mercoledì 26 novembre 2014

Gli idiotes e il frainteso concetto di politica

Quando durante una conversazione viene pronunciata la parola "politica" capita sempre più spesso di trovare persone che ostentando una espressione schifata alzano gli occhi al cielo in segno di rifiuto. Come se la parola "politica" fosse diventata impronunciabile, una sorta di bestemmia. Eppure la politica in sé è una attività meritoria e nobile.
Quando una persona si lamenta di qualcosa che mal funziona nel proprio territorio, anche si trattasse solo di una buca nella strada, in quel momento quella persona fa politica. Se poi questa persona non si limita a lamentarsi con gli amici al bar o davanti alla tastiera del computer ma sottopone le proprie rimostranze a chi di dovere in quel momento quella persona produce politica attiva. Diventa un cittadino attivo.
Gli antichi greci avevano una parola specifica per definire i cittadini che non avevano a cuore i problemi della comunità e che, occupandosi soltanto dei propri interessi, non avevano nulla da offrire ad essa. Una parola che significa “persona isolata” e che definisce coloro che non si interessano di “politica”. La parola in questione è “Idiotes”. Penso sia superflua la traduzione in italiano corrente. Idiotes erano quindi coloro che non si interessavano alle attività legate alla “polis” (città, comunità di cittadini). Non si interessavano alla politica, intesa come l'arte di amministrare la società per il bene di tutti e come attività pubblica alla quale tutti i cittadini hanno il diritto, oltre che il dovere, di partecipare.
Tutti tranne gli “Idiotes” naturalmente.

giovedì 13 novembre 2014

La Rosa asfaltata

400.000 euro, soldi pubblici spesi nel 2012 per realizzare il "Parco della Rosa Camuna" (lembo finale a sud parte del Plis del Lura) e il suo imbarazzante laghetto.



Nel 2014 per realizzare la viabilità di servizio al futuro mega Centro commerciale questa "Rosa" già nata con quattro petali mal annaffiati viene asfaltata.


"Ma le strade seno necessarie" potrebbero obbiettare i soliti sostenitori dello sviluppo. Potremmo rispondere che uno sviluppo che cancellando il passato non pensa al futuro forse è uno sviluppo che non siamo più in grado di sostenere. Potremmo rispondere così ma non è questo l'argomento di oggi. L'argomento è: quando si comincerà, anche a livello locale, a pensare seriamente a come salvaguardare quelle superstiti aree a verde che rimangono sul nostro territorio?

sabato 8 novembre 2014

Barriere architettoniche? Il nuovo che avanza e le vecchie negligenze

Ricominciamo postando una "Cartolina" che, per scaramanzia e gusto della simmetria , riprende la medesima inquadratura della prima "Cartolina" postata ormai più di 5 anni fa.
La fotografia inquadra la nuova costruzione edificata sullo spazio storicamente occupato dalla "Curta del Farè", tra via Roma e Piazza della Vittoria a Barbaiana.
Le nostre città sono costellate da un buon numero di barriere architettoniche, e Lainate non fa eccezione. Questo succede perché in passato non esisteva una sensibilità nei confronti di tale argomento. Ora i tempi sono cambiati e i progetti delle nuove costruzioni teoricamente tengono conto delle esigenze di coloro che hanno difficoltà motorie o di chi, per fare un semplice esempio, spinge un passeggino.
Ma è davvero così oppure è la solita pia illusione? E chi si occupa di controllare che non venga realizzata, distrattamente e inconsapevolmente, qualche nuove barriera architettonica?

Riguardando bene le immagini di questa cartolina due domandine sorgono spontanee.
Nella progettazione di questo edificio è stata prevista la realizzazione di un marciapiede a livello strada tra l'edificio stesso e il parcheggio?
Oppure è stato ritenuto sufficiente il camminamento già realizzato a livello portici?

Nel caso la risposta alla seconda domanda fosse si, vorremmo fare notare che tre gradini in un lato e uno scivolo contromano nell'altro rappresentano un evidente caso di barriera architettonica per carrozzine e passeggini.
Ci auguriamo che qualcuno ci dica che ci stiamo sbagliando!

Ricominciamo

Ci sono cose che finiscono, definitivamente e volontariamente, e poi ci sono cose che semplicemente si fermano. 
Magari soltanto perché si è affievolita la voglia di spingerle avanti.
Alcune di queste cose restano parcheggiate, nell'attesa, più o meno consapevole, che arrivi il momento giusto per ripartire. 
Non è sempre detto che quel momento arrivi ma per "Cartoline" quel momento è arrivato.

Ci eravamo fermati e ora ripartiamo, semplicemente.