale.
Lainate aveva fatto questa scelta, come si legge nel sito del comune, per “consolidare la salvaguardia delle aree inedificate fra Lainate e l’Alfa Romeo. Per connettere le aree regionali protette (come il Parco delle Groane) col sistema del verde urbano. Per valorizzare la presenza del corso d’acqua, ricostruendo, per quanto possibile, il paesaggio delle sue sponde. Per dotarsi di una struttura di gestione del verde territoriale, che non può essere affidato alle normali strutture comunali”.
Parole belle e pienamente condivisibile peccato che fino ad ora non si erano ancora tradotte in azioni concrete.
Oggi, in un periodo in cui il nostro misero patrimonio verde sta subendo duri colpi ed è destinato a subirne ancora (vedi riqualificazione area ex Alfa Romeo e ampliamento autostrada A8) ci fa piacere segnalare che quelle belle parole stanno trovando compimento.
Durante l’ultima riunione della commissione ecologia è stato presentato il progetto del parco Alfa Romeo i cui lavori partiranno a settembre 2010 con una prevista conclusione a dicembre 2011

L'area interessata dal progetto è situata tra l’alzaia sud del canale Villoresi, l’ex area Alfa Romeo e la sponda sinistra del torrente Lura.
I lavori permetteranno di recuperare un’area attualmente abbandonata trasformandola in un’area verde naturalistica e fruibile dalla cittadinanza.
Il progetto prevede la realizzazione di un parco dove l’acqua attinta dal canale Villoresi formerà un laghetto artificiale di circa 5.000 mq con una profondità massima al centro di 2 metri,
Attorno al laghetto che avrà la forma della Rosa Camuna della regione Lombardia , si snoderà un percorso in calcestre con aree di sosta, prati e quinte verdi.
Attualmente l’area interessata è attraversata dal canale secondario Passirana, un derivatore del Villoresi; tale canale verrà mantenuto e costituirà l’asse centrale del laghetto.
Per quanto riguarda la sistemazione del verde si intende migliorare la situazione arborea esistente riducendo la presenza di specie non autoctone o poco pregiate come la Robinia e il Ciliegio Tardivo e impiantando alberi maggiorente pregiati.
I lavori possono partire grazie ad un finanziamento di 400.000 euro erogato dalla Provincia di Milano nell’ambito degli interventi per il potenziamento del sistema regionale delle aree protette
Il progetto e la responsabilità della realizzazione saranno a carico del Consorzio Parco del Lura con la consulenza del consorzio est Ticino Villoresi

Unica pecca è che l’area interessata dalla riqualificazione è periferica e decentrata rispetto all'abitato e tra l'altro difficilmente collegabile al resto del parco del Lura e ai suoi bei percorsi ciclopedonali che partono più a nord, nel territorio di Saronno.
Recuperare questi terreni attualmente abbandonati e renderli fruibili alla cittadinanza è comunque un'azione meritoria, ma per permettere che la gente ne prenda possesso e ne usufruisca pienamente è necessario, oltre che riqualificare l’area, renderla comodamente accessibile, conosciuta e vissuta.

In questa ottica domenica 18 aprile il Consorzio del Parco del Lura organizza, in collaborazione col comune di Lainate, la GIORNATA DEL VERDE PULITO INSIEME PER IL VERDE COMUNE, per conoscere più da vicino il Parco del Lura.
Una mattinata "lavorativa" per pulire una zona dell'area parco e per fare conoscere il progetto.
Ritrovo per la pulizia del territorio: ore 8.30 parcheggio di via Ponte delle Alpi.
Ai partecipanti saranno forniti i materiali necessari per l'attività

venerdì 9 aprile 2010

La dove c'era un percorso verde ora c'è.....

Ora che lungo il sentiero del Lazzaretto gli operai hanno terminato il loro compito e il fragore delle motoseghe è cessato il silenzio è tornato.
Un silenzio irreale.
Gli uccelli tacciono spaesati, hanno perduti i loro riferimenti.
I rami su cui trovavano riparo ora giacciono a terra schiantati.
Centinaia e centinaia di alberi stanno riversi a terra.
Ora che il lavoro è terminato anche noi percorriamo il sentiero in preda a sentimenti confusi.
L'indignazione iniziale, provata di fronte a questo sacrifico, ha lasciato il posto ad una insofferente presa d'atto.
Ora che minore è il rischio di trinciare giudizi istintivi e irrazionali è arrivato il momento giusto per tentare qualche considerazione a sangue freddo.
Ci è stato spiegato che l'area intorno al Lazzaretto è di libero accesso pubblico ma è di proprietà privata.
Ci è stato spiegato che l'abbattimento degli alberi è stato effettuato in osservanza a tutte le regole.
Ci è stato spiegato che la provincia, competente per le aree boschive, ha dato la sua piena autorizzazione.
Ci è stato spiegato che il taglio periodico delle piante fa parte della normale pratica agricola ed è legittima fonte di reddito per i proprietari.
E' difficile assistere all'azzeramento dei pochi polmoni verdi che ci rimangono e sentirsi dire che è tutto legittimo, è difficile ma ne prendiamo atto.


Comprendiamo che l'abbattimento indiscriminato di un intero bosco è una pratica legittima, come legittimo è stato il taglio di decine di altri alberi di fronte all'ingresso posteriore del Parco di villa Litta.
Alberi tagliati legittimamente dagli operai del consorzio Villoresi su autorizzazione comunale per motivi di sicurezza e lasciati rotolare nell'alveo in secca del canale e li bruciati.
Legittimo sarà pure l'abbattimento del vecchio pino che attualmente fa bella mostra di se di fronte all'ex cinema Ariston, il quale verrà legittimamente abbattuto per non intralciare i lavori di ristrutturazione dell'edificio.
Tutto legittimo, tutto nella norma, tutto autorizzato dalle autorità competenti e da fior fiore di esperti agronomi.
Ma se le regole attuali legittimano tali pratiche anche in un territorio quasi interamente urbanizzato come il nostro è forse arrivato il momento di porsi delle domande e soprattutto di cercare le soluzioni.
In un territorio come quello di Lainate, accerchiato da cemento e inquinamento atmosferico, l'esiguo verde rimasto non può, a nostro avviso, essere regolamentato da leggi simili a quelle che regolamentano territori a più ampia destinazione agricola o boschiva.
Il poco verde che ci rimane dovrebbe essere considerato e preservato al pari del più prezioso patrimonio storico o addirittura, a nostro avviso, con maggiore attenzione considerato che stiamo parlando di un bene primario: parliamo di ossigeno, di terra e di vita.
Allora se le regole attuali autorizzano gesti che tengono in scarsa considerazione i nostri bisogni primari forse è arrivato il momento di rivederle queste regole.
E bisogna decidere in fretta prima che non rimanga più nulla da preservare.
E' necessaria una volontà politica forte per attuare scelte che sebbene appaiano in controcorrente vanno però nella direzione del bene comune.
Chiediamo quindi all'amministrazione di fare scelte politiche ben precise per la tutela del nostro esiguo patrimonio naturale
Nelle linee guida per il riavvio della procedura di redazione del PGT, che questa amministrazione ha recentemente adottato, leggiamo che vengono considerati prioritari argomenti come “lo stop al consumo del territorio” e la realizzazione di aree verdi interconnesse.
Ci auguriamo che in quest'ottica l'amministrazione si attivi per vincolare il maggior numero di aree verdi possibili.
Esistono strumenti come i PLIS (parchi locali di interesse sovracomunale) istituiti autonomamente dai comuni interessati e riconosciuti dalla Regione Lombardia.
Non si tratta di zone a protezione integrale, ma di aree che svolgono una funzione di contenimento dell'espansione urbana oltre che di salvaguardia e valorizzazione degli ambienti naturali e di tutela e incentivazione dell'attività agricola.
Perchè non pensare, in accordo con il comune di Nerviano, di istituire un Parco del Villoresi-Lazzaretto? Perché non farne un luogo destinato alla cura e alla conoscenza di quel poco di verde che ci rimane? Un percorso guidato per le scolaresche con tanto di biblioteca degli alberi e percorso naturalistico?


Un altro passo concreto potrebbe essere l'avvio del tanto promesso parco delle frazioni. Da tempo sono stati effettuati la definizione del perimetro e il progetto di massima, salvo poi scoprire che i terreni interessati sono solo per il 40% di proprietà comunali, il rimanente è ancora di proprietà privata.
Per il progetto del parco delle frazioni sono già stati accantonati e sono a disposizione 400.000 euro.
Acquisire le aree mancanti e piantumarle, rendendole partecipate e vissute dai cittadini potrebbe essere il primo passo concreto nella direzione reale della salvaguardia del territorio.
E facciamolo questo passo.

giovedì 1 aprile 2010

Per una cultura della mobilità

Riceviamo questa "cartolina da Lainate" e la rigiriamo alla vostra attenzione:

Il Consiglio Comunale aperto svoltosi lo scorso 25 marzo, dedicato alla presentazione del progetto relativo all'ampliamento dell'autostrada Milano/Laghi, ha visto la partecipazione attiva della cittadinanza, che ha espresso, com'era più che prevedibile, preoccupazione, sgomento, ed indignazione.
Sentimenti che, detto per inciso, mi trovo assolutamente a condividere.
Tuttavia, si possono leggere in tutto questo una serie di contraddizioni che coinvolgono trasversalmente molte forze in gioco, così come le stesse posizioni e rimostranze espresse dai cittadini.
Nessuno degli intervenuti sembra infatti aver minimamente tenuto in considerazione un dato oggettivo derivante da un fenomeno di ben più ampia portata: il potenziamento di questa infrastruttura, apparso praticamente a tutti come abnorme, coatto, cieco, incurante delle gravi problematiche che viene a creare nei confronti del territorio e della vita dei cittadini che lo abitano, è di fatto l'espressione di un intero sistema economico e produttivo, o meglio di un modello economico del quale non solo facciamo tutti parte, ma che addirittura invochiamo e difendiamo a spada tratta qualora qualsivoglia fattore minacci di comprometterne l'equilibrio e la stabilità, sul piano economico così come su quello degli interessi e dei vantaggi - pur presunti che possano poi rivelarsi - personali.
Lo invochiamo nel ribellarci alla chiusura di un importantissimo polo produttivo quale quello dell'AlfaRomeo, non solo sottolineandone le conseguenze in termini occupazionali (e quindi, appunto, economici), ma perfino rivendicando il valore storico e culturale che una realtà produttiva così radicata nel territorio ha significato sotto il profilo dell'identità culturale e sociale dei suoi cittadini.
Più o meno consapevolmente, riaffermiamo poi lo stesso modello attraverso l'uso massiccio che ognuno di noi fa dell'automobile.
Un uso incondizionato, irresponsabile: ciascuna automobile, che inquina, che riscalda il pianeta, che ingombra (anche dal punto di vista estetico/paesaggistico) rispetto ad ogni altra soluzione di mobilità, che diventa rifiuto in gran parte non riciblabile, ciascuna automobile trasporta nella maggior parte dei casi un solo individuo, il conducente.
Un uso non di rado maniacale, feticistico: l'automobile è ancora uno status symbol, la vogliamo bella, grande, potente.
E con l'automobile vogliamo andare dappertutto, la usiamo nei nostri piccoli centri urbani, in ogni via o vicolo, per spostarci di poche centinaia di metri, per raggiungere, partendo da casa nostra, ogni angolo del pianeta.
Ma non solo, esigiamo o almeno sognamo di farlo senza ingorghi di traffico, vogliamo correre, avere le strade libere, sgombre, veloci.

Insomma, vogliamo produrre automobili, per la sicurezza occupazionale rappresentata da questo settore e dall'enorme indotto produttivo che ne deriva.
Poi, indipendentemente dall'utilizzo che ne faremo, vogliamo innanzitutto possedere automobili, due, tre per nucleo familiare.
Infine, pretendiamo di utilizzarle senza alcuna presa di coscienza di quanto la scelta - radicale o anche solo occasionale - di ognuno di noi possa significare nei confronti di un'intera comunità, se non di un intero pianeta.
Automobili sì, allargamenti delle infrastrutture che ne celebrino con deliberata sfrontatezza l'assoluto dominio sulla nostra vita, no.
Una posizione come minimo incoerente, che non sembra curarsi di incentivare istanze, progettualità e ricerca rispetto a come sviluppare sistemi di mobilità alternativa e sostenibile.

Messi a confronto con la maggior parte degli altri paesi europei (ma non solo), non abbiamo nemmeno la speranza di vedere un giorno realizzata una rete ciclabile degna di tale definizione, così come non abbiamo speranza di poter usufruire di un servizio di trasporto pubblico che gratifichi l'utente, invece di mortificarlo attraverso i disagi ed il degrado che caratterizzano mezzi, "stazioni" e fermate.
In particolar modo per quanto riguarda la nostra specifica realtà locale, temo proprio che non abbiamo nemmeno la speranza di veder un giorno realizzato un centro storico pedonale, obiettivo peraltro raggiunto in altri comuni appartenenti alla nostra stessa area territoriale.
Il tutto, evidentemente, rinunciando perfino a pensare di poter perseguire e realizzare ben altro modello di qualità urbana, e con esso tutti gli effetti positivi di carattere sociale e culturale che potrebbero derivarne.
Il progetto della quinta corsia - con il suo esplodere di svincoli, rotatorie, ponti e rampe - rappresenta uno scempio per il nostro territorio e rischierà di compromettere ulteriormente la già precaria qualità della nostra vita?
Niente di più certo.
Pretendere però di impedirne la realizzazione senza voler mettere in discussione non solo un intero sistema di cui tale infrastruttura è parte integrante, ma altrettanto il peso che il comportamento e le scelte di ognuno di noi possono determinare, così come l'espressione civile di cui la nostra comunità potrebbe dimostrarsi capace, evidenzia grosse contraddizioni, non meno "insostenibili" dell'ennesima colata di cemento sulle nostre terre.
Massimo Giuntoli

martedì 30 marzo 2010

Lainate e l'autostrada: 90 anni di primati non richiesti

Nel lontano 21 settembre del 1924 venne inaugurato a Lainate il primo tratto di quella che diverrà l'autostrada dei Laghi e che sarà la prima autostrada a pedaggio realizzata in Italia.
Da allora l'abitato di Lainate è tagliato in due da un nastro d'asfalto che per quanto certamente utile alla comunità nazionale rappresenta pur sempre un taglio nel tessuto locale, una ferita che provoca non pochi disagi.
Dopo quell'iniziale primato autostradale italiano del 1924 Lainate non se ne è più fatto mancare uno; a voi decidere se considerarlo un vanto o meno.
Il prossimo primato è di imminente realizzazione: la Società Autostrade S.p.A. ha deciso di allargare l’Autostrada A8 dallo svincolo di Lainate alla barriera di Milano Nord, inserendo per questo tratto, per la prima volta in Italia, la quinta corsia.
A seguito di una serie di incontri tra Autostrade, Regione Lombardia, Provincia di Milano e comune di Lainate, si è giunti alla soluzione progettuale resa pubblica durante il consiglio comunale aperto del 25 03 2010.


Ci spiace sottolineare che a quell'incontro mancavano, seppur invitati, i rappresentanti di Autostrade, della regione e della provincia.
Assenze che ci pare testimonino quanto questi enti siano poco vicini alle esigenze della popolazione locale.
Il progetto finale mostra, riportando quanto affermato dall'ente autostrade, “l’impossibilità tecnica di mantenere le manovre “da” e “per” Milano sul territorio del Comune di Lainate, anche a seguito dei dati sulla incidentalità legati al tratto autostradale prospiciente tali innesti imponendo, di fatto, la rinuncia di soluzioni alternative rispetto al ribaltamento del casello e alla collocazione delle citate manovre a sud delle stazioni di servizio che saranno ampliate come da progetto”...
“Dai dati presentati l’unico scenario soddisfacente dal punto di vista tecnico sembrerebbe essere quello del ribaltamento del casello autostradale, con eliminazione delle altre manovre in territorio di Lainate, in quanto altre soluzioni sono state presentate come improprie per la città perchè non farebbero diminuire (ma anzi aumenterebbero) le problematiche connesse al traffico di attraversamento.”

Riassumendo possiamo dire che Lainate subirà: l'ampliamento della sede autostradale di oltre 10 metri in totale; ampliamento che comporterà l'abbattimento di numerose abitazioni.
La creazione di una nuova enorme area di servizio prospiciente all'Autogrill che determinerà il sacrificio di un'area a destinazione agricola tra l'altro svenduta in passato a società autostrade a costi irrisori.
Il ribaltamento del casello che, al di là delle motivazioni addotte dall'ente autostrade, pare una scelta fatta per agevolare il nuovo mega centro commerciale e i nuovi insediamenti abitativi previsti con la riconversione dell'area ex Alfa Romeo.
Davanti a queste scelte imposte dall'alto probabilmente la cittadinanza e l'amministrazione di Lainate hanno ben poco potere decisionale.
L'amministrazione ha deciso di non opporsi a queste scelte e di richiedere a Società Autostrade alcune azioni che compensino in qualche maniera i disagi che dovremo subire.
Da parte nostra avevamo già presentato un suggerimento in merito al quale aggiungiamo nuove considerazioni: oltre a richiedere la realizzazione di barriere fonoassorbenti/fotovoltaiche di alta qualità, tecnologicamente innovative e in armonia ed equilibrio con il paesaggio anche sotto il profilo cromatico andrebbe pretesa, come compensazione ambientale per l’aumento del traffico, l'installazione di impianti di filtraggio dell’aria e soprattutto la messa a dimora di un congruo numero di alberi per schermare le barriere e immettere ossigeno in maniera naturale nell'aria.
- Impianti di filtraggio dell’aria: ogni impianto filtra circa 10.000 mc/ora e abbatte dal 70 al 97% delle sostanze inquinanti. www.systemlife.eu / ha ricevuto il premio innovazione di Legambiente - Tunnel fonoassorbenti: nell’area di Genova Autostrade ha realizzato tunnel fonoassorbenti che generano angoscia sia negli utenti della strada sia fra i residenti. Da rigettare senza rimpianto. Bisogna richiedere a Autostrade tunnel innovativi come quello di Cologno (Autostrada Serravalle).
- Fotovoltaico: Con l'energia prodotta si possono illuminare le piste ciclabili e le vie cittadine, gratuitamente.
- Alberi: Una tonnellata di massa legnosa corrisponde circa a 1 tonnellata di CO2. Gli alberi oltre a schermare la barriera, depurano l'aria, riducono lo stress di avere un muro di fronte, creano benessere.
- Profilo cromatico: Il colore della barriera ha un impatto fortissimo su chi la guarda, è come il muro di Berlino. Oggi si tende a fare questi muri verde "ramarro" che sono angoscianti. Il colore deve creare armonia.

giovedì 25 marzo 2010

La quotidianità dell'indecenza

Riceviamo questa "cartolina da Lainate" e la rigiriamo alla vostra attenzione:

"Come genitore mi capita frequentemente di accompagnare i miei bambini a scuola.
Il tragitto da casa è breve e quindi preferiamo percorrerlo a piedi.
Per non aprire troppe parentesi polemiche non voglio commentare lo stato pietoso di molti dei marciapiedi che percorriamo ma non posso evitare di farlo sulle condizioni indecenti del passaggio pedonale che collega via Roma a via Cairoli.
Per inciso si tratta dell'unico passaggio pedonale presente in paese e non è ben chiaro se verrà sacrificato o meno per fare posto alla strada di accesso alle nuove costruzioni che verranno edificate nell’ambito del PII di Barbaiana..
Il sentiero pedonale, il praticello che lo costeggia da una parte e il canaletto irriguo dall’altra sono costellati di cartacce e rifiuti vari, addirittura di sacchi della spazzatura abbandonati; e ci troviamo nel centro del paese, non in un area periferica abbandonata.
Per non parlare poi di quanto resta tra l’erba dopo le passeggiate dei cani (perché non prevedere un’area attrezzata per permettere ai proprietari di cani di farli sfogare senza imbarazzo?)
Questo fiorire di cartacce e immondizie varie è certo un problema ma il problema maggiore sta nel fatto che a forza di passare in mezzo a questo spettacolo desolante si finisce per farci l’abitudine, per considerarlo normale, per non farci neppure più caso, tanto che si finisce per non indigna neppure più.
Il mio timore è che i nostri bambini, assistendo quotidianamente a questo stato delle cose cresceranno nella convinzione che questa indecenza sia la regola, la normalità.


Ma il colmo dell’ironia si tocca il sabato, terminate le edificanti passeggiate mattutine per raggiungere scuola.
Il sabato infatti mi capita talvolta di portare i bambini al mercato, e loro mi hanno fatto notare che a pochi metri della folla e dalle variopinte bancarelle fa bella mostra di sé una clamorosa discarica improvvisata.
Mi rendo ben conto che l'amministrazione ha poche responsabilità nei confronti dell'inciviltà dei propri cittadini, ma una amministrazione che fa politica nel senso nobile del termine dovrebbe guardare al domani e se non opera bene oggi sarà responsabile dell’eventuale scarso senso civico dei propri futuri cittadini.
Io posso anche spiegare ai miei figli che la sciatteria e la maleducazione alla quale assistono quotidianamente non dovrebbero essere la quotidianità ma l'eccezione; io posso anche spiegare che le strade, le vie, le aree verdi delle nostre città appartengono a tutti e per questo motivo bisogna averne cura come si ha cura dei propri beni, ma se loro crescono circondati da questi esempi rischieranno di convincersi che questo è lo stato delle cose e questa è la quotidianità che ci meritiamo.
In virtù di questa considerazione chiedo agli uffici preposti di attivarsi per una campagna di pulizia più massiccia e capillare e per l’installazione di un maggiore numero di cestini della spazzatura, convinto come sono che anche gli incivili e i maleducati hanno qualche scrupolo a sporcare laddove esiste cura e pulizia.
Giuseppe"

domenica 21 marzo 2010

Lainate e l'autostrada, problemi e soluzioni possibili

Per Giovedì 25 marzo alle 21.00 è stato convocato presso il Padiglione delle Feste area ex Podere Toselli un consiglio comunale “aperto”, i cittadini potranno partecipare non solo come spettatori ma anche come interlocutori.
Il tema dell'incontro verterà sullo stato di avanzamento dei progetti autostradali nel tratto che interessa il territorio di Lainate: l'aumento delle corsie, lo spostamento del casello e l'ampliamento delle due aree di servizio.
Sono opere queste che avranno un forte impatto sul nostro territorio: verranno espropriati terreni, abbattute abitazioni, cementificati terreni ora agricoli e modificate viabilità esistenti, il tutto in nome di un presunto miglioramento infrastrutturale.
Sono opere già decise a livello nazionale e con fondi già stanziati, è probabile quindi che alla cittadinanza e all'amministrazione comunale di Lainate rimangano scarsissime possibilità decisionale a riguardo.
Noi pensiamo che l'amministrazione comunale abbia il dovere di non svendere il territorio e di pretendere dalla società autostrade che i disagi ai quali andremo incontro vengano degnamente ricompensati.
Si parla di sottopassi autostradali, di future piantumazioni che vadano a compensare le perdite di terreni verdi, qualsiasi altra idea o proposta da parte anche dei singoli cittadini sarebbe bene accetta.
A tale proposito settimana passata abbiamo sottoposto all'attenzione degli assessori di competenza un documento, di cui anticipiamo l'introduzione, riguardante le barriere autostradali fonoisolanti:
"Vorremmo segnalarVi lo stato di degrado progressivo in cui versano le barriere antirumore lungo l’autostrada, a Lainate, in particolare sul lato verso le frazioni.
Come documentato dalle fotografie, i pannelli di contenimento dei materassini fonoisolanti, in lana di roccia, sono volati via, in alcuni casi mancano anche i materassini.
A prescindere dal degrado che queste immagini trasmettono, vogliamo attirare la vostra attenzione sui rischi per la salute dei cittadini che vivono nellevicinanze.
E’ noto che le fibre di lana di roccia si frantumano e c’è il rischio che possano essere inalate. L’ARPA potrà essere più precisa su questo aspetto e informarVi sulla loro pericolosità.
Da qualche anno infatti nelle barriere antirumore si usa il poliestere in sostituzione della lana di roccia.
E’ anche evidente che mancando i pannelli di contenimento e il materassino fonoassorbente, i livelli di rumore, diurni e notturni, non rispettano i limiti fissati per legge.
A completamento di quanto già detto sulla lana di roccia, le attuali barriere, sui punti in cui scavalcano le strade comunali e la pista del Villoresi, non rispettano la norma EN 1794-2 allegato B.
La norma stabilisce che in caso di collisioni, non debbano cadere frammenti o componenti della barriera, che possano colpire le auto o le persone che vi transitano sotto o le case che si trovano nelle adiacenze.
Infatti in questi casi si usano barriere integrate antirumore e di sicurezza che abbiano superato il crash test.
Autogrill realizzerà la nuova grande area di servizio di Lainate, curando molto l'aspetto funzionale ed estetico in vista dell'Expo.
Questo concetto potrebbe essere esteso anche alle barriere che attraversano Lainate, che attualmente hanno un impatto devastante sul territorio, alterano l'equilibrio paesaggistico e creano un notevole degrado.
Sarebbe un atto di attenzione verso il territorio e i suoi abitanti se Autostrade optasse per un intervento di qualità , tecnologicamente innovativo, in armonia ed equilibrio sotto il profilo cromatico, per una rivalutazione paesaggistica e ambientale dell’intervento.
Abbiamo fatto una ricerca per poter dare un contributo di idee per il nostro Comune. Ci sono alcune situazioni molto simili in cui il problema è stato affrontato e avviato a soluzione con interventi innovativi e a basso impatto ambientale.
Lungo il percorso che attraversa Lainate, dove possibile, la barriera andrebbe parzialmente schermata con alberi in modo da ridurne l’impatto e armonizzarla con il paesaggio e contribuire a ridurre l’emissione di anidride carbonica nell’aria particolarmente inquinata di Lainate" - ....segue

giovedì 18 marzo 2010

Acque chiare, alberi verdi e biciclette: un sogno?

Se tutto funziona come ci è stato promesso entro il 2011 Lainate smetterà di scaricare le proprie fognature nelle acque del Lura, del Bozzente e dell'Olona.
Lunedi 22 marzo partiranno i lavori che permetteranno di collegare la rete fognaria di Lainate al depuratore di Pero.
Il primo passo per mettere la parola fine a una situazione vergognosa, che pare però sia prassi normale su molti fiumi italiani.
Un impresa incaricata da Amiacque aprirà un primo cantiere per la posa di un sifone all'altezza dell'incrocio tra via Biringhello, che verrà interdetta alla circolazione per circa un mese, e via Tiepolo, che lo sarà per la prima settimana.
"Questi sono i primi lavori" ci ha confermato l'assessore al territorio Andrea Tagliaferro durante l'incontro che abbiamo avuto con lui "lavori che insieme a quelli che verranno effettuati lungo via prima strada e ad altri già finanziati permetteranno entro il 2011 di collegare tutti i parziali tratti di fognatura esistenti e convogliare tutte le acque nere di Lainate al depuratore di Pero".
Le acque bianche continueranno invece a essere riversate nei corsi d'acqua.
Abbiamo chiesto inoltre all'assessore come intendeva agire nei confronti degli sversamenti che vengono effettuati abusivamente durante i fine settimana nel Bozzente, al riparo quindi dai controlli dell'Arpa (agenzia regionale protezione ambiente).
L'assessore ha promesso che a seguito di segnalazioni dei cittadini provvederà a sollecitare l'Arpa per effettuare monitoraggi non calendarizzati in modo da cogliere in fallo le aziende che effettuano sversamenti nocivi.
Sappiamo però che su altri fiumi come l'Olona e il Seveso i monitoraggi, anche automatici, sono continui, perchè non prevederli anche sui nostri corsi d'acqua?

Avevamo chiesto un incontro con l'assessore Tagliaferro e con l'assessore Dell'Acqua non solo per parlare con loro delle problematiche di inquinamento relative al torrente Bozzente ma anche per chiedere di riconoscere il lavoro virtuoso dei “volontari del Villoresi” agevolandoli nel loro compito.
A questo riguardo non si sono sbilanciati in promesse. Vedremo gli sviluppi.
Per quanto riguarda la nostra proposta di mobilità ciclabile l'assessore Dell'Acqua si è reso disponibile ad aprire un tavolo di lavoro e a chiedere un contributo di conoscenze tecniche a fiab ciclobby.
Nostro compito è quindi metterli in contatto a breve.
Abbiamo infine parlato dell'abbattimento degli oltre duecento alberi lungo il sentiero che costeggia la cappella del Lazzaretto.
Per questioni di tempo non siamo riusciti ad approfondire, ci siamo limitati a sottolineare lo scempio compiuto, ma la difesa e la valorizzazione del poco verde che ci rimane e la necessità di dire “stop al consumo del territorio” sono argomenti che ci stanno molto a cuore e sui quali insisteremo, anche se all'amministrazione dovessero sembrare poco realistici, scomodi e economicamente poco remunerativi.
Essere realistici è un pregio ma se non si sogna non si va da nessuna parte.

sabato 13 marzo 2010

L'ennesimo sfregio ai nostri già miseri spazi verdi

Nel precedente articolo lodavamo il lavoro di pulizia dei volontari del Villoresi.
Un lavoro faticoso che sta dando i suoi frutti virtuosi dopo mesi di impegno.
Oggi purtroppo ci troviamo a scrivere di un lavoro di una mezza giornata che è stato in grado di vanificare anni di lenta crescita.
Il sentiero del Cucù che dalla cappelletta del Lazzaretto conduce all'alzaia del Villoresi è stato sfregiato orribilmente.
Un sentiero frequentato da tanti Lainatesi che cercano un poco di refrigerio durante l'estate o un luogo in cui passeggiare o fare sport immersi nella natura.
Due operai armati di motosega hanno fatto scempio di un bosco intero.
Abbiamo provato a contare i tronchi caduti ma l'intrico di tronchi è di rami in alcuni punti è cosi fitto che abbiamo desistito, non primo di aver contato almeno centocinquanta alberi a terra.


Ci siamo chinati su alcuni tronchi per contare il numero degli anelli che ne mostrano l'età e abbiamo scoperto che alcuni superavano i quaranta.
Anni di crescita lenta stroncati in pochi minuti.
Durante i nostri incontri noi membri dell'associazione avevamo fantasticato sull'istituzione di un “sentiero protetto”, una sorta di parco sovraccomunale da condividere con Nerviano, un luogo in cui accompagnare le scolaresche per far conoscere il profumo del sambuco e delle robinie in fiore, un'area da valorizzare e far vivere.
Probabilmente si tratterà di uno scempio autorizzato e legale, un bosco ceduo è fatto per essere periodicamente tagliato per produrre legna, ma anche se fosse un'azione lecita ci chiediamo se abbia senso in un territorio come il nostro in cui il verde rimasto dovrebbe essere preservato e curato come una reliquia per quanto è raro e indifeso.
Ci si riempie tanto la bocca con parole altisonanti come tutela del territorio, salvaguardia del verde e sono sufficienti due motoseghe senza scrupoli per azzerare tutto.


A Lainate esiste un “regolamento per la tutela del patrimonio arboreo” che ultimamente ha imposto qualche migliaia di euro di tassa ad un proprietario che ha tagliato due alberi nel proprio giardino per fare spazio ad un ampliamento edilizio, eppure questi vandali armati di motosega possono permettersi impunemente di compiere questo scempio in piena legalità?
Chi ha potere decisionale deve rendersi conto che il nostro territorio, come gran parte dell'hinterland Milanese, è ormai quasi completamente edificato ed è necessario tenersi stretti con i denti quel poco di verde che ci rimane: è ciò che ci permette di respirare e nutrirsi, non solo in senso figurativo ma sopratutto in senso pratico.
Questi sono concetti detti e ridetti tanto da apparire banali e sui quali in teoria sono tutti d'accordo, ma alla prova dei fatti chi deve prendere decisioni in questo senso non le prende.
Svegliamoci prima che non resti più nulla da salvaguardare.


Questo è quello che abbiamo perduto.
Se siamo fortunati potremo riaverlo simile tra ventanni.

martedì 9 marzo 2010

I gesti gratuiti dei quattro volontari

Abbiamo ricevuto questa cartolina da Lainate:
"Gentile Associazione,
Tramite Voi vorrei ringraziare i quattro volontari che ogni giorno da diversi mesi lavorano duro e con entusiasmo per ripulire il bosco a ridosso del Villoresi dalle sterpaglie cresciute nell'abbandono di questi boschi e dai rifiuti che vengono gettati ogni giorno da cittadini incivili che non hanno rispetto nemmeno di se stessi.
Quattro volontari che dedicano gratuitamente il loro tempo libero per rendere più puliti e accoglienti i boschi e le aree verdi che costeggiano il canale Villoresi e il bel percorso ciclopedonale che lo costeggia.
Tutto è partito da un'idea di Renato che voleva ripulire il bosco.
All'inizio lavorava da solo ora lo fa con l'aiuto dei suoi tre amici.
Loro parlano con orgoglio del lavoro che stanno facendo, della fatica che spendono per rendere questi spazi verdi fruibili a tutti.
“Vogliamo ripulire tutto gli spazi verdi che stanno a fianco del Villoresi” mi hanno detto.
Sono orgogliosi del risultato che stanno ottenendo, ma vorrebbero sentire che c'è solidarietà intorno a loro, sentire la presenza anche di altre persone, sopratutto per essere più sicuri: “la presenza ogni tanto dei vigili e dei carabinieri qui non sarebbe male” mi hanno detto sorridendo.
Si sono acquistati tutta l'attrezzatura di tasca loro e non chiedono niente se non un poco di aiuto.
Il Comune infatti non ritira i cumuli di frasche secche che risultano dal loro lavoro di pulitura e i vigili hanno vietato loro di transitare sull'argine con la motocarrozzella perché per farlo è necessario il permesso del Consorzio Villoresi.


Nel tratto che hanno ripulito nelle ultime 2 settimane sono stati raccolti 42 sacchi di rifiuti che hanno portato giornalmente e con i loro mezzi in discarica perché la Gesem non li raccoglie quotidianamente.
42 sacchi che si sono caricati sulle spalle fino alla prima strada transitabile e da li con loro mezzi in discarica.
E si sono dovuti far rilasciare un permesso per compiere questa operazione.
Bisogna aiutarli a trovare una soluzione, qualcuno sa come chiedere autorizzazione al Consorzio Villoresi?
Lavorano per dare a noi cittadini la possibilità di vivere il bosco con piacere, in libertà e sicurezza.
Sarebbe bello, che in primavera, si organizzasse una domenica per ripulire il Villoresi e il suo bosco, in segno di solidarietà a queste splendide persone e per iniziare anche noi tutti ad avere un ruolo attivo nella conservazione del nostro territorio.
Voglio esprimere tutta la mia gratitudine a queste persone perbene, per quello che fanno, per il loro mettersi al servizio degli altri.
Grazie volontari
Piero"


Al termine del suo libro “Le Città invisibili” Italo Calvino scrive: “l'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà. L'inferno dei viventi è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piú.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Calvino in maniera apocalittica parla di Inferno ma noi più modestamente possiamo scambiare la parola inferno con la parola rassegnazione.
Ecco, Renato e i suoi tre amici compiono questo gesto: si chinano con fatica a cercare e riconoscere che cosa, in mezzo alla rassegnazione, non è rassegnazione, per farlo durare, per dargli spazio, per ripulirlo e farlo rifulgere
Per questo vogliamo unirci ai ringraziamenti di Piero: perché pensiamo che i gesti compiuti dai quattro volontari siano minimi avvenimenti che riconciliano con il mondo e che lo rendono migliore.

venerdì 5 marzo 2010

Volantini elettorali e simpatiche omissioni

Riceviamo questa lettera dal Comitato per la revisione del Piano Integrato di Barbaiana e pubblichiamo

“Lo scorso fine settimana presso i gazebo elettorali del PD era in distribuzione un volantino con un’intera pagina dedicata al piano integrato di Barbaiana.
Eravamo tentati di non replicare, per non cadere in sterili polemiche fuori tempo massimo, ma il testo è talmente pieno di dimenticanze, inesattezze e insinuazioni che ci siamo sentiti in dovere di cercare di ristabilire un minimo di verità storica.
Soprattutto a uso e consumo dei nuovi giovani vertici del PD che non hanno seguito la vicenda dalle origini; il testo certo non è certo farina del loro sacco.
Alleghiamo il testo integrale del volantino aggiungendo i nostri commenti:

Volantino: Il PII è il risultato finale di un lunghissimo lavoro di studio, elaborazione e mediazione avviato più di venti anni or sono.
Esso nasceva dall’esigenza sentita dai barbaianesi, ma anche dalle varie amministrazioni comunali, di rinnovare il centro storico del paese, rendendolo più moderno e vivibile sia dal punto di vista degli spazi privati che di quelli pubblici. Nuovi edifici, in risposta alla crescente domanda di abitazioni, che dovevano però rispettare il disegno storico della città.
Comitato: Per chi conosce Barbaiana e ci abita è difficile pensare che due torri da 7 piani previste in piazza Maffeis potessero rispettare il disegno storico del paese.
Volantino: Il programma è stato adottato dalla giunta Romanò l’11.2.2004, pochi mesi prima delle elezioni amministrative che videro la sconfitta dell’Amministrazione uscente e la vittoria della coalizione di Centro-sinistra.
Comitato: Forse uno dei motivi della vittoria della coalizione di centro-sinistra sono state proprio le scelte fatte dalla giunta Romanò sul piano integrato?
Volantino: Un anno dopo, il 18.4.2005, in una burrascosa seduta (uscita dall’aula di due consiglieri di maggioranza e di tutta la minoranza) la nuova Amministrazione approva il Programma con alcune varianti: riduzione della volumetria di circa 1.100 metri cubi, eliminazione della palazzine previste in via Palestro (a fianco di una fabbrica chimica sita nel Comune di Pogliano), spostamento dell’edificio di edilizia convenzionata verso via Roma (anziché verso via Cairoli).
Comitato: La seduta fu burrascosa perché, a detta di molti, compresi i consiglieri di maggioranza che erano usciti dall'aula consiliare le modifiche andavano a peggiorare ulteriormente le già evidenti criticità del progetto originario. Ci chiediamo inoltre da quali fantasiosi conteggi saltino fuori questi 1100 metri cubi di riduzione della volumetria.
Per quanto riguarda la palazzina in via Palestro è stata si eliminata, ma la sua cubatura è stata spostata interamente in piazza Maffeis portando alla definizione delle 2 torri da 7 piani.
Non facciamo poi commenti sulla differenza di valore economico tra un metro cubo nella periferica via Palestro e uno nella centrale piazza Maffeis.
Volantino: Eppure, dopo l’approvazione definitiva, invece di iniziare i lavori, inizia il calvario! Spuntano raccolte di firme di cittadini (non solo di Barbaiana) che si inventano un “comitato per la revisione del PII” che vuole un piano di impatto ambientale, teme uno sconvolgimento del traffico dato dalle nuove costruzioni e dalla nuova viabilità, vuole garanzie sulle altezze degli edifici.
Comitato: Il comitato si è formato spontaneamente dopo la lacunosa presentazione fatta dalla parrocchia e dopo la presa di coscienza che questo piano avrebbe condizionato per sempre il nostro paese. Tutte le persone che hanno costituito il comitato abitavano ed abitano tuttora a Barbaiana. Le 700 firme raccolte (in un solo mese) sono state vergate da cittadini lainatesi che hanno rilasciato nome, cognome ed indirizzo. La raccolta è avvenuta in luoghi pubblici come il mercato e le piazze, da volontari, con permesso rilasciato dagli uffici comunali.
Volantino: A noi, che allora eravamo in Consiglio Comunale, sorsero spontanee alcune domande: “ma dov’erano questi signori quando il programma era stato solo adottato? Perché non hanno presentato osservazioni? Perché, pur essendo diminuita la cubatura (grazie alla Parrocchia di Barbaiana che ha rinunciato a qualcosa) si parlava di cementificazione solo adesso?”
Comitato: Dove eravamo ci domandate? Eravamo distanti dalla vita amministrativa della nostra città perché illusi che regole, leggi e buon senso bastassero alla classe politica per amministrare con oculatezza. Poi ci siamo svegliati da questo sonno e abbiamo capito che una buona amministrazione ha bisogno del supporto diretto oltre che del controllo da parte della propria cittadinanza. I vostri dubbi e le vostre insinuazioni ci amareggiano e dimostrano miopia politica e indifferenza alle istanze dei cittadini. Dietro di noi ci sono solo le nostre idee e il desiderio di impegnarsi per dare ai nostri figli un paese migliore, in completa indipendenza e autonomia.
Ad ogni modo se l’ex “semplicemente sindaco” Bussini si poneva queste domande, perché non ha chiesto a noi le risposte? Perché non ci ha mai voluto ricevere? Avremmo volentieri chiarito i suoi dubbi.
Abbiamo depositato una petizione con 700 firme e, nonostante le numerose richieste, non siamo mai stati ricevuti dal sindaco per discuterla, ne mai ha risposto per iscritto come la legge gli imporrebbe entro 30gg dal deposito della petizione.
Volantino: Nonostante gli sforzi dell’ex Assessore Pioli, il programma non è decollato, anche se, nel 2008, l’accordo procedimentale predisposto dall’Amministrazione di centrosinistra non è andato in porto per la mancanza di una sola firma, quella di uno dei proprietari (?)
Comitato: Qui la dimenticanza è clamorosa: l’ex sindaco Bussini omette di scrivere che in data 13 novembre 2006 la sua stessa giunta ha approvato, in autotutela, un atto di indirizzo per l’annullamento parziale delle norme del Piano Integrato che contrastavano con il PRG.
Un atto in autotutela che di fatto bloccava i lavori del Pii.
Il comune si è reso conto tardivamente di avere fatto degli errori e ha bloccato, in autotutela, un atto approvato dalla propria giunta in attesa di definirne le anomalie. Anomalie che guarda caso erano le stesse da noi segnalate. Questa azione ha provocato ricorsi legali da parte dei proprietari costruttori e a quel punto gli sforzi e i tentativi di accordo dell'assessore Pioli, buoni o cattivi che fossero, furono i classici sforzi di chi cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono ormai scappati.
Volantino: Il mancato avvio del PII è stato probabilmente uno dei motivi della nuova vittoria di Lainate nel Cuore e del suo portabandiera Landonio che, eletto a giugno 2009, risolveva in appena cinque mesi (guarda caso) tutte le “magagne” del PII, raggiungendo miracolosamente un accordo con le proprietà che con un atto di disinteressata generosità, rinunciano a un sacco di cubatura, senza avere sconti sugli oneri di urbanizzazione!!
Comitato: Questo allusivo commento è la degna chiusura del volantino. Chi non è in grado di fare autocritica e non ha l’umiltà di ricercare nelle proprie azioni la causa delle proprie sconfitte, va alla ricerca di tranelli, dietrologie e forze oscure.
In chiusura al nostro commento, ricordiamo all’ex-sindaco Bussini e ai suoi colleghi che il comitato per la revisione del PII di Barbaiana se pur indipendente e dichiaratamente apartitico, era formato principalmente da suoi elettori, delusi e amareggiati per il fallimento del compito che gli avevano affidato con il proprio voto.

Comitato per la revisione del PII di Barbaiana

lunedì 1 marzo 2010

Prove di dialogo su mobilità sostenibile e fogne a cielo aperto

Nel tardo pomeriggio di Giovedì 25 febbraio siamo stati ricevuti dall’assessore ai lavori pubblici Walter Dell’Acqua al quale abbiamo esposto la nostra proposta per la promozione di una mobilità sostenibile nel territorio di Lainate.
Ci siamo inoltre confrontati con lui su quelle che sono le politiche dell’amministrazione comunale nei riguardii della moderazione del traffico, della realizzazione di piste ciclabili e in generale della riqualificazione del territorio.
L’assessore si è reso disponibile ad integrare la nostra proposta con gli studi che l’amministrazione ha già nel cassetto.
Questo era il primo gesto al quale la nostra proposta puntava: fare prendere aria ai progetti chiusi nei cassetti e sollecitarne la realizzazione.
Ma per trasformare queste proposte e questi studi in progetti esecutivi è necessario superare un primo intoppo di carattere gestionale: l’ufficio lavori pubblici di Lainate non dispone di risorse umane sufficienti per affrontare in tempi brevi, oltre al lavoro di routine, anche la progettazione di una rete contigua e coerente di percorsi ciclabili.
Per questo motivo l'assessore accoglierebbe con favore la concretizzazione di un “ufficio biciclette” composto da cittadini volontari e competenti che collaborino con gli uffici comunali alla stesura del progetto.
In questa direzione abbiamo già preso contatti con l’ufficio biciclette di Rho, gestito da volontari della Fiab-ciclobby, per ricevere da loro consulenza e consigli.

Abbiamo inoltre parlato dell’annoso problema degli scarichi di fogna nell’alveo del torrente Bozzente.
Il problema, ha detto l’assessore, non è purtroppo relativo soltanto agli scarichi del complesso residenziale dei girasoli ma di tutta Lainate.
In pratica tutta Lainate, a parte una esigua zona di Barbaiana collegata con il depuratore di Pero, scarica i collettori di fogna nell’alveo del Bozzente e del Lura.
La competenza gestionale dei due corsi d'acqua ricade sia sull'autorità di bacino del fiume Po che sul Settore specifico della Regione Lombardia di polizia idraulica che si occupa del reticolo idrico.
Mentre per la fognatura, che attualmente è convogliata nei due torrenti, la procedura di collegamento, gestita da Amiacque, al depuratore di Rho-Pero è ancora in essere.
Il Comune dovrebbe quindi pressare l'Azienda Pubblica di cui è partner per accelerare i lavori che da anni sono stati procrastinati a causa delle opere prioritarie realizzate sulla Fiera.
Va da sé che i cittadini dovrebbero pressare il comune.

Per quanto riguarda il campo sportivo di via Don Luigi Radice l'assessore ha detto che la giorni verranno firmati gli ultimi documenti e prevede quindi che per Giugno possano iniziare i lavori per la riqualificazione del centro sportivo e per la realizzazione del campo di calcio in sintetico.

Infine a riguardo dei dubbi che avevamo per la sorte dei platani di via San Bernardo ci ha assicurato che nessuno li toccherà.
Prendiamo questa sua certezza come una promessa fatta ai cittadini e lo ringraziamo per la sua disponibilità.

lunedì 15 febbraio 2010

Un singolare esperimento su due ruote

Lunedì mattina la piazza di Barbaiana ha fatto da teatro ad un singolare esperimento:  una gara sulla distanza breve, partenza da Piazza della Vittoria a Barbaiana e destinazione finale il “Punto Comune” di Piazza Vittorio Emanuele a Lainate.
Il vincitore ha avuto l'onere e l'onore di consegnare allo sportello protocolli una proposta per una “Mobilità Sostenibile nel comune di Lainate”. Una proposta preparata dalla nostra associazione con l'intento di sensibilizzare l'amministrazione comunale nei confronti dei problemi derivanti dal traffico e per fornire proposte atte ad agevolare e stimolare l'utilizzo di mezzi alternativi, primo fra tutti la bicicletta.

Per convenzione daremo nomi fittizzi agli eroici sfidanti: Giuseppe A. ha gareggiato in sella alla sua fida bicicletta mentre Alessandro A. era a bordo della sua fiammante autovettura.
Scopo dell’esperimento: cronometrare il tempo impiegato dai due veicoli per raggiungere la destinazione finale. Il percorso da scegliere era a completa discrezione degli sfidanti.
I due contendenti sono scattati nel momento in cui le campane della chiesa hanno battuto i primi rintocchi delle dieci.

Giuseppe a cavallo della sua due ruote si è diretto verso la pista ciclabile che costeggia il cimitero, dopo di che ha imboccato la corsia ciclabile di via Pogliano e si è infilato nel sentiero campestre che porta alla cappella del Lazzaretto ed ha raggiunto la ciclovia lungo l'alzaia del canale Villoresi.
Giunto all’altezza di via re Umberto ha infine imboccato la corsia ciclabile che lo ha condotto a destinazione. In totale 4.6 km quasi interamente effettuati su percorso protetto e per un largo tratto immerso nel poco di verde che la cupidigia cementizia degli ultimi anni ha risparmiato. Tempo di percorrenza: 16 minuti.

Alessandro nel frattempo a bordo della sua autovettura ha deciso di imboccare via Santa Virginia in direzione dell'abitato di Grancia-Pagliera. Una volta attraversate le due frazioni ha imboccato via Rho, ha passato il ponte autostradale e dopo aver cercato invano parcheggio in centro ha raggiunto a piedi l'ingresso del “punto comune”. Tempo del trasferimento 17 minuti.

A onor del vero dobbiamo sottolineare che Giuseppe ha spinto sui pedali con andatura non proprio da crociera e che Alessandro oltre ad aver guidato rispettando tutti i limiti di velocità e cartelli stradali, è stato sfortunato più volte, essendo incappato in un semaforo rosso, in una colonna all’altezza dello svincolo dell’autostrada e non avendo trovato con facilità un parcheggio libero. Eventualità sfortunate ma non infrequenti; in un orario meno congestionato il tempo di percorrenza per lui sarebbe stato probabilmente minore ma durante le ore di punta sarebbe stato con altrettanta probabilità più alto.
D'altra parte possiamo anche rispondere che non esistendo un collegamento ciclopedonale diretto tra la frazione e il comune il nostro baldo ciclante ha dovuto percorrere sentieri alternativi pittoreschi ma certo non adatti a tutte le tipologie di biciclette e di ciclisti. Se questo collegamento esistesse il tempo di percorrenza sarebbe ancora minore oltre che più agevole per chiunque.

Un dato significativo risulta dall'esperimento: utilizzando la bicicletta i tempi di percorrenza non variano sostanzialmente in relazione al traffico, utilizzando la macchina lo sono enormemente.
Volendo attenersi ai freddi dati emersi dall’esperimento possiamo affermare che per raggiungere il centro di Lainate provenendo dal centro di Barbaiana il mezzo di locomozione più veloce è la bicicletta. Ma non vogliamo limitarci al freddo dato numerico, considerando l’incertezza degli eventi e volendo essere più realisti del re ci limiteremo a dire questo: sia che si utilizzi la bicicletta, sia che si utilizzi l'automobile il tempo necessario per compiere brevi spostamenti si differenzia di poco.

Lasciateci però sottolineare alcuni fatti incontrovertibili, utilizzando la bicicletta:
Risparmi i soldi per il carburante. Non contribuisci ad aumentare l'inquinamento provocato dai gas di scarico dell'automobile. Non consumando carburante non contribuisci ad aumentare l'inquinamento provocato dall'estrazione del petrolio, dalla sua raffinazione e dal suo trasferimento.
Non incrementi il traffico. Non incrementi l'inquinamento acustico. Fai del moto e ti mantieni in forma. Aumenti il tuo buonumore perché il movimento costante della pedalata stimola la produzione di endorfine benefiche e euforizzanti.

Gente usate la bicicletta quando potete e sollecitate l'amministrazione comunale a pensare e realizzare percorsi e iniziative adatte a muoversi in sicurezza e in maniera sostenibile.

martedì 9 febbraio 2010

Il Bozzente è una fogna a cielo aperto

Il comitato spontaneo “Bonifichiamo il Bozzente” costituito recentemente da un gruppo di cittadini Barbaianesi ci ha inviato questa “cartolina da Lainate”.
Nelle loro intenzioni è il primo passo per cercare sostegno e per rendere pubbliche le loro richieste. Ben volentieri inoltriamo la loro cartolina:

“ Il torrente Bozzente è una fogna a cielo aperto che passa tra le nostre vie e a fianco delle nostre case.
Esistono problemi di inquinamento e di odori sgradevoli generati dall'inquinamento chimico e anche da quello umano: infatti il collettore di fogna dei girasoli scarica direttamente nel torrente davanti alle prime case del villaggio Campagnolo.
In alcune giornate bisogna attraversare la stradina pedonale in apnea, per non respirare queste esalazioni inquinanti, sopratutto verso sera o se gira il vento.
Inoltre esiste una forte presenza di zanzare e di topi che nelle fogne trovano alimento.
Riteniamo quindi necessario, per il diritto alla salute di tutti i cittadini, che gli scarichi di fogna del complesso residenziale i Girasoli vengano canalizzati verso la fognatura centrale.
E' necessario anche individuare, in collaborazione con i comuni interessati, le aziende che inquinano e denunciarle affinché si mettano in regola.
Ci chiediamo inoltre dove verranno convogliati i nuovi scarichi delle abitazioni che sono attualmente in costruzione nell'area tra piazza mercato e il torrente.
Un'area che pensavamo facesse parte del tanto promesso Parco delle Frazioni, un parco che, continuando ad edificare in questo modo, avrà le dimensioni di un giardinetto pubblico, sempre ammesso che venga realizzato.
Comitato Bonifichiamo il Bozzente ”


A questa cartolina e a coloro che l'hanno inviata vogliamo rispondere con una considerazione:
siamo lusingati dal fatto che il comitato abbia scelto questo nostro luogo di aggregazione virtuale come primo soggetto a cui rivolgersi per dar voce alle proprie rivendicazioni.
E' questo uno dei motivi principali per il quale è stato creato questo blog.
Ma alle sacrosante rimostranze dovete dar seguito ad azioni concrete.
Questa cartolina non deve restare l'unico frutto del vostro esservi riuniti per una sera, fatene una lettera da protocollare all'attenzione del Sindaco e dell'assessore al territorio; informatevi in maniera più dettagliata riguardo ai problemi della fogna e esigete risposte dall'amministrazione che è tenuta a rispondere ai cittadini.
Come diceva quel tale che ci ha lasciato: “libertà è partecipazione”

mercoledì 3 febbraio 2010

Non ci resta che piangere...ma questa volta facciamolo a occhi aperti

Capita a volte che alcune notizie seppur non confermate ufficialmente passando di bocca in bocca si ingigantiscano e acquisiscano sembianze di verità appurate.
Diffondendosi con il passa parola queste notizie diventano leggende metropolitane o come nel nostro caso leggende di paese.
L’ultima leggenda che circola a Barbaiana racconta che, per far posto ai nuovi edifici che verranno costruiti in piazza Maffeis, i magnifici platani che incorniciano via S. bernardo dovranno essere sacrificati.
Che qualcuno ci assicuri che si tratta solo di una stupida leggenda paesana priva di fondamento!
Che qualcuno ci dica che non è vero!
Se fosse vero non ci resterebbe che piangere.

Ma almeno questa volta se proprio dobbiamo piangere facciamolo con gli occhi bene aperti.
La corte Valenti è stata abbattuta, medesima sorte ha subito la corte del Farè, così come quella dei Cent Cù; vogliamo che anche questi antichi platani seguano la medesima sorte?
Vogliamo che a testimoniare la storia e l’identità dei nostri paesi rimangano solo foto ingiallite e i racconti dei nostri vecchi?
Anche questa volta chiuderemo gli occhi e ci gireremo dall’altra parte pensando che in fondo tutto ciò che sta fuori dall’uscio di casa non è di nostra competenza?
Oppure questa volta sceglieremo di tenere gli occhi aperti e vigileremo per impedire che venga perpetrato l’ennesimo scempio ?

Avevamo già trattato l’argomento in un post precedente , ci eravamo interessati e ci avevano dato rassicurazioni a riguardo.
Ora sembra che ci siano nuovi sviluppi e che non siano affatto piacevoli.
Nei prossimi giorni verificheremo, vi terremo informati.