venerdì 26 dicembre 2014

Consiglio comunale di Lainate 22-12-2014





I nostri amministratori alle prese con l'ordine del giorno:

1. Comunicazioni, interrogazioni e interpellanze
2. Presa d’atto resoconto seduta del 28.11.2014
3. Approvazione verbali seduta del 28.11.2014
4. Surroga componente della Commissione ecologia e ambiente
5. Modifica al Regolamento di polizia mortuaria
6. Rinnovo e parziale rettifica atto di indirizzo in merito al Regolamento di polizia mortuaria
7. Variazione al bilancio di previsione dell’Azienda Speciale Farmaceutica di Lainate
8. Ricognizione delle società partecipate dal Comune di Lainate - Legge 24/12/2007 n. 244, art. 3, comma 27-28-29. Aggiornamento 2014
9. Atto di indirizzo in merito all’utilizzo della palazzina di viale Rimembranze
10. Regolamento per l’assegnazione di beni acquisiti al patrimonio comunale in forza di provvedimento amministrativo
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lunedì 15 dicembre 2014

La passeggiata nella terra di mezzo: la rotonda di Barbaiana

Dopo il confronto bici-auto di settimana scorsa abbiamo pensato di cimentarci in un nuovo esperimento. Questa volta a piedi. Partenza da piazza della Vittoria a Barbaiana per raggiungere il RhoCenter passando a fianco del Viridea. Con questo esperimento volevamo conoscere il tempo di percorrenza necessario a coprire tale distanza a piedi e a passo moderato.
Risultato: quindici minuti.
Due dei quali passati però a sperimentare uno sport estremamente pericoloso: la passeggiata senza rete nella terra di mezzo. L'attraversamento della rotonda di Barbaiana. Camminando tra una miriade di frammenti di paraurti, di fanali, di specchietti retrovisori, di mascherine frontali, polverizzata testimonianza degli innumerevoli incidenti che tra quel dedalo di incroci hanno avuto luogo. Quella rotonda dove è inutile per il pedone pretendere precedenze, non esistono marciapiedi, ne attraversamenti, ne spazi di sicurezza lungo il ciglio della strada. Non è un luogo per pedoni quello, tutto è stato pensato in funzione solo dell'automobile. E' necessario attendere la risacca dell'onda automobilistica per attraversare gli ostacoli.
Quella rotonda che finalmente, dopo centinaia di incidenti automobilistici, verrà riqualificata come deciso dal consiglio regionale della Lombardia che il 2 dicembre 2014 "ha approvato all'unanimità una mozione riguardo la riqualificazione della strada Statale del Sempione all'intersezione con la strada provinciale 229, la «rotonda maledetta» tra Rho, Lainate e Pogliano Milanese. L'opera risulta essere tecnicamente uno stralcio del progetto Anas «Sempione Bis», pensato per potenziare il collegamento stradale con Malpensa, per questo motivo non ci sarebbero problemi di copertura finanziaria".

Questo esperimento pedonale se da un lato ha risposto alla domanda sul tempo di percorrenza dall'altro ha generato una nuova serie di domande, alle quali solo l'amministrazione comunale può rispondere:
In vista della riqualificazione della rotonda che che futuro avranno gli sbocchi viabilistici di Barbaiana sul Sempione?
Questa riqualificazione prevederà un passaggio pedonale e ciclabile che permetta di scavalcare in sicurezza il groviglio di incroci della rotonda e di raggiungere il percorso ciclopedonale di Rho che dista in linea d'aria poche centinaia di metri?
Nel caso tale possibilità non fosse prevista l'amministrazione è intenzionata a pretenderla con decisione?






domenica 14 dicembre 2014

I gesti gratuiti dei quattro volontari

Questa è una cartolina di 4 anni fa. Alcune cose sono cambiate da allora. E ci piace dire che sono cambiate in meglio. Quei volontari hanno trovato un nome: "amici del bosco" e il sostegno delle istituzioni. I risultati di quei gesti gratuiti sono oggi sotto gli occhi di tutti.


"Gentile Associazione, Tramite Voi vorrei ringraziare i quattro volontari che ogni giorno da diversi mesi lavorano duro e con entusiasmo per ripulire il bosco a ridosso del Villoresi dalle sterpaglie cresciute nell'abbandono di questi boschi e dai rifiuti che vengono gettati ogni giorno da cittadini incivili che non hanno rispetto nemmeno di se stessi.
Quattro volontari che dedicano gratuitamente il loro tempo libero per rendere più puliti e accoglienti i boschi e le aree verdi che costeggiano il canale Villoresi e il bel percorso ciclopedonale che lo costeggia. Tutto è partito da un'idea di Renato che voleva ripulire il bosco. All'inizio lavorava da solo ora lo fa con l'aiuto dei suoi tre amici.
Loro parlano con orgoglio del lavoro che stanno facendo, della fatica che spendono per rendere questi spazi verdi fruibili a tutti. “Vogliamo ripulire tutto gli spazi verdi che stanno a fianco del Villoresi” mi hanno detto. Sono orgogliosi del risultato che stanno ottenendo, ma vorrebbero sentire che c'è solidarietà intorno a loro, sentire la presenza anche di altre persone, sopratutto per essere più sicuri: “la presenza ogni tanto dei vigili e dei carabinieri qui non sarebbe male” mi hanno detto sorridendo. Si sono acquistati tutta l'attrezzatura di tasca loro e non chiedono niente se non un poco di aiuto. Il Comune infatti non ritira i cumuli di frasche secche che risultano dal loro lavoro di pulitura e i vigili hanno vietato loro di transitare sull'argine con la motocarrozzella perché per farlo è necessario il permesso del Consorzio Villoresi.
Nel tratto che hanno ripulito nelle ultime 2 settimane sono stati raccolti 42 sacchi di rifiuti che hanno portato giornalmente e con i loro mezzi in discarica perché la Gesem non li raccoglie quotidianamente. 42 sacchi che si sono caricati sulle spalle fino alla prima strada transitabile e da li con loro mezzi in discarica. E si sono dovuti far rilasciare un permesso per compiere questa operazione. Bisogna aiutarli a trovare una soluzione, qualcuno sa come chiedere autorizzazione al Consorzio Villoresi? Lavorano per dare a noi cittadini la possibilità di vivere il bosco con piacere, in libertà e sicurezza. Sarebbe bello, che in primavera, si organizzasse una domenica per ripulire il Villoresi e il suo bosco, in segno di solidarietà a queste splendide persone e per iniziare anche noi tutti ad avere un ruolo attivo nella conservazione del nostro territorio. Voglio esprimere tutta la mia gratitudine a queste persone perbene, per quello che fanno, per il loro mettersi al servizio degli altri.
Grazie volontari
Piero"


Al termine del suo libro “Le Città invisibili” Italo Calvino scrive: “l'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà. L'inferno dei viventi è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piú. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. Calvino in maniera apocalittica parla di Inferno ma noi più modestamente possiamo scambiare la parola inferno con la parola rassegnazione. Ecco, Renato e i suoi tre amici compiono questo gesto: si chinano con fatica a cercare e riconoscere che cosa, in mezzo alla rassegnazione, non è rassegnazione, per farlo durare, per dargli spazio, per ripulirlo e farlo rifulgere Per questo vogliamo unirci ai ringraziamenti di Piero: perché pensiamo che i gesti compiuti dai quattro volontari siano minimi avvenimenti che riconciliano con il mondo e che lo rendono migliore.

venerdì 12 dicembre 2014

Questa è una Cartolina riciclata......perché è ancora valida.


Lunedì mattina la piazza di Barbaiana ha fatto da teatro ad un singolare esperimento:  una gara sulla distanza breve, partenza da Piazza della Vittoria a Barbaiana e destinazione finale il “Punto Comune” di Piazza Vittorio Emanuele a Lainate.
Il vincitore ha avuto l'onere e l'onore di consegnare allo sportello protocolli una proposta per una “Mobilità Sostenibile nel comune di Lainate”. Una proposta preparata dalla nostra associazione con l'intento di sensibilizzare l'amministrazione comunale nei confronti dei problemi derivanti dal traffico e per fornire proposte atte ad agevolare e stimolare l'utilizzo di mezzi alternativi, primo fra tutti la bicicletta.

Per convenzione daremo nomi fittizzi agli eroici sfidanti: Giuseppe A. ha gareggiato in sella alla sua fida bicicletta mentre Alessandro A. era a bordo della sua fiammante autovettura.
Scopo dell’esperimento: cronometrare il tempo impiegato dai due veicoli per raggiungere la destinazione finale. Il percorso da scegliere era a completa discrezione degli sfidanti.
I due contendenti sono scattati nel momento in cui le campane della chiesa hanno battuto i primi rintocchi delle dieci.

Giuseppe a cavallo della sua due ruote si è diretto verso la pista ciclabile che costeggia il cimitero, dopo di che ha imboccato la corsia ciclabile di via Pogliano e si è infilato nel sentiero campestre che porta alla cappella del Lazzaretto ed ha raggiunto la ciclovia lungo l'alzaia del canale Villoresi.
Giunto all'altezza di via re Umberto ha infine imboccato la corsia ciclabile che lo ha condotto a destinazione. In totale 4.6 km quasi interamente effettuati su percorso protetto e per un largo tratto immerso nel poco di verde che la cupidigia cementizia degli ultimi anni ha risparmiato. Tempo di percorrenza: 16 minuti.

Alessandro nel frattempo a bordo della sua autovettura ha deciso di imboccare via Santa Virginia in direzione dell'abitato di Grancia-Pagliera. Una volta attraversate le due frazioni ha imboccato via Rho, ha passato il ponte autostradale e dopo aver cercato invano parcheggio in centro ha raggiunto a piedi l'ingresso del “punto comune”. Tempo del trasferimento 17 minuti.

A onor del vero dobbiamo sottolineare che Giuseppe ha spinto sui pedali con andatura non proprio da crociera e che Alessandro oltre ad aver guidato rispettando tutti i limiti di velocità e cartelli stradali, è stato sfortunato più volte, essendo incappato in un semaforo rosso, in una colonna all’altezza dello svincolo dell’autostrada e non avendo trovato con facilità un parcheggio libero. Eventualità sfortunate ma non infrequenti; in un orario meno congestionato il tempo di percorrenza per lui sarebbe stato probabilmente minore ma durante le ore di punta sarebbe stato con altrettanta probabilità più alto.
D'altra parte possiamo anche rispondere che non esistendo un collegamento ciclopedonale diretto tra la frazione e il comune il nostro baldo ciclante ha dovuto percorrere sentieri alternativi pittoreschi ma certo non adatti a tutte le tipologie di biciclette e di ciclisti. Se questo collegamento esistesse il tempo di percorrenza sarebbe ancora minore oltre che più agevole per chiunque.

Un dato significativo risulta dall'esperimento: utilizzando la bicicletta i tempi di percorrenza non variano sostanzialmente in relazione al traffico, utilizzando la macchina lo sono enormemente.
Volendo attenersi ai freddi dati emersi dall’esperimento possiamo affermare che per raggiungere il centro di Lainate provenendo dal centro di Barbaiana il mezzo di locomozione più veloce è la bicicletta. Ma non vogliamo limitarci al freddo dato numerico, considerando l’incertezza degli eventi e volendo essere più realisti del re ci limiteremo a dire questo: sia che si utilizzi la bicicletta, sia che si utilizzi l'automobile il tempo necessario per compiere brevi spostamenti si differenzia di poco.

Lasciateci però sottolineare alcuni fatti incontrovertibili, utilizzando la bicicletta:
Risparmi i soldi per il carburante. Non contribuisci ad aumentare l'inquinamento provocato dai gas di scarico dell'automobile. Non consumando carburante non contribuisci ad aumentare l'inquinamento provocato dall'estrazione del petrolio, dalla sua raffinazione e dal suo trasferimento.
Non incrementi il traffico. Non incrementi l'inquinamento acustico. Fai del moto e ti mantieni in forma. Aumenti il tuo buonumore perché il movimento costante della pedalata stimola la produzione di endorfine benefiche e euforizzanti.

Gente usate la bicicletta quando potete e sollecitate l'amministrazione comunale a pensare e realizzare percorsi e iniziative adatte a muoversi in sicurezza e in maniera sostenibile.

giovedì 11 dicembre 2014

Barbaiana e le barriere architettoniche

Ci è parso di capire che i problemi dei disabili in realtà interessino a pochi. Qui però ci sono in ballo anche le regole, il loro rispetto, le varie maniere, più o meno elastiche, di interpretarle e il modo di intendere gli spazi urbani. Per cui abbiamo protocollato questa richiesta in municipio. Restiamo in attesa di risposte.

domenica 7 dicembre 2014

La Leggenda del "Parco delle Frazioni"

La leggenda tramanda che all'interno di un Piano Regolatore di Lainate approvato nei lontani anni 70 vennero gettate la basi per un progetto lungimirante: lasciare inedificati alcuni terreni che, collegando le frazioni a Lainate, avrebbero costituito il mitologico "Parco delle Frazioni". 
L'area verde in questione comprende il terreno di fronte all'ingresso di villa Osculati a Barbaiana, i terreni intorno all'area "mercato delle frazioni" che inglobano il percorso ciclopedonale lungo il torrente Bozzente e quelli che insistono lungo il cosiddetto "Cannocchiale" che attraversa Grancia e Pagliera andando a terminare a ridosso della circonvallazione di fronte al centro sportivo Nelson Mandela.
Quel progetto rappresentava nelle intenzioni di coloro che l'avevano immaginato il tentativo di congiungere idealmente le frazioni al capoluogo, storicamente distaccati tra loro sia da un punto di vista fisico che sociale. Allo stato attuale, se quella visione di tanti anni addietro diventasse realtà, guadagnerebbe ulteriori valenze oltre a quella originaria: rappresenterebbe innanzitutto una valida tutela contro ulteriori intenzioni edificatorie future. Permetterebbe inoltre di creare un percorso ciclopedonale sicuro e attrattivo per adulti e ragazzi. Un percorso utile, continuo e coerente a differenza degli spezzoni di piste ciclabili inutili e non collegati presenti a Lainate che, nelle condizioni in cui sono rappresentano soltanto uno spreco di denaro pubblico. Permetterebbe infine di consegnare un'area attualmente non utilizzata ad una dimensione collettiva e socialmente condivisa, all'interno di un contesto, quello delle frazioni, segnato dalla assoluta mancanza di servizi pubblici, aree verdi attrezzate e spazi sociali liberi.
Si potrebbe dedicare una parte del parco per mettere a dimora alberi per ogni nuovo nato, come imporrebbe la legge Rutelli ( nr. 113 G.U. n.40 del 18 febbraio 1992).
Si potrebbe dedicarne una parte per la creazione di orti urbani, per coloro che desiderano lavorare la terra, goderne i frutti e condividerli, magari mediante l'istituzione di Gruppi di acquisto solidale.
Si potrebbe dedicarne una parte per creare un'area che soddisfi le esigenze di socializzazione dei ragazzi: skate park, porte da calcio e canestri da basket a disposizione di chiunque
Chiuso nei cassetti dell'ufficio tecnico esiste già un progetto di massima per il "Parco delle frazioni". Il progetto è ambizioso e costoso e prevede oltre ad aree a prato ed alberate collegate da sentieri ciclo-pedonali anche aree attrezzate, aree a gioco e luoghi di ristoro. Per inciso lo studio di progettazione incaricato di redigere il progetto è già stato pagato a suo tempo per il lavoro svolto.
Oggi i terreni facenti parte dell'area parco di proprietà del comune di Lainate sono soltanto il 40 per cento del totale. L'attuale amministrazione comunale, sebbene ad inizio mandato fosse, a parole, molto interessata alla realizzazione del parco e alla acquisizione dei terreni mancanti, ha fatto nel frattempo altre scelte di spesa (vedi ristrutturazione dei campi sportivi, la piscina comunale, gli esperimenti su marciapiedi e sensi unici etc etc). Scelte legittime ma ben più onerose della eventuale spesa per la realizzazione del parco.
In quel lontano PRG degli anni 70 erano stati posti dei paletti per tentare di dare un ordine ad una urbanizzazione incontrollata e per preservare uno spazio verde fruibile dalla comunità. 
A voler essere comprensivi possiamo dire che nel frattempo a Lainate è mancata, da parte di chi doveva fare delle scelte, la sensibilità per capire l'importanza di quel gesto. A voler essere maliziosi possiamo dire che magari a qualcuno quei paletti davano fastidio perchè non erano monetizzabili.
Ma i tempi ormai sono maturi per un cambiamento di visione: il nostro territorio non è soltanto una merce da monetizzare ma sopratutto un bene da condividere con la comunità.











sabato 6 dicembre 2014

Cantieri tra i prati di Lainate... quelli che restano

La dove c'era l'erba ora c'è....il solito cantiere". 
Quando le parole di questa di canzone smetteranno di essere attuali?
Fa specie dovere citare Celentano ancora dopo cinquantanni. Vuol dire che non sono stati sufficienti decenni di edificazione priva di visione generale per acquisire una sensibilità sostenibile nei confronti del territorio. 
Siamo ancora alla stessa visione superficiale di cinquantanni fa, ora però le conseguenze si fanno più pressanti e i margini di intervento sempre più ridotti. 

La mappa, tratta dal PGT di Lainate, evidenzia in verde i terreni ad ambito agricolo. L'area ad ovest è in buona parte occupata dal campo da golf e il resto, malgrado la propria destinazione agricola, verrà sacrificato per la realizzazione della viabilità di servizio al futuro centro commerciale, al nuovo casello autostradale e ai parcheggi di servizio a Expo. Possiamo dire che rimane ben poco da salvare?
Quando le parole di questa cavolo di canzone smetteranno di essere attuali?


















martedì 2 dicembre 2014

Cartoline da Barbaiana 9 fotografie e 7 domande retoriche


Posso considerare la mia frazione una comunità?
Esistono nella mia frazione luoghi pubblici in cui poter socializzare?
Esistono spazi attrattivi in cui fare semplicemente quattro passi?
E' possibile per i ragazzi spostarsi all'interno del paese o raggiungere le altre frazioni e il capoluogo in maniera autonoma e in sicurezza a piedi o in bicicletta?
Esiste qualche luogo fisico che non sia un parchetto o un marciapiede o un bar in cui i ragazzi possano incontrarsi e scambiare idee?
Posso godermi il piacere di una pedalata senza avere il timore di essere investito e possibilmente seguendo un percorso sicuro e gradevole? E' possibile evitare di utilizzare sempre l'automobile per muoversi all'interno del territorio comunale (evitando di spendere soldi per la benzina, per l'usura dell'auto, per evitare di inquinare e di aumentare la congestione del traffico)?












mercoledì 26 novembre 2014

Gli idiotes e il frainteso concetto di politica

Quando durante una conversazione viene pronunciata la parola "politica" capita sempre più spesso di trovare persone che ostentando una espressione schifata alzano gli occhi al cielo in segno di rifiuto. Come se la parola "politica" fosse diventata impronunciabile, una sorta di bestemmia. Eppure la politica in sé è una attività meritoria e nobile.
Quando una persona si lamenta di qualcosa che mal funziona nel proprio territorio, anche si trattasse solo di una buca nella strada, in quel momento quella persona fa politica. Se poi questa persona non si limita a lamentarsi con gli amici al bar o davanti alla tastiera del computer ma sottopone le proprie rimostranze a chi di dovere in quel momento quella persona produce politica attiva. Diventa un cittadino attivo.
Gli antichi greci avevano una parola specifica per definire i cittadini che non avevano a cuore i problemi della comunità e che, occupandosi soltanto dei propri interessi, non avevano nulla da offrire ad essa. Una parola che significa “persona isolata” e che definisce coloro che non si interessano di “politica”. La parola in questione è “Idiotes”. Penso sia superflua la traduzione in italiano corrente. Idiotes erano quindi coloro che non si interessavano alle attività legate alla “polis” (città, comunità di cittadini). Non si interessavano alla politica, intesa come l'arte di amministrare la società per il bene di tutti e come attività pubblica alla quale tutti i cittadini hanno il diritto, oltre che il dovere, di partecipare.
Tutti tranne gli “Idiotes” naturalmente.

giovedì 13 novembre 2014

La Rosa asfaltata

400.000 euro, soldi pubblici spesi nel 2012 per realizzare il "Parco della Rosa Camuna" (lembo finale a sud parte del Plis del Lura) e il suo imbarazzante laghetto.



Nel 2014 per realizzare la viabilità di servizio al futuro mega Centro commerciale questa "Rosa" già nata con quattro petali mal annaffiati viene asfaltata.


"Ma le strade seno necessarie" potrebbero obbiettare i soliti sostenitori dello sviluppo. Potremmo rispondere che uno sviluppo che cancellando il passato non pensa al futuro forse è uno sviluppo che non siamo più in grado di sostenere. Potremmo rispondere così ma non è questo l'argomento di oggi. L'argomento è: quando si comincerà, anche a livello locale, a pensare seriamente a come salvaguardare quelle superstiti aree a verde che rimangono sul nostro territorio?

sabato 8 novembre 2014

Barriere architettoniche? Il nuovo che avanza e le vecchie negligenze

Ricominciamo postando una "Cartolina" che, per scaramanzia e gusto della simmetria , riprende la medesima inquadratura della prima "Cartolina" postata ormai più di 5 anni fa.
La fotografia inquadra la nuova costruzione edificata sullo spazio storicamente occupato dalla "Curta del Farè", tra via Roma e Piazza della Vittoria a Barbaiana.
Le nostre città sono costellate da un buon numero di barriere architettoniche, e Lainate non fa eccezione. Questo succede perché in passato non esisteva una sensibilità nei confronti di tale argomento. Ora i tempi sono cambiati e i progetti delle nuove costruzioni teoricamente tengono conto delle esigenze di coloro che hanno difficoltà motorie o di chi, per fare un semplice esempio, spinge un passeggino.
Ma è davvero così oppure è la solita pia illusione? E chi si occupa di controllare che non venga realizzata, distrattamente e inconsapevolmente, qualche nuove barriera architettonica?

Riguardando bene le immagini di questa cartolina due domandine sorgono spontanee.
Nella progettazione di questo edificio è stata prevista la realizzazione di un marciapiede a livello strada tra l'edificio stesso e il parcheggio?
Oppure è stato ritenuto sufficiente il camminamento già realizzato a livello portici?

Nel caso la risposta alla seconda domanda fosse si, vorremmo fare notare che tre gradini in un lato e uno scivolo contromano nell'altro rappresentano un evidente caso di barriera architettonica per carrozzine e passeggini.
Ci auguriamo che qualcuno ci dica che ci stiamo sbagliando!

Ricominciamo

Ci sono cose che finiscono, definitivamente e volontariamente, e poi ci sono cose che semplicemente si fermano. 
Magari soltanto perché si è affievolita la voglia di spingerle avanti.
Alcune di queste cose restano parcheggiate, nell'attesa, più o meno consapevole, che arrivi il momento giusto per ripartire. 
Non è sempre detto che quel momento arrivi ma per "Cartoline" quel momento è arrivato.

Ci eravamo fermati e ora ripartiamo, semplicemente.